Meglio mangiare poco tutti i giorni che tanto una volta al mese

Montelupo Fiorentino - 01/05/2014 : 04/05/2014

Oggetti, opere d'arte, libri, multipli di vario genere, vendite, scambi, ritenute d’acconto, non vendite e paradossi avverranno in un luogo conviviale di passaggio e di sosta.

Informazioni

Comunicato stampa

L’idea di un intervento presso un mercato dell’usato parte da una scelta che ci accomuna: cercare di decostruire le regole del mercato dell'arte, in cui si vende all'interno di un sistema prestabilito e chiuso, e allo stesso tempo dare nuova dignità al concetto di opera e al ruolo dell’artista trovando luoghi di bric-à-brac e situazioni per mercanteggiare o “mettersi in vendita”


Un atto, questo, che si manifesta in maniera ludica, istintiva e dinamica ma che è per prima cosa un chiaro segno necessario di responsabilità e coraggio che mette in evidenza l’importante aspetto vitalistico di sopravvivenza sia economica che mentale.
Visto che, soprattutto in Italia, la pratica artistica è considerata come una forma professionale non identificata e che si presta troppo spesso gratuitamente a un sistema culturale che non la legittima affatto, vogliamo guardare al lavoro come unione di intenti, cooperazione e scambio di saperi partendo da piccole azioni condivise. Mercanteggiare diventa così una possibilità per fare network, relazionarci con i passanti, responsabilizzarci e capire quanto valiamo, decidendo se barattare o abbassare i prezzi in base alle affinità e alle simpatie che si possono riscontrare al momento.
Un banco di prova in cui ogni artista tenterà di unire, ognuno a proprio modo, la propria “rivoluzione” ai prezzi.
Oggetti, opere d'arte, libri, multipli di vario genere, vendite, scambi, ritenute d’acconto, non vendite e paradossi avverranno in un luogo conviviale di passaggio e di sosta.
Sarà quindi anche un modo per incontrarsi con Francesco Galluzzi, Sumesh Sharma, Mattia Pellegrini, Luca Musacchio per parlare di come sia necessario ridare valore e significato alla parola lavoro.

Queste riflessioni sono maturate presso SomethingLikeThis dove da dicembre 2013 si sono tenuti degli incontri, come momenti per dare agli invitati la possibilità di conoscersi, discutere insieme e dare avvio a possibili proposte, contributi e future collaborazioni.
Da quest’anno vi è una volontà di unire diverse generazioni, provenienze, usi, costumi e capacità per proporre incontri in cui si potranno formare gruppi di lavoro per portare avanti una ricerca e un dialogo con altre realtà, locali e non, sia indipendenti che istituzionali, per avere un confronto di idee, di valori e di pratiche artistiche che possono formarsi da un luogo, espandersi e congiungersi.