Minh Lan Tran – Choreodrome
Fondazione Giuliani è lieta di presentare Choreodrome, la prima mostra di Minh Lan Tran ad aver luogo all’interno di un’istituzione italiana.
Comunicato stampa
Fondazione Giuliani è lieta di presentare Choreodrome, la prima mostra di Minh Lan Tran ad aver luogo all’interno di un’istituzione italiana. Riunendo pittura, disegno e immagine in movimento, la mostra si sviluppa come un’esplorazione continua della materia e dell’espressione. Concepite come una costellazione di opere, interventi site-specific ed elementi coreografici, Choreodrome si estende negli spazi della Fondazione intesa come ambiente dinamico in cui i processi della creazione, della messa in scena e della percezione rimangono in costante divenire.
Al centro della pratica di Tran si trova la pittura, intesa come uno spazio attivo nel quale strati di materia e significato si accumulano, si dissolvono e si riconfigurano. Le sue opere sono composte attraverso una stratificazione di materiali che includono lattice naturale, pigmento, carta, gesso, inchiostro e carboncino. Costruite e poi raschiate, incise e oscurate, queste superfici registrano una negoziazione continua tra gesto pittorico e cancellazione, occultamento e rivelazione. In questo processo, il materiale stesso diventa sia soggetto che agente di trasformazione. L’uso del lattice — che è un derivato della gomma — introduce un sottile riferimento alle storie di sfruttamento coloniale in Vietnam, mentre la sua qualità traslucida conferisce ai dipinti una presenza mutevole e instabile. La luce penetra le superfici, complicandone la leggibilità e rafforzando un senso di fragilità intrecciato alla resilienza.
Questa attenzione alla stratificazione si estende al linguaggio, che svolge un ruolo fondamentale nel lavoro di Tran. I suoi dipinti hanno spesso origine nella scrittura, con parole che appaiono sia come segni visivi sia come frammenti semantici. Né completamente leggibili né del tutto astratti, questi elementi testuali fungono da codice capace di evocare e al contempo destabilizzare il significato, ampliando i limiti stessi del linguaggio. In questo modo, il significato rimane instabile, continuamente rimandato e riformulato attraverso l’atto del guardare. Da questa interazione tra materia e linguaggio, la mostra si apre a un confronto con il teatro inteso sia come struttura che come metafora. Tran concepisce la pittura come un palcoscenico: uno spazio in cui le energie si raccolgono e i gesti si dispiegano. Questo senso di attesa è riflesso nella configurazione spaziale della mostra, che incorpora elementi provenienti dal laboratorio dello scenografo Riccardo Buzzanca. Frammenti di scenografie, sia intatti sia smantellati, appaiono come forme sospese, suggerendo tanto i residui di azioni passate quanto possibilità di attivazioni future.
All’interno di questa cornice teatrale, Choreodrome si concentra sulla nozione di “quarta parete” – la soglia che separa la finzione dalla realtà. Tran approccia questo confine non come un concetto astratto, ma come una condizione materiale: una membrana permeabile attraverso cui immagini, corpi e temporalità possono transitare. Superfici di vetro ricoperte di grasso al litio estendono questa indagine, mettendo in primo piano trasparenza e opacità come stati coesistenti. Qui, il grasso diventa una metafora dell’esperienza mediata della realtà contemporanea, in particolare in relazione alle immagini di violenza che circolano senza risoluzione né catarsi.
Choreodrome propone infine la pittura e la pratica espositiva come spazio di potenzialità: processi plasmati dall’intenzione ma aperti alla contingenza. In questa oscillazione tra controllo e abbandono, il lavoro di Tran si avvicina alle condizioni della vita stessa—la sua fragilità, la sua imprevedibilità e la responsabilità insita in ogni atto creativo.
Minh Lan Tran (Hong Kong, 1997) vive e lavora a Parigi. Una selezione di sue recenti personali include: Museo d’Arte Moderna di Varsavia (2026); Balice Hertling, Parigi (2025); Francis Irv, New York (2025); Parliament, Parigi (2024); Jan Kaps, Colonia (2023); Harlesden High Street, Londra (2023). Ha partecipato a mostre collettive presso Stiftung St. Matthäus, Berlino (2025); Château Lacoste, Aix-en-Provence (2024); Museum of The Home, Londra; e House Berlin (2023). Ha studiato Storia dell’arte presso l’Ercole du Louvre a Parigi, e presso l’Università di Oxford. L’artista ha conseguito un MA in Byzantine Studies and Visual Theology presso il Courtauld Institute of Art, Londra (2020) e un MA in Painting presso il Royal College of Art, Londra (2023).
Un ringraziamento speciale all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici.