Mattia Ferretti – Il sole il carro l’auriga

Informazioni Evento

Luogo
STUDIO ARIAUDO
Via Giacinto Carena, 20, Torino, TO, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

visitabile su appuntamento dal 13 dicembre 2025 al 16 gennaio 2026
info e appuntamenti: 3477281362

Vernissage
13/12/2025

ore 18,30

Artisti
Mattia Ferretti
Generi
arte contemporanea, personale

Mostra personale.

Comunicato stampa

Nella profonda Lucania, esiste un’antica usanza per le celebrazioni di santa Lucia: i bambini intessono dei
lacci colorati per mezzo di un rocchetto da loro realizzato; questi fili si trasformano in briglie con cui giocare.
C’è chi solerte ha annodato la propria briglia, avvolto nella meditazione della ripetitività del gesto: è l’auriga.
Chi ne è sprovvisto, dissipatore o pigro, accetta di essere legato e “domato”, diventando il cavallo; al calare
flebile del Sole, si corre attorno alla chiesa per tre volte e chi arriva per primo riceverà come trofeo le briglie
degli altri campioni.
La festa ha radici profonde. Celebre è il mito bello e dannato di Fetonte. Figlio (o nipote) del dio Sole, Elio, e
di una delle figlie di Oceano, Climene, Fetonte dietro molte insistenze ottenne il permesso di guidare per un
giorno intero il carro solare; una volta sciolte le redini, ne perse tuttavia il controllo, mettendo a repentaglio le
stelle e la Terra, sicché Zeus fu costretto a interromperne la corsa con il fulmine, distruggendo il veicolo:
Fetonte precipitò nelle acque del fiume Eridano, mentre le sue sorelle Eliadi in segno di lutto si trasformarono
in pioppi e le loro lacrime mutarono in gocce di ambra.
Tra storia e mito, tra origini e transavanguardistici percorsi di crescita, Mattia Ferretti reinterpreta il ricordo
incancellabile e primitivo della natura e dei riti pseudopagani costruendo tre idoli antropomorfi. Si tratta di
costruzioni artigianali, pregne di sensibilità poverista; tre parallelepipedi di legno con sottili gambe di ferro
(versione ingrandita dei rocchetti tradizionali) posti su colonne di cemento e metallo, con occhi (ex voto),
braccia (briglie) e cuore pulsante (camino), che si stagliano verso il cielo come omaggio spirituale – e come
monito. Il primo idolo, più basso e più pesante, è emblema della materialità terrena: la fattura dei suoi occhi è
realistica e il metallo che la costituisce è il rame, associato al pianeta Venere e allo stadio di dissoluzione prima
del perfezionamento alchemico. Il secondo idolo, di altezza e di mole intermedie tra i tre, rappresenta uno
stadio intermedio, un balzo verso la trasformazione: il suo metallo è l’argento, associato alla Luna e alla
purificazione, e i suoi occhi sono meno dettagliati, come illuminati da una luce che progressivamente si
avvicina all’orizzonte. Infine, il terzo idolo è il più alto e leggero; il suo sguardo è spalancato dalla radiazione
solare, obliato in un segno astratto e rivestito d’oro, sublimazione nell’ascesi e ricomposizione della materia
secondo nuove leggi fisiche e chimiche.
Mattia Ferretti riassembla liberamente la tradizione popolare, il naturalismo, la simbologia astrologica ed
esoterica in una estetica che vuole innanzitutto ripensare le categorie dell’installazione contemporanea,
proponendo una riflessione scevra da intellettualismi e perciò elegante e autentica; in secondo luogo, l’idea di
fondo è quella di riunire ricorrenza collettiva e proiezione artistica dell’intimità in un manufatto; un
monumento d’occasione che oggi non può che essere frammentato, tecnicamente semplificato ma
psicologicamente complesso, connesso alle reminiscenze dell’infanzia ma eternamente comprensibile a ogni
età dell’individuo e dell’umanità.
Federica Maria Giallombardo
Mattia Ferretti (Atripalda, 1987) vive e lavora a Torino.
Nel 2011 si laurea in Scienze della Comunicazione (UNIBAS_Potenza) e nel 2018 in Pittura (AABA_Torino).
La sua ricerca si presenta come una riflessione sulla “distanza”, intesa sia come soggetto letterario che come
il discostamento che avviene sui piani della realtà nel processo di rappresentazione delle immagini. Il suo
lavoro è stato presentato in istituzioni, gallerie e spazi indipendenti tra cui: Museo Giovanni Fattori (LI),
Biblioteca Nazionale Braidense (MI); Fondazione Merz (TO); The Blank Contemporary Art (BG); Fondazione
Videoinsight (TO); Via Industriae (PG); Fondazione SoutHeritage (MT); Hangar -Centro di investigazione
artistica- Lisbona. Tra i vari premi e riconoscimenti: VideoInsight-Prize 2022 (finalista); Combat 2018-19
(finalista); Francesco Fabbri 2017 (finalista). Nel 2019 è in residenze presso The Blank (Bergamo) e Via
Industriae (Foligno); nel 2023 presso la Salzburg International Summer Academy of Fine Arts; e nel 2025
presso Hangar -centro di investigazione artistica- a Lisbona. Il suo lavoro è stato inserito nel progetto INDEX
- Repertorio d’Arte Contemporanea in Basilicata - della Fondazione SoutHeritage (Matera). Ferretti indaga da
anni i rapporti tra memoria, simboli e costruzione dell’immaginario contemporaneo. La sua ricerca si sviluppa
attraverso media eterogenei, dalla scultura al disegno, dall’installazione all’intervento site-specific,
mantenendo un’attenzione costante per le forme archetipiche e i processi di trasformazione della materia.