Meeting Architecture – Adam Caruso / Thomas Demand

Roma - 29/10/2013 : 19/11/2013

Il primo appuntamento della rassegna, vede protagonisti, in una conferenza e in una mostra-studio dal titolo Madame Wu and the Mill from Hell, l’architetto anglo-canadese Adam Caruso (Caruso St. John) – che torna all’Accademia Britannica dopo la conferenza e l’esposizione del 2007 – e l’artista tedesco Thomas Demand.

Informazioni

  • Luogo: THE BRITISH SCHOOL AT ROME
  • Indirizzo: Via Antonio Gramsci 61 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 29/10/2013 - al 19/11/2013
  • Vernissage: 29/10/2013 ore 19,30; ore 18.00: conversazione di Adam Caruso e Thomas Demand moderata da Mario Codognato
  • Autori: Thomas Demand, Adam Caruso
  • Generi: architettura, arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: da martedì a sabato, ore 15-19
  • Biglietti: ingresso libero
  • Email: martacolombo@gmail.com
  • Patrocini: Con il supporto di: Académie de France à Rome, Bryan Guinness Charitable Trust, Cochemé Charitable Trust, John S. Cohen Foundation, Embassy of the Kingdom of the Netherlands, Israeli Embassy, Delegazione del Québec a Roma

Comunicato stampa

MEETING ARCHITECTURE
L’architettura e il processo creativo
ciclo di conferenze, mostre-studio e performance

29 ottobre 2013
I appuntamento
Adam Caruso / Thomas Demand
Madame Wu and the Mill from Hell

ore 18.00: conversazione di Adam Caruso e Thomas Demand moderata da Mario Codognato
ore 19.30: inaugurazione mostra-studio, aperta fino al 19 novembre 2013

The British School at Rome, Via Gramsci 61, Roma


S’intitola Meeting Architecture il nuovo programma di architettura della British School at Rome, a cura di Marina Engel

Il progetto si svolge da ottobre 2013 a dicembre 2015 e comprende seminari, mostre-studio e performance, volti a indagare il rapporto esistente fra architetti ed esponenti di altri processi creativi. Nell’arco di oltre due anni, alcune delle più rilevanti figure nel campo dell’architettura, dell’arte, del cinema e della musica, si confronteranno sulla natura delle loro collaborazioni.

Il primo appuntamento della rassegna, martedì 29 ottobre, vede protagonisti, in una conferenza e in una mostra-studio dal titolo Madame Wu and the Mill from Hell, l’architetto anglo-canadese Adam Caruso (Caruso St. John) – che torna all’Accademia Britannica dopo la conferenza e l’esposizione del 2007 – e l’artista tedesco Thomas Demand. I due hanno spesso lavorato insieme e questa sarà un’occasione unica per ascoltarli parlare del loro approccio creativo. A moderare l’incontro Mario Codognato, storico dell'arte, critico e curatore. Per la prima volta verrà presentata un’analisi della loro collaborazione in una mostra-studio che comprende tra i progetti esposti: la mostra di Thomas Demand alla Neue Nationalgalerie di Berlino del 2009; Nagelhaus e la riprogettazione della Escher-Wyss-Platz di Zurigo, 2007-2010, in parte presentate alla 12. Mostra Internazionale di Architettura la Biennale di Venezia; la casa di Thomas Demand, Berlino, 2013, appena conclusa. Il titolo dell’evento si riferisce alla vicenda realmente accaduta della signora Wu – impegnata insieme al marito a difendere la propria abitazione dall’abbattimento nella città di Chongquing in Cina – a cui Demand si è ispirato per Nagelhaus, e alla casa stessa di Thomas Demand, un antico mulino vicino a Berlino. La documentazione esposta include una selezione di modelli, fotografie, disegni e filmati.

L’idea di Meeting Architecture nasce da una riflessione su una delle particolarità che caratterizza la cultura britannica, in cui i confini tra i diversi processi creativi sono spesso oltrepassati. Tappa significativa di questa tendenza è stata This is Tomorrow, una mostra estremamente influente ospitata nel 1956 dalla Whitechapel Art Gallery di Londra, che vide la collaborazione di artisti, architetti, musicisti e grafici. Anche oggi, sul piano internazionale, gli architetti contemporanei sono invitati a progettare un numero sempre maggiore di spazi artistici, gallerie, musei, ma anche auditorium, sale da concerto ecc. Per poter svolgere il proprio lavoro adeguatamente, devono spesso comprendere e adattarsi ai processi creativi di altre discipline. Questa situazione ha portato anche a una serie di affascinanti collaborazioni, soprattutto fra artisti e architetti, due campi storicamente molto vicini.

