Memorie d’inciampo a Roma – sesta edizione

Roma - 07/01/2015 : 08/01/2015

Per la sesta volta l’artista tedesco Gunter Demnig sarà a Roma mercoledì 7 gennaio 2015 per installare 20 Stolpersteine (pietre d’inciampo) in memoria di deportati razziali e politici. Giovedì 8 gennaio 2015 sarà invece a Viterbo per installarne 3.

Informazioni

  • Luogo: LARGO DELLA GANCIA
  • Indirizzo: largo della Gancia 1 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 07/01/2015 - al 08/01/2015
  • Vernissage: 07/01/2015 ore 12
  • Autori: Gunter Demnig
  • Curatori: Adachiara Zevi
  • Generi: presentazione, serata – evento
  • Orari: l’artista tedesco Gunter Demnig mercoledì 7 gennaio 2015 a Roma posizionerà 20 Stolpersteine (pietre d’inciampo) e giovedì 8 dicembre 2015 a Viterbo posizionerà 3 Stolpersteine (pietre d’inciampo)
  • Sito web: http://www.memoriedinciampo.com
  • Uffici stampa: MARIA BONMASSAR

Comunicato stampa

Dopo le cinque edizioni (2010, 2011, 2012, 2013, 2014) in cui sono state posizionate 206 pietre d’inciampo, per la sesta volta l’artista tedesco Gunter Demnig sarà a Roma mercoledì 7 gennaio 2015 per installare 20 Stolpersteine (pietre d’inciampo) in memoria di deportati razziali e politici. Giovedì 8 gennaio 2015 sarà invece a Viterbo per installarne 3.

La sesta edizione di Memorie d’inciampo a Roma ha il sostegno del Municipio Roma I di Roma Capitale e dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania



Memorie d’inciampo a Roma è promosso da: ANED (Associazione Nazionale ex Deportati); ANEI (Associazione Nazionale ex Internati); Federazione delle Amicizie Ebraico Cristiane di Italia; Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), IRSIFAR (Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza); Museo Storico della Liberazione; in collaborazione con le Biblioteche di Roma ed è organizzato dall’Associazione Arte in memoria.

Posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ha il Patrocinio del Comitato di Coordinamento per le Celebrazioni in Ricordo della Shoah della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Roma.

Curato da Adachiara Zevi, il progetto si avvale di un Comitato scientifico composto da Anna Maria Casavola, Annabella Gioia, Antonio Parisella, Liliana Picciotto, Micaela Procaccia e Michele Sarfatti; e di un Comitato organizzativo composto da Marina Fiorentino, Annabella Gioia, Elisa Guida, Daniela Mantarro, Bice Migliau, Eugenio Iafrate e Sandra Terracina.

L’inaugurazione avrà luogo mercoledì 7 gennaio alle ore 12.00 in largo della Gancia 1 alla presenza del Presidente del Municipio I Sabrina Alfonsi.

L’idea di Demnig risale al 1993 quando l’artista è invitato a Colonia per una installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti. All’obiezione di un’anziana signora secondo la quale a Colonia non avrebbero mai abitato rom, l’artista decide di dedicare tutto il suo lavoro alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni naziste: ebrei, politici, militari, rom, omosessuali, testimoni di Geova, disabili. Con un segno concreto e tangibile ma discreto e antimonumentale, a conferma che la memoria deve costituire parte integrante della nostra vita quotidiana.

Sceglie dunque il marciapiede prospiciente la casa in cui hanno vissuto i deportati e vi installa altrettante “pietre d’inciampo”, sampietrini del tipo comune e di dimensioni standard (10x10). Li distingue solo la superficie superiore, perché di ottone lucente.

Su di essa sono incisi: nome e cognome del/lla deportato/a, età, data e luogo di deportazione e, quando nota, data di morte.

Il giorno e l’ora della collocazione delle pietre è annunciata agli inquilini da una lettera del Municipio in cui si spiega che il progetto vuole “ricordare abitanti del quartiere uccisi e perseguitati dai fascisti e dai nazisti, deportati, vittime del criminale programma di eutanasia o oggetto di persecuzione perché omosessuali”.

L’inciampo non è fisico ma visivo e mentale, costringe chi passa a interrogarsi su quella diversità e agli attuali abitanti della casa a ricordare quanto accaduto in quel luogo e a quella data, intrecciando continuamente il passato e il presente, la memoria e l’attualità.

I primi Stolpersteine sono stati installati a Colonia nel 1995; da allora questa straordinaria mappa della memoria europea si è estesa sino a includere oltre 45.000 pietre. Invitato per la prima volta in Italia nel 2010, Gunter Demnig ha consentito al nostro paese di entrare a far parte di questo grande circuito internazionale della memoria.

Gli Stolpersteine sono finanziati da sottoscrizioni private; il costo di ognuno, compresa l’installazione, è di 120 euro.

Presso la Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia è attivo uno “sportello” ([email protected] / tel. 06/45460501) curato da Daniela Mantarro ed Elisa Guida. A loro possono rivolgersi quanti intendono ricordare familiari o amici deportati attraverso la collocazione di uno Stolpersteine davanti alla sua abitazione.

Il sito web www.memoriedinciampo.com, curato da Giovanni D’Ambrosio e Paolo La Farina, documenta interamente le precedenti edizioni: la mappa dei luoghi dove sono stati installati i sampietrini, fotografie, film e testimonianze, il lavoro svolto dagli studenti che hanno aderito al progetto didattico, testi storici e critici relativi alla deportazione di ebrei, politici e militari, un profilo biografico dell’artista e una vastissima rassegna stampa.

Alla sesta edizione sarà nuovamente affiancato il progetto didattico curato da Annabella Gioia e Sandra Terracina: ogni Municipio coinvolto sceglierà una o più scuole cui affidare una ricerca storica sui perseguitati alla cui memoria sono dedicati i sampietrini. I risultati delle ricerche saranno pubblicati, come i precedenti, sul sito. I Municipi sono coadiuvati dal Progetto Memoria della Fondazione CDEC e del Dipartimento Cultura della Comunità Ebraica di Roma, dalla FNISM (Federazione Nazionale Insegnanti) – Sezione Roma e Regione Lazio e dall’Irsifar (Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza).