Meret Oppenheim. Afferrare la vita per la coda

Milano - 29/10/2014 : 29/10/2014

Johan & Levi Editore presenta la biografia "Meret Oppenheim. Afferrare la vita per la coda".

Informazioni

Comunicato stampa

Johan & Levi Editore presenta la biografia

MERET OPPENHEIM
Afferrare la vita per la coda
di Martina Corgnati
Intervengono l'autrice con Ada Masoero e Giovanni Iovane
Con un saluto del presidente dell'Accademia di Brera
Marco Galateri di Genola
INGRESSO LIBERO SU PRENOTAZIONE:
039 7390 330

Tedesca di nascita e svizzera d’adozione, Meret Oppenheim (1913-1985) è stata una delle artiste più eclettiche del secolo scorso. Vari cataloghi si sono occupati della sua arte ma nessuna pubblicazione, ad oggi, si è concentrata sulle sue vicende private

Johan & Levi pubblica la biografia a lei dedicata, firmata da Martina Corgnati, che ripercorre la vita privata e artistica, approfondendo le relazioni affettive, le modalità di lavoro e l’irrefrenabile creatività dell’artista, con sorprese e rivelazioni che affiorano dalla corrispondenza della Oppenheim.

Donna, artista, outsider, icona: dal fulmi­nante esordio con Colazione in pelliccia, destinato ad aprirle poco più che ventenne le porte del MOMA, al lungo e impervio cammino intra­preso per liberarsi di ogni etichetta artistica, ideologica e di genere, Meret Oppenheim (1913-1985) è una delle poche figure femminili della storia divenute leggendarie per aver osato sfi­dare regole e pregiudizi millenari in nome di una vocazione autentica.

Una vocazione artistica ed esistenziale che la porterà a scelte e posizioni di rottura tutt’altro che facili, non solo nei confronti della società benpensante dell’epoca ma anche degli insi­diosi pregiudizi cui non può dirsi immune lo stesso milieu artistico e letterario del suo tempo. Musa venerata da Man Ray, pupilla irriveren­te di Breton, complice e lei stessa protagonista delle più grandi sperimentazioni e delle più ap­passionanti avventure artistiche del Novecen­to, Meret Oppenheim si muove lungo il secolo con la libertà e l’originalità disinvolta e a tratti sofferta dei purosangue.

Dall’avvicinamento alle teorie di Carl Gustav Jung al folgorante incontro con i surrealisti, dalla lunga lotta con la depressione all’attra­zione inesorabile che a soli vent’anni la lega fatalmente a Max Ernst, dall’intenso e profon­dissimo sodalizio artistico con Alberto Giaco­metti all’amicizia segreta e finora ignota con Marcel Duchamp, Martina Corgnati traccia un accurato e appassionante ritratto della donna e dell’artista che, contro i facili stereotipi di un’arte tutta al femminile, sulla scia di Virgi­nia Woolf e di Lou Salomé ha avuto il coraggio di gridare alle donne di ogni tempo: «La libertà non ci viene data, dobbiamo prendercela».

Il testo è accompagnato da immagini tratte dagli album di famiglia, oltre che da riproduzioni delle opere più significative.


Progetto realizzato con il supporto di
Con il patrocinio di Istituto Svizzero

L'AUTRICE

Martina Corgnati, storica dell’arte e curatrice, è docente di Storia dell’arte presso l’Accademia Albertina di Torino. Si è occupata di arte femminile e arte moderna e contemporanea del Mediterraneo e Vicino Oriente. Tra le sue pubblicazioni, Artiste. Dall’Impressionismo al nuovo millennio (2004), L’opera replicante. La strategia dei simulacri nell’arte contemporanea (2009), I quadri che ci guardano. Opere in dialogo (2011). Prima di scriverne la biografia ha lavorato a lungo sulla figura di Meret Oppenheim di cui ha curato la prima retrospettiva italiana dopo la morte dell’artista al Palazzo delle Stelline di Milano (1998-99) e, assieme a Lisa Wenger, la raccolta di lettere e documenti privati Meret Oppenheim. Worte nicht in giftige Buchstaben einwickeln (2013).