Michelangelo Pistoletto – Terzo Paradiso

Roma - 27/03/2019 : 27/03/2019

Performance collettiva con gli studenti di: Liceo Ginnasio “Anco Marzio”, Liceo Scientifico “Democrito”, Facoltà di Ingegneria delle Tecnologie per il Mare-Università Roma Tre.

Informazioni

Comunicato stampa

Michelangelo Pistoletto
TERZO PARADISO/Sulla sabbia di Ostia
performance collettiva
ideazione di Paola Pallotta
coordinamento a cura di Paola Pallotta e Francesco Saverio Teruzzi

mercoledì 27 marzo 2019, ore 11.00 | Sporting Beach Arte - Ostia Roma



“I periodi di grande cambiamento cominciano sempre con la sfida nei confronti delle frontiere artistiche preesistenti, che poi si estende alle frontiere sociali più significative, finché poi l’intera società si trova trasformata.” (Arthur C

Danto)


SBA Sporting Beach Arte dedica la giornata di mercoledì 27 marzo 2019 a Michelangelo Pistoletto e al suo Terzo Paradiso che, in questa occasione, vede protagonisti gli studenti di Ostia e si intitola Sulla sabbia di Ostia.

In tempi in cui l’umanità sembra nel pieno dello sfruttamento dell’ambiente, e lo sviluppo al massimo utilizzo del suolo, la dissipazione energetica e il saccheggio delle risorse trovano un contrappasso nell’opera di importanti artisti contemporanei.

Michelangelo Pistoletto intuì già dal 1967, anno in cui realizzò La Venere degli stracci, che l’artista ha il dovere di dedicare grande parte delle proprie qualità teoriche e doti pratiche alla denuncia dei pericoli e dei danni occorsi all’ambiente, e dunque alla necessità di ricostruire il rapporto tra Natura e Cultura. La modificazione del paesaggio naturale ad opera della civiltà, così prepotente negli ultimi decenni e ormai al centro delle preoccupazioni dei governi, ci costringe a ripensare le modalità del nostro stare sulla terra e gli artisti, nel flusso di eventi creativi o distruttivi che chiamiamo storia, situano l’arte in una prospettiva di trasformazione della società. L’obiettivo comune degli artisti che Germano Celant indicava come un’aggregazione ideale e pratica nel suo celebre articolo Appunti per una guerriglia apparso su “Flash Art” nel 1967 e che segnò l’inizio ufficiale dell’Arte Povera, era quello di comprendere il nucleo originario della società contemporanea, al di là di ogni sovrastruttura. I materiali “poveri” usati per fare arte - ferro legno pietra terra stracci, scarti industriali - divennero il mezzo per denunciare le contraddizioni dell’agire umano anche nei confronti dell’Ambiente naturale, paradosso della modernità. Aprire con urgenza il dialogo tra Arte e Ambiente ha così significato non perdere di vista la complessità e la profondità della questione, quella del dover essere nella natura coscientemente, attraverso un atto di volontà e di creazione artistica. L’uomo che possa dirsi contemporaneo non può prescindere dal rapporto con l’Ambiente, anche inteso come ambiente sociale e antropologico.

Coerente con questa concezione dell’arte, nel 1998 Pistoletto istituisce a Biella “Cittadellarte”, sede della Fondazione che porta il suo nome e centro di cultura internazionale, grande laboratorio creativo dove fare ricerca e condividere idee, luogo per mostre, convegni, incontri e dibattiti.