Nel primo appuntamento, Meeting Architecture si concentrerà su uno dei rari casi in cui architetti e artisti visivi concepiscono e progettano il loro lavoro insieme, a differenza di quelli in cui l'architetto invita l'artista a intervenire su uno spazio già completato. Nei prossimi appuntamenti, per quanto riguarda il suono verranno analizzati alcuni progetti che uniscono architetti e compositori consapevoli di come architettura, spazio e contesto possano contribuire a determinare la sensibilità musicale dei compositori, nonché dell'influenza esercitata dalla musica sugli architetti, concetti che finora sono stati relativamente poco esplorati. Il cinema, inteso come “architettura dello spazio in movimento”, è un argomento già molto discusso, mentre non si parla spesso, per esempio, del fatto che molti registi, direttori della fotografia e scenografi si siano formati come architetti, aspetto che ha influito notevolmente sul loro operato nell’ambito cinematografico.

“Quali sono le convergenze fra i vari campi, e quali le divergenze, in termini di fonti di ispirazione, metodologie di lavoro e obiettivi? In che misura la comprensione del processo creativo di altre professioni contribuisce allo sviluppo della pratica nella propria disciplina? Come si può definire la creatività nell'architettura? Con tutti questi incroci interdisciplinari, l'architettura corre il rischio di perdere la propria autonomia e la propria integrità etica? Questi sono alcuni dei quesiti – spiega Marina Engel – con i quali ci confronteremo”.

Infine, Meeting Architecture rifletterà anche sulla natura multidisciplinare della British School at Rome, nonché di molte altre accademie straniere presenti nella capitale, nelle quali coesistono e collaborano numerosi studiosi e creativi provenienti da una gamma estremamente ampia di discipline.

Dopo Adam Caruso e Thomas Demand, sarà la volta di Reinier de Graaf (OMA), a dicembre 2013. Il prossimo anno, la programmazione prevede appuntamenti con Amos Gitai; David e Peter Adjaye; Cecil Balmond e, a seguire, con Vivien Lovell, Eric Parry e Richard Deacon, Wouter Vanstiphout (Crimson Architectural Historians), Richard Sennett, Thomas Schütte, Alfredo Pirri e molti altri.
Fra i moderatori delle conferenze, oltre a Mario Codognato ci saranno: Francesco Garofalo (architettura), Irene Bignardi (architettura e cinema), Martin Brody (architettura e musica).

Meeting Architecture è realizzata in collaborazione con il Royal College of Art, partner dell’iniziativa, che ospiterà i seminari in programma a Londra.

Adam Caruso è nato a Montréal (Canada) nel 1962, dove ha studiato architettura presso la McGill University. È professore di Architettura e Costruzione presso l’ETH di Zurigo. Nel 1990 ha fondato, insieme a Peter St John, lo studio Caruso St John Architects. Fra i loro progetti ricordiamo: The New Art Gallery a Walsall, Gran Bretagna; Victoria and Albert Museum of Childhood, Londra; Brick House, Londra; Nottingham Contemporary Art Gallery, Nottingham; le gallerie Gagosian a Londra, Roma, Parigi e Hong Kong. Fra i progetti completati di recente: la prima fase della riorganizzazione della Tate Britain e un nuovo presbiterio per la Cattedrale di San Gallo, in Svizzera.
Thomas Demand è nato a Monaco di Baviera, vive e lavora a Berlino e Los Angeles. Ha studiato presso l’Academy of Arts di Düsseldorf e il Goldsmith College di Londra. Tra le mostre personali, quelle realizzate presso: Graham Foundation, Chicago (2013); DHC/Arte, Montréal (2013); National Gallery of Victoria, Melbourne (2012); Museum of Modern Art, Tokyo (2012); Kaldor Public Arts Project # 25, Sydney (2012); Boijmans van Beuningen, Rotterdam (2010); Neue Nationalgalerie, Berlino (2009); MUMOK, Vienna (2009); Fondazione Prada, Venezia (2007); Serpentine Gallery, Londra (2006); Museum of Modern Art, New York (2005). Nel 2004 il Kunsthaus Bregenz gli dedica una retrospettiva e, nello stesso anno, Demand rappresenta la Germania alla 26. Biennale di San Paolo del Brasile. Fra le mostre collettive: When Attitudes Become Form, Fondazione Prada Ca' Corner della Regina (2013); La carte d'après natura, Nouveau Musée National de Monaco (2010) e Matthew Marks Gallery (2011); una sala per la Fondazione Prada Ca' Corner della Regina (2011). Ha partecipato alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2008, 2010 e 2012. Il suo lavoro è presente in numerosi musei e collezioni tra cui il Museum of Modern Art, New York; il Museo Guggenheim, New York; il Centre Pompidou, Parigi; la Tate Modern, Londra; il Castello di Rivoli, Torino e la Fondazione Prada, Milano.