Mattia Pajè – Fuori Terra

Bologna - 12/05/2022 : 12/06/2022

Fuori Terra è un gruppo scultoreo composto da figure umanoidi immerse in un ambiente installativo.

Informazioni

  • Luogo: ASSOCIAZIONE ALCHEMILLA
  • Indirizzo: via Santo Stefano 43 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 12/05/2022 - al 12/06/2022
  • Vernissage: 12/05/2022 ore 18
  • Autori: Mattia Pajè
  • Curatori: Giovanni Rendina
  • Generi: arte contemporanea, inaugurazione, personale
  • Orari: sabato e domenica, h 16-20. Su appuntamento da lunedì a venerdì Orari speciali per ART CITY Bologna (20-21-22-23 gennaio 2022): Giovedì 12 (Inaugurazione), h 18 - 22 Venerdì 13, h 10-13 e 15-20 Sabato 14 , h 10-13 e 15-22 Domenica 15, h 10-13 e 15-20

Comunicato stampa

Giovedì 12 maggio 2022 apre al pubblico Fuori Terra, mostra personale di Mattia Pajè a cura di Giovanni Rendina, ospitata nelle suggestive sale di Palazzo Vizzani, sede dell'associazione Alchemilla di Bologna. Promossa da Istituzione Bologna Musei | MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna e da Alchemilla, in collaborazione con Associazione BOCA e Gelateria Sogni di Ghiaccio, l'esposizione è parte del main program della decima edizione di ART CITY Bologna, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in concomitanza di Arte Fiera





Fuori Terra è un gruppo scultoreo composto da figure umanoidi immerse in un ambiente installativo. Le sculture, modellate in resina bicomponente, sono organizzate in modo da formare diversi elementi aneddotici, leggibili come una cosmogonia creata dall’artista a partire da due alfabeti visivi: l'estetica new age e quella della televisione commerciale. Lo spazio nel quale sono installate è punteggiato da objet-trouvé, selezionati e dislocati dall’artista a seguito delle sue sperimentazioni su prodotti coinvolti nelle pratiche spirituali e pseudoscientifiche (con fini curativi, di crescita personale e di sviluppo di abilità paranormali), e di una serie di visite agli archivi televisivi che conservano allestimenti e scenografie. L’ambiente in cui gli oggetti sono inseriti è raccordato tramite l’utilizzo di argilla cruda che, applicata come isola di sostegno, permette ai nuclei scultorei di emergere da uno stesso indistinto strato grigio.



L’esposizione si sviluppa a partire dall’interesse dell’artista verso il concetto di verità. Il progetto volge uno sguardo particolare all’emersione di nuovi regimi di verità, rintracciabili a partire dai contenuti che popolano i social network, legati alla ripresa di tematiche “magiche” e teorie del complotto. Lo sgretolamento del fronte mainstream di informazione, che un tempo era animato principalmente da giornali e televisione, ha infatti lasciato posto sulle piattaforme online ad una molteplicità di teorie e forme di sapere esoteriche, spesso in antitesi rispetto al pensiero scientifico. Questo tipo di attenzione si incrocia con la pratica del disegno, che l’artista ha portato avanti durante i mesi di isolamento. La congiunzione che ne deriva, prende forma con l'opera installativa Fuori Terra, all’interno della quale l’artista presenta episodi mitici, riproducendo la pratica museale del diorama. Questa scelta espositiva è determinata dalla volontà di creare tensione tra l’aspetto educativo-scientifico e quello maggiormente legato all’intrattenimento. Il diorama, infatti, riproduce simbolicamente porzioni del mondo naturale sintetizzandone gli elementi e, pur ricalcando una prassi classificatoria e scientifica, presenta aspetti fortemente ludici e scenografici.



In occasione della mostra, sarà pubblicato un libro d'artista edito da Viaindustriae e realizzato grazie al supporto di Fondazione Del Monte.



Giovedì 12 maggio alle ore 10.30, Mattia Pajè sarà uno dei quattro artisti protagonisti del ciclo ARTALK CITY. Incontri in Accademia con gli artisti del Main Program, promosso dall’Accademia di Belle Arti di Bologna in occasione di ART CITY Bologna 2022. L’artista dialogherà con Giovanni Rendina e Guido Molinari, in un incontro aperto al pubblico che si terrà in Aula Magna ad ingresso libero fino a esaurimento posti.



Mattia Pajè è nato nel 1991 a Melzo (MI), attualmente vive e lavora a Bologna. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. È co-fondatore e direttore artistico di Gelateria Sogni di Ghiaccio, artist-run space attivo a Bologna. È co-fondatore della residenza Bagni d’Aria. Dal 2018 è parte del collettivo nomadico Altalena. Tra le mostre personali: Un giorno tutto questo sarà tuo, Fondazione Smart - polo per l'arte, Roma (2019); Todo estarà bien, Suburbia Contemporary Art, Granada (2018); Do you come here often?, Ponte Sanguinario, Spoleto (2017); Points (series), Fondazione Zucchelli, Bologna (2016). Tra le mostre collettive: Il sogno sguscia fuori dalla tana verso la preda, Palazzo Rota, Fermo (2021); Tout Court. Un aperçu de l’art contemporain italien, Istituto Italiano di Cultura, Parigi (2021); The Feuilleton: I will bear witness, Piggy-backing-from the Edicola, Spoleto (2021); L'aureola nelle cose: sentire l'habitat, Pinacoteca Nazionale di Bologna (2020); Verso sera, Ipercorpo, Forlì (2020); It’s My Party, Deep End, Sonnenstube Off- space, Bagni pompeiani, Arzo (2020); Gli impermeabili, OWO space, Milano (2020); Straperetana, produttori di silenzio, Palazzo Maccafani, Pereto (2020); TU 35 EXPANDED, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato (2017). Nel 2020 partecipa alla residenza Nuovo Forno del Pane, al museo MAMbo di Bologna, nel 2019 è tra gli artisti selezionati per il progetto Grand Tour d’Italie presso lo stesso museo.
mattiapaje.com | gelateriasognidighiaccio.com | bagnidaria.it | altalena.cc



Alchemilla è un'associazione culturale che sostiene la ricerca, la sperimentazione e la produzione in ambito artistico, mettendo in relazione le figure professionali coinvolte, con particolare riguardo e cura verso i giovani talenti. Il suo spazio è pensato per ospitare artisti, curatori, performer e intellettuali, attraverso residenze e progetti espositivi. Ha sede a Palazzo Vizzani, tra gli edifici più significativi del Cinquecento bolognese, edificato fra il 1559 e il 1566 su iniziativa di Elisabetta Bianchini, vedova di Camillo Vizzani, poi ampliato nel 1732 dal Cardinale Lambertini, arcivescovo di Bologna e futuro Papa Benedetto XIV.