Maurizio Dusio – Ohne Blick. Senza Sguardo

Varese - 17/05/2013 : 17/06/2013

Lo Spazio Lavit presenta Ohne Blick – Senza Sguardo, la mostra personale di Maurizio Dusio, artista dalla pregnante poetica che deriva dalla sua formazione filosofica e che riflette il suo interesse e amore per la letteratura romantica mitteleuropea, in particolare per l’opera di Rainer Maria Rilke.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO LAVIT
  • Indirizzo: Via Giulio Uberti 42 - Varese - Lombardia
  • Quando: dal 17/05/2013 - al 17/06/2013
  • Vernissage: 17/05/2013
  • Autori: Maurizio Dusio
  • Curatori: Federica Soldati
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al sabato dalle 17.00 alle 19.30 dal 18 maggio al 29 giugno 2013 o su appuntamento

Comunicato stampa

Lo Spazio Lavit presenta Ohne Blick – Senza Sguardo, la mostra personale di Maurizio Dusio, artista dalla pregnante poetica che deriva dalla sua formazione filosofica e che riflette il suo interesse e amore per la letteratura romantica mitteleuropea, in particolare per l’opera di Rainer Maria Rilke.
Dense di concettualità velata, le opere di Dusio nascono da un usus, un esercizio, una pratica continua e, dunque, un lavoro manuale di sapienza artigianale.

Lo spazio varesino ospiterà opere di piccole e grandi/grandissime dimensioni e non mancheranno sculture create per l’occasione

I materiali utilizzati per le creazioni scultoree, si accostano alle tempere, alle cere, ai bitumi delle tele dipinte rese tattili e magmatiche per la presenza di stralci di realtà acquisita. Stoffe, capelli, fuliggini, ceneri, sabbie, e carte si confondono in una cromia marcata dal contrasto chiaroscurale.

Il titolo Ohne Blick racconta le opere in mostra: presenze raffigurate “senza sguardo”. Uno sguardo dimenticato, non dipinto, cancellato, occultato dalla mano dell’artista. Figure per lo più femminili, donne forse, sagome informi dipinte sulle tele, abbozzate nel materiale scultoreo. Echi di donne, donne private di un’umanità mai conosciuta, donne avvolte in antichi sudari, testimoni di una mortale esistenza. Figure sfuggenti, essenze fugaci che l’artista offre allo spettatore chiamato a scoprirne la racchiusa profondità.