Maurizio Savini – il mondo vola?

Spoleto - 26/06/2016 : 10/07/2016

In una ironica parodia della civiltà delle immagini Maurizio Savini fa il verso alla Pop Art e modella con il chewing gum alcune figure simbolo del nostro tempo meditando sul contrasto di natura e artificio, ecologia e manipolazione industriale di cui si nutre la ‘fabbrica delle illusioni’ nella moderna società dello spettacolo.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO COMUNALE
  • Indirizzo: Via Aurelio Saffi, 16, 06049 - Spoleto - Umbria
  • Quando: dal 26/06/2016 - al 10/07/2016
  • Vernissage: 26/06/2016 ore 11.30
  • Autori: Maurizio Savini
  • Curatori: Duccio Trombadori
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Orari di apertura: inaugurazione domenica 26 giugno ore 11.30 dal 26 giugno al 18 settembre 2016 dal 26 giugno al 10 luglio da lunedì a giovedì ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00 dal venerdì alla domenica ore 10.00-20.00 dall’11 luglio al 18 settembre dal venerdì alla domenica ore 10.00-19.00

Comunicato stampa

MAURIZIO SAVINI
IL MONDO VOLA?

a cura di Duccio Trombadori




organizzazione Galleria Mucciaccia Roma



In una ironica parodia della civiltà delle immagini Maurizio Savini fa il verso alla Pop Art e modella con il chewing gum alcune figure simbolo del nostro tempo meditando sul contrasto di natura e artificio, ecologia e manipolazione industriale di cui si nutre la ‘fabbrica delle illusioni’ nella moderna società dello spettacolo



Il mondo vola? Certo, e tutto accade in simultanea, così come volano i due mondi del 59° Festival di Spoleto, tra informazione, arte, spettacolo, cultura e pervasiva connessione telematica che unisce spazio e tempo in una densa e immediata rappresentazione del presente… il mondo gira, cambia di aspetto e genera continue domande che moltiplicano la ricerca spaesante di indecifrabili significati. Maurizio Savini amalgama una parabola sulla storicità di un possibile ‘eterno ritorno dell’identico’ e suggerisce una sorridente perdita di senso, il distacco dalla natura originaria sempre più plasmata e contraffatta dall’artificio chimico, come portato metaforico della espressione umana, tradotta in una saporita ed emblematica scultura risolta in superficie quale epitelio di una gomma da masticare: il feticcio pubblicitario, l’oggetto del consumo più elementare e diffuso, si presentano così come sintomatica allegoria del multiverso cosmico rispecchiato nella condizione estetica contemporanea. Ironia, allusività, giocosa elaborazione visiva dei miti e dei riti di una cultura e di una società globalizzata, sono ingredienti della poetica spiritosa e spaesante di Savini che sollecita allegramente il nostro presente storico e ne rispecchia le apparenze di culto in una mutevole pantomima sottratta ai fantasmi dell’immaginario collettivo.

Duccio Trombadori