Matteo Mignani

Montefiascone - 21/07/2013 : 28/07/2013

Foto d'attore, fototessere d'autore. La fototessera e' lo scatto base, tutto sembra partire da li': dalla registrazione di un'immagine precisa, ben codificata e destinata a raccontarci.

Informazioni

  • Luogo: ROCCA DEI PAPI
  • Indirizzo: via al castello - Montefiascone - Lazio
  • Quando: dal 21/07/2013 - al 28/07/2013
  • Vernissage: 21/07/2013 ore 11
  • Autori: Matteo Mignani
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: ore 10-13/17-20

Comunicato stampa

o sfondo deve essere chiaro e uniforme, di preferenza grigio, crema o celeste, oppure bianco La foto deve riportare solo il soggetto, non devono essere visibili altri oggetti e altri soggetti Non ci devono essere ombre né sul viso né sullo sfondo che deve essere uniformemente illuminato La foto deve essere ben a fuoco, il contrasto tale da rendere i lineamenti chiaramente distinguibili Non devono essere presenti effetti di sovraesposizione o sottoesposizione Gli occhi devono essere ben visibili, non sono ammesse foto con effetto occhi rossi o chiusi tratto dalle norme internazionali ICAO - ISO (ISO/IEC JTC 1/SC 37 N506)

Solo alcuni degli ingredienti necessari per arrivare alla realizzazione della foto che ognuno di noi ha in tasca, la foto alla quale viene dato il compito di dichiarare la nostra identità: la fototessera. È lo scatto base, tutto sembra partire da lì: dalla registrazione di un'immagine precisa, ben codificata e destinata a raccontarci. Ognuno di noi deve averne una. E poi c'è il Cinema a Venezia, un metro scarso di muro bianco, decine di volti da inquadrare in cinque secondi e l'obiettivo di Matteo Mignani. Interessato al “grado zero” della fotografia, Matteo Mignani, dà vita a una collezione di fototessere potenzialmente infinita. Al bando i tempi lunghi di posa, stretti nella morsa della folla che ogni anno accalca la passerella della Mostra Internazionale d'arte Cinematografica di Venezia. Alla ricerca della fototessera migliore, si cattura l'identità di un momento per ridare autonomia all'identità raccontata dallo scatto base della fotografia. E dalla laguna alla Rocca di un lago.

Per circoscrivere, sottolineare, (sovra)esporre e svelare. Decine e decine di fototessere inserite in un percorso frantumato, cadenzato dall'apertura e dalla chiusura delle celle delle Carceri Papaline, nel complesso della Rocca dei Papi di Montefiascone. Dal caos e dalla frenesia delle passerelle il fotografo scatta e dilata di nuovo i tempi. Non rivela semplicemente un'identità, con le “sue” fototessere, ridisegna i tempi lunghi, costringendoci ad ascoltare il richiamo di ogni suo ritratto. Come se fosse un invito, un incontro. La fotografia non si limita a riprodurre l'espressione di un momento su un volto noto. Isola la figura. Lo scatto stacca la figura. Ed è tutto il volto a creare lo sguardo. E, nella messa a fuoco di ogni dettaglio, riesce l'incontro. L'unica azione concessa e ammessa all'interno di queste immagini in cella è lo scattare. Quando scatta il primo a “ritrarsi”è il fotografo, che nasconde il suo occhio attento dietro l'obiettivo. “He's a real nowhere man”.

Il gesto del suo ritrarsi evoca una, nessuna o più identità: quella degli attori stessi, dei loro personaggi o di altri. Su uno sfondo bianco, in un luogo preciso e in nessun luogo. Tutti ritratti nelle celle. Nascosti ed esposti i volti noti. A partire da una fototessera ogni ritratto convoca all'intimità, espone alla vista, alla presenza e alla memoria, secondo un susseguirsi di contemporanee e diverse messe a fuoco. Tramite un obiettivo, dietro le sbarre d'acciaio, attraverso gli spioncini delle porte in legno, la posta in gioco è – e resta sempre – il rapporto tra più sguardi.