Medardo Rosso – Un monumento al momento

Lugano - 05/06/2018 : 05/06/2018

Johan & Levi editore e la libreria LAC shop invitano all’incontro con Sharon Hecker in occasione della presentazione del libro Un monumento al momento Medardo Rosso e le origini della scultura contemporanea.

Informazioni

Comunicato stampa

Nato a Torino nel 1858, Medardo Rosso fu venerato dai suoi contemporanei per l’opera rivoluzionaria: Rodin non nascose la propria meraviglia dopo averne visto i lavori e, a seguito della morte di quest’ultimo nel 1917, Guillaume Apollinaire non esitò a dichiarare Rosso il più grande scultore vivente; Giacometti stesso dichiarò la sua grande ammirazione per Rosso, Umberto Boccioni fu notoriamente influenzato dal dinamismo della sua opera; Henry Moore attribuiva uguale importanza a lui e a Rodin, i due scultori che – a pari merito – aprirono la strada alla scultura moderna

Medardo Rosso fu dunque figura chiave nella transizione dalle forme scultoree tradizionali a quelle più sperimentali che troveranno pieno sviluppo solo nel xx secolo: sono moltissimi anche gli artisti della nostra epoca a riconoscere in lui il padre della scultura contemporanea. Il capitolo introduttivo di questo saggio di Sharon Hecker “Medardo Rosso: una storia delle origini” pone l’accento proprio su questi legami con il contemporaneo.
Rivoluzionario Medardo Rosso lo è stato non solo per aver modernizzato il medium in fatto di iconografia, stile e significato della scultura monumentale – che da eterna e celebrativa diventa antieroica e incline a cogliere gli stati transitori della vita moderna – ma anche per avere saputo travalicare le barriere geografiche in un’epoca in cui l’arte era ancora fortemente definita dai confini nazionali.
Cresciuto all’indomani dell’unità d’Italia, disilluso come molti suoi contemporanei dalle mancate promesse del Risorgimento, nel 1889 Rosso lasciò moglie e figlio per trasferirsi a Parigi, dove rimase per più di vent’anni senza però mai aderire a una sola scuola o abbracciare un’unica eredità culturale. Attraverso le sue sculture Rosso ambiva a far rivivere l’impressione che un certo soggetto gli aveva provocato alla prima occhiata, come lui stesso affermò. Questa dichiarazione e l’inclusione del termine “impressione” nei titoli di molte sue opere sembrerebbero collocarlo nell’ambito dell’Impressionismo. Se è vero che Rosso, come il rivale Rodin, prese molto dal contatto con l’Impressionismo, andò però ben oltre quello che rimase sostanzialmente un movimento pittorico. Artista cosmopolita, Rosso trasse profitto dalle nuove forme di circolazione, da una mobilità più agile e dai nuovi scambi che le reti transnazionali consentivano: condizioni che gli permisero di attingere a una molteplicità di fonti visive, di assorbire le idee che stavano emergendo oltralpe e di elaborare inedite strategie commerciali e promozionali. Inoltre, lavorando su piccola scala, Rosso rese la più statica e pesante delle arti un prodotto facilmente trasportabile, in linea con le strategie poco ortodosse elaborate per promuovere il proprio lavoro.
Un monumento al momento esamina l’attività di Medardo Rosso in una prospettiva storica e transnazionale. I modi radicali adottati per promuovere il suo lavoro facendo un uso creativo dei nuovi progressi in fotografia anticipano molte pratiche divenute poi parte del vocabolario artistico contemporaneo. Questo saggio di Sharon Hecker ridimensiona il racconto canonico della nascita e sviluppo della scultura moderna e restituisce il giusto peso ai contributi di artisti di altre nazionalità, quali appunto Rosso. Un racconto alternativo a quello in cui è sempre Rodin a ricoprire il ruolo di eroico innovatore. Un approccio nuovo per comprendere un artista diviso fra gli imperativi culturali nazionali e l’internazionalismo che connota il mondo dell’arte europea alla fine del xix secolo, sullo sfondo delle numerose mostre dedicate all’artista negli anni recenti - ricordiamo quelle alla gam di Milano e al cima di New York – testimonianza di un rinnovato profondo interesse per la figura del grande scultore.

Sharon Hecker, specializzata in storia dell’arte italiana moderna e contemporanea, è una delle massime esperte di Medardo Rosso. Su di lui ha pubblicato numerosi scritti e curato importanti mostre fra cui la recente retrospettiva alla Pulitzer Arts Foundation (2016-2017) e, con Julia Peyton-Jones, la monografica “Medardo Rosso. Sight Unseen” (2017-2018) presso la sede londinese della Galerie Thaddaeus Ropac. Tra i suoi interessi, anche l’opera di alcuni artisti italiani del xx secolo, quali Lucio Fontana e Luciano Fabro. Vive fra Milano e Los Angeles.


Info: Segreteria Johan & Levi | T. 039 9066 293