Melo Minnella – Percorsi nell’immaginario

Palermo - 21/10/2011 : 20/11/2011

Il viaggio di Minnella parte dalla Sicilia, tocca l’Oriente, con le tappe in Vietnam, Cambogia, Laos e India, e l’America Latina, con gli scatti in Messico e Guatemala. Proprio in Guatemala, tra le montagne di Antigua, l’artista ha realizzato quest’anno un reportage sulla Pasqua: quattro immagini inedite della festa religiosa saranno esposte a Palazzo Sant’Elia.

Informazioni

Comunicato stampa

“PERCORSI NELL’IMMAGINARIO” è il titolo della mostra di Melo Minnella, curata
da Monica Modica, che si inaugura a Palermo, venerdì 21 ottobre, ore 18, nella sala dell’ex
Cavallerizza, al piano terra di Palazzo Sant’Elia.

L’esposizione è promossa dalla Provincia regionale di Palermo e dalla Fondazione Buttitta, con il
patrocinio dell’Amap.

Le oltre 100 foto in esposizione abbracciano un arco di tempo lungo cinquant’anni, dalla fine degli
anni Cinquanta a oggi



Il viaggio di Minnella parte dalla Sicilia, tocca l’Oriente, con le tappe in Vietnam, Cambogia, Laos
e India, e l’America Latina, con gli scatti in Messico e Guatemala.
Proprio in Guatemala, tra le montagne di Antigua, l’artista ha realizzato quest’anno un reportage
sulla Pasqua: quattro immagini inedite della festa religiosa saranno esposte a Palazzo Sant’Elia.

“Dopo la collettiva dei maestri dell’obiettivo riuniti ne “La camera dello sguardo”, a cura di Achille
Bonito Oliva e l’antologica dedicata ai 50 anni di attività di Enzo Brai – dichiara il presidente della
Provincia regionale di Palermo, Giovanni Avanti - un altro grande maestro palermitano, Melo
Minnella, espone i suoi lavori, in un viaggio lungo oltre mezzo secolo: volti, luoghi, paesaggi, dalla
Sicilia al Messico, dal Marocco al Guatemala, dai ‘diavoli’ di Prizzi ai bambini della Birmania,
dal maiale in calesse a Palermo a quello legato ad una lambretta su una strada scalcinata in

Cambogia, dall’India misterica alla Cina dei fenomeni. Dal 1957 ad oggi la fotografia di Minnella
ha raccontato gli uomini e i loro spazi, senza mai mettere da parte la compassione, l’empatia, nel
senso più vero e profondo del termine, ovvero la capacità di “sentire con” il mondo oltre l’obiettivo,
quel mondo che si finisce per racchiudere in uno scatto ma che non smette per questo di essere
intellegibile, immenso e incomprensibile”.

“Melo Minnella – commenta l’assessore provinciale alla Cultura e ai Beni culturali, Pietro
Vazzana - è un navigatore nella storia contemporanea, un ambasciatore della nostra Sicilia che
ha contribuito con i suoi scatti a far conoscere in tutto il mondo con una forza visiva davvero
unica . La mostra che la Provincia ospita a Palazzo S.Elia vuole essere un omaggio ad un artista
generoso, rigoroso ma capace di saper leggere e interpretare con spirito libero e costruttivo i grandi
cambiamenti che la società ha vissuto nell’ultimo mezzo secolo. Il suo obiettivo ha inquadrato il
patrimonio artistico siciliano nelle sue varie espressioni, ma ha camminato anche sui sentieri della
tradizione popolare, del folklore, di un’anima isolana dove le tradizioni si mescolano ai fenomeni
antropologici”.

Quello di Minnella è un racconto rivolto all’uomo, il suo obiettivo cattura espressioni del volto e
momenti di vita quotidiana, “ferma” squarci di realtà: “Sta in questo – spiega, infatti, Antonino
Buttitta, presidente onorario della Fondazione Buttitta - la forza, magica e miracolosa, che
Minnella non ignora e riesce a padroneggiare. Da qui il fascino dei frammenti di realtà, che egli,
con raffinata maestria, riesce a comunicarci, facendo emergere quanto si occulta nell’insondabile
profondità delle loro sfumature”.

Il catalogo della mostra è edito dalla Fondazione Buttitta.
La mostra rimarrà aperta fino al 20 novembre.

BIO MINNELLA

Melo Minnella è nato a Mussomeli in Sicilia nel 1937. A Palermo studia e si laurea in Economia
e Commercio. Sono, questi, gli anni del lancio nel campo dell'editoria giornalistica e delle
prime collaborazioni con i più importanti periodici del tempo, soprattutto con il settimanale
culturale-politico “Il Mondo” di Pannunzio. Dagli anni Cinquanta si interessa all'arte popolare e
all'antropologia, avvicinandosi anche agli artisti siciliani dell'Art Brut, tra i quali Sabo e Filippo
Bentivegna. A quest'ultimo dedicherà un libro e diversi servizi giornalistici.
Fotografa con grande passione i siti archeologici, non solo siciliani, interessandosi in particolare di
quelli preistorici. Comincia una minuziosa ricognizione fotografica delle feste religiose, patronali
e della pasqua, e in genere del folklore siciliano. Prende pure in considerazione le cosiddette arti
minori con pubblicazioni sulle argenterie, maioliche, madreperle e coralli, e altre manifestazioni
dell'antico artigianato siciliano.
Dagli anni Sessanta comincia il suo vagabondare verso mete esotiche, soprattutto verso l'Oriente;
il suo grande amore è l'India. Questo luogo diventa il termine di paragone per tutte le altre
destinazioni e un motivo in più per ritornarvi.
Ha fotografato molto anche le regioni italiane, soprattutto quelle meridionali.
Gli ultimi suoi interessi sono indirizzati alla Calabria e all'Abruzzo, e alle feste tradizionali di
queste terre ancora poco esplorate.
Fra gli ultimi libri pubblicati: Cattedrali di Sicilia; Il Barocco in Sicilia; Bambini... l'altra faccia del
mondo; Isole di Sicilia; Catania e i suoi paesi; Pittura popolare su vetro in Sicilia; Libro siciliano;

Piazze di Sicilia.