Mauro Santini – Diariodiunanno

Fano - 05/10/2013 : 05/11/2013

Santini in poche e precise parole ci spiega l’essenza del suo lavoro come segue: “diariodiunanno è un anno narrato attraverso immagini quotidiane: un racconto in divenire, giorno dopo giorno, di cose che fuggono...”

Informazioni

  • Luogo: 2.18 GALLERY
  • Indirizzo: Corso Matteotti, 170, - Fano - Umbria
  • Quando: dal 05/10/2013 - al 05/11/2013
  • Vernissage: 05/10/2013 ore 19
  • Autori: Mauro Santini
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 24/7

Comunicato stampa

Venerdì 5 Ottobre 2013 presso la 2.18 Gallery avrà luogo l’inaugurazione “ diariodiunanno “ del regista pesarese Mauro Santini.

Santini in poche e precise parole ci spiega l’essenza del suo lavoro come segue: “diariodiunanno è un anno narrato attraverso immagini quotidiane: un racconto in divenire, giorno dopo giorno, di cose che fuggono...”

Mauro Santini è nato a Fano nel 1965

Dal 2000 realizza film senza sceneggiatura documentando un vissuto quotidiano in forma diaristica, metodo da cui nasce la serie dei Videodiari, racconti visivi in prima persona legati al tempo, alla memoria e alla ricerca di sé: fra questi il lungometraggio Flòr da Baixa in concorso al Torino Film Festival 2006. Numerose le partecipazioni a festival internazionali (Locarno, Oberhausen, Jeonju, DocLisboa, Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro tra gli altri) e a rassegne di cinema sperimentale. Nel 2012 realizza Il fiume, a ritroso (Festival del Cinema di Roma) e, con la co-regia di Giovanni Maderna, Carmela, salvata dai filibustieri (Mostra del Cinema di Venezia). Recentemente ha partecipato al Festival di Locarno con 'Attesa di un'estate'.

2.18 Gallery è un’idea di Tommaso Mei e di Andrea Belacchi. Nasce dalla necessità di esprimersi, confrontarsi, produrre e ospitare arte. Nasce dall’esigenza di rispondere alla domanda: quanto spazio serve per le idee?
2.18 è una galleria di arte contemporanea di 114x64 cm, che gioca sul concetto della trasformazione, inizia con il cambiamento dello spazio di una bacheca commerciale in uno spazio d’arte, fino a mutare l’utilizzo stesso del termine galleria, che, in questo caso, indica uno spazio insolito che impone la riduzione spaziale come campo d'azione su cui intervenire.