Nel saggio omonimo pubblicato nel 2007, l’artista enuncia: “Il Terzo Paradiso è la fusione fra il primo e il secondo paradiso. Il primo è quello in cui gli esseri umani erano totalmente integrati nella natura. Il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana, fino alle dimensioni globali raggiunte oggi con la scienza e la tecnologia. […] Il Terzo Paradiso è la terza fase dell’umanità, che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la natura.” E ancora: “Il progetto del Terzo Paradiso consiste nel condurre l’artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l’arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra. Terzo Paradiso significa il passaggio ad un nuovo livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza.” Tali principi assumono forma concreta e operativa nelle best practices delle attività di “Cittadellarte e trovano forte sostegno nei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (tra gli altri lotta alla povertà, eliminazione della fame, contrasto al cambiamento climatico) enunciati dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nella Risoluzione “Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile” adottata nel 2015 dai governi dei 193 Paesi membri.
SBA nasce nel 2016 con il medesimo intento di portare negli spazi dello storico stabilimento balneare Sporting Beach di Ostia mostre di artisti di rilievo, per comprendere insieme le diverse problematiche dell’ambiente naturale e sociale in cui opera, nella convinzione che l’arte, la bellezza e il pensiero costituiscano l’unica cura per la tutela e salvaguardia del patrimonio naturale, artistico e antropologico di un territorio, spesso difficile e controverso come può esserlo una periferia. SBA si dedica con attenzione a questo luogo tanto insolito, Ostia, periferia di Roma eppure suo Municipio e suo mare, città di giovane fondazione ma tanto prossima a luoghi della storia. A seguito della bonifica del territorio iniziata già alla fine dell’Ottocento, Ostia divenne lo spazio per la sperimentazione degli urbanisti e degli architetti chiamati a realizzare progetti di avanguardia: fra tutti Luigi Moretti, Adalberto Libera e Angiolo Mazzoni negli anni Venti e Trenta furono gli autori di edifici pubblici, palazzine d’abitazione e stabilimenti balneari i cui volumi e linee razionaliste si stagliano nella grande distesa di pianura, cielo e mare di Ostia. Il medesimo sguardo rivoluzionario e metafisico di De Chirico che abitò a lungo in una palazzina sul lungomare, e più tardi di Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini, dediti poeticamente a quella luce, a quel mare e a quelle architetture.

SBA ha cura della conformazione naturale di questo territorio e delle persone che lo abitano, per tessere i fili di una comunità solidale che abbia a cuore la sostenibilità delle nostre azioni nei confronti del luogo che ci accoglie.

Dalla comunità d’intenti nasce il progetto Terzo Paradiso – Sulla sabbia di Ostia, un percorso biennale dove verranno chiamate in campo le forze del litorale romano per una rinascita del patrimonio antropologico e culturale lidense. Sarà un segno sulla sabbia, come la prima versione del Simbolo del Terzo Paradiso tracciata da Michelangelo Pistoletto, a indicare l’inizio del percorso. Un segno che verrà tracciato dagli studenti del Liceo Ginnasio “Anco Marzio”, del Liceo Scientifico “Democrito” e della Facoltà di Ingegneria delle Tecnologie per il Mare, future generazioni che raccolgono l’invito alla trasformazione sociale responsabile e sostenibile attraverso una performance artistica. Non un passaggio di testimone, ma un’assunzione di consapevolezza che il vero cambiamento e la vera conoscenza passano attraverso l’unione, le relazioni sociali, lo scambio, l’accettazione dell’altro, il consolidamento del rapporto Natura-Uomo-Cultura e con il rapporto paritario centro-periferia in un unicum che è la Città.

Le performance di Pistoletto prevedono una forte interazione tra il segno artistico e il contesto socio-ambientale in cui vengono realizzate, attraverso il coinvolgimento di abitanti del luogo, oltre che di generici fruitori, ecco perché elettivamente si rivolgono alle scuole in quanto bacino delle nuove generazioni di cittadini. Il processo di avvicinamento al 27 marzo si realizzerà tramite un approfondimento dei contenuti a opera di Francesco Saverio Teruzzi, coordinatore degli Ambasciatori del Rebirth/Terzo Paradiso, progetto artistico internazionale che vanta più di mille eventi nel Mondo e più di tre milioni di partecipanti in tutti i continenti.

“Tutti i paesi e tutte le parti in causa, agendo in associazione collaborativa, implementeranno questo programma. Siamo decisi a liberare la razza umana dalla tirannia della povertà e vogliamo curare e salvaguardare il nostro pianeta. Siamo determinati a fare i passi audaci e trasformativi che sono urgentemente necessari per portare il mondo sulla strada della sostenibilità e della resilienza. […] Il mondo che immaginiamo è un mondo in cui ogni paese gode di una crescita economica duratura, aperta a tutti e sostenibile, e in cui vi è un lavoro dignitoso per ciascuno. Un mondo in cui i consumi, i processi di produzione e l’uso delle risorse naturali (dall’aria alla terra, dai fiumi, i laghi e le falde acquifere ai mari e agli oceani) sono sostenibili.” (Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 25 settembre 2015)

Paola Pallotta