Mattia Bosco – Grammi residui

Milano - 22/06/2015 : 22/07/2015

Mattia Bosco, scultore tra i più promettenti e intellettualmente vivaci del panorama italiano, condivide a INstudio la sua ricerca sulla materia e sul pensiero, rendendoci partecipi di un importante tassello del suo processo creativo.

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Comunicato stampa

Mattia Bosco, scultore tra i più promettenti e intellettualmente vivaci del panorama italiano, condivide a INstudio la sua ricerca sulla materia e sul pensiero, rendendoci partecipi di un importante tassello del suo processo creativo.

Grammi Residui è una serie di sculture in ceramica mai esposte prima, in cui indaga il limite strutturale della materia. Linee continue leggerissime e sospese, frutto di una gestualità rarefatta che porta la ceramica, materiale plastico per eccellenza, alla rigidità della geometria e alla tensione continua, in pieno contrasto con la vocazione interna della materia


Mattia definisce queste sculture 'terre in esilio': fuori dal loro terreno naturale anelano all’aria, fragilissime tendono alla leggerezza del nulla. Così eteree che - vero paradosso per una scultura - ciascun lavoro porta il nome del proprio peso in grammi. Il processo creativo di queste ceramiche, ricreato in plexiglass con la medesima intenzionalità, ha esiti inaspettati e molto differenti, innescando una profonda riflessione sull’identità inscindibile di forma e materia, essenziale per i lavori successivi.

Il 22 giugno Mattia Bosco porta questa ricerca, a lungo celata nel suo studio come traccia residuale del pensiero che ne è alla base, da studio a studio, in dialogo con lo Studio di Moreno Ferrari, designer che ha fatto della ricerca sui materiali la base della propria creatività.


Mattia Bosco (1976) vive a lavora tra Milano, Carrara e la Val d’Ossola. Respira l’arte come questione di famiglia e dopo gli studi di filosofia diventa scultore, indagando la materia per portarla al suo limite. Già al Design Museum della Triennale nel 2009 e nel 2012, partecipa nel 2014 a Database Carrara, a Dolomiti Contemporanee, al Premio Cairo e all’inizio di quest’anno presenta il suo lavoro in Atipografia - Arzignano.
Attualmente le sue opere sono visibili al Museum Tinguely di Basilea, dove è stato invitato da Haroon Mirza a realizzare un’opera a quattro mani (hrm199 Ltd., fino al 6 settembre 2015), alla sua personale al Museo Diocesano (Mattia Bosco, fino al 30 agosto 2015) e al CAMeC di La Spezia (Cura, fino al 23 agosto).


INstudio è un progetto aperto e in divenire nel suo stesso compiersi, è un contenitore poliedrico all’insegna della curiosità intellettuale e della voglia di indagare il presente nel suo farsi, in modo conviviale e spontaneo.