Miria Malandri – The Eyes of Michelangelo Antonioni

Roma - 01/02/2012 : 26/02/2012

La mostra ha come scopo quello di ricordare l’opera di Michelangelo Antonioni, importante maestro della cinematografia italiana e mondiale, attraverso la presentazione di tele magistralmente dipinte da una pittrice forlivese, Miria Malandri, con la tecnica del “fermo immagine”, liberamente tratte dai film di Antonioni.

Informazioni

Comunicato stampa

La mostra ha come scopo quello di ricordare l’opera di Michelangelo Antonioni, importante
maestro della cinematografia italiana e mondiale, attraverso la presentazione di tele
magistralmente dipinte da una pittrice forlivese, Miria Malandri, con la tecnica del “fermo
immagine”, liberamente tratte dai film di Antonioni.
Il “fermo immagine” consiste nella visione, da parte dell’artista, dei film e dell’individuazione in
maniera personalizzata di momenti particolari che suggestionano la sua fantasia, come per
entrare nell’obiettivo della cinepresa del maestro


Il risultato che ne consegue è una visione inedita e soggettiva di fotogrammi che nei film possono
scorrere in pochi secondi e spesso passare inosservati.
Si è di fronte quindi ad una mostra di dipinti che reinterpretano in senso inverso il rapporto
cinema-pittura che ha sempre visto il cinema attingere a piene mani dall’arte pittorica.

Miria Malandri è nata a Forlimpopoli nel 1946. Vive e lavora a Forlì. Dopo aver frequentato gli studi
classici e il corso di Disegno Anatomico presso l’Università di Bologna, ha iniziato la sua attività di
pittrice. Dopo un lungo percorso attraverso la realizzazione di dipinti di tipo surreale e ispirati al teatro
dell’assurdo, di immagini di famiglia e di nature morte, dal 2002 al 2004 ha collaborato con Art’è. Lo
sbocco delle sue ricerche artistiche diventa negli anni recenti dipinti di ispirazione cinematografica,
inizialmente come passione per il cinema, poi come riappropriazione di quanto il cinema “ruba” alla
pittura, infine come esaltazione “dell’attimo fuggente” (particolare successo ha ottenuto la mostra “Il
cinema e la tradizione ebraica”). Per chi ritiene che il cinema sia espressione della vita di tutti i giorni,
fermare il movimento significa fermare il tempo.
Curriculum e opere dell’artista sono visionabili nel sito.