Matteo Antonini / Stefano Spera – #2real

Biella - 16/04/2016 : 16/06/2016

Differenziate da percorsi autonomi, le ricerche artistiche di Matteo Antonini e Stefano Spera sono accomunate da più punti di parentela.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA SILVY BASSANESE
  • Indirizzo: Via Galileo Galilei 45 - Biella - Piemonte
  • Quando: dal 16/04/2016 - al 16/06/2016
  • Vernissage: 16/04/2016 ore 18
  • Autori: Matteo Antonini, Stefano Spera
  • Curatori: Andrea Lacarpia
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: da martedi a venerdi ore 16 – 19 Sabato, domenica e festivi su appuntamento.

Comunicato stampa

La galleria Silvy Bassanese Arte Contemporanea è lieta di annunciare Sabato 16 Aprile alle ore 18 l'inaugurazione della mostra “#2 real", doppia personale degli artisti Matteo Antonini (Vigevano, 1984) e Stefano Spera (Monza, 1983) a cura di Andrea Lacarpia.

Entrambi legati alla pittura come mezzo per rappresentare le modalità percettive del presente, Matteo Antonini e Stefano Spera utilizzano anche altri mezzi, come la fotografia e l’installazione, con un’attitudine sperimentale sempre tesa all’indagine sulla realtà dell’uomo come stratificazione di rappresentazioni e di memoria


Stefano Spera riflette sulle alterazioni percettive nell’epoca digitale, riproducendo nei propri dipinti luoghi dalla spazialità modificata ma verosimile, mentre Matteo Antonini mette in scena frammenti della memoria personale e collettiva in eterogenee composizioni, definite con una perizia prossima all’iperrealismo.
Nel progetto #2 real, Matteo Antonini e Stefano Spera realizzano un audace allestimento, grazie al quale forniscono un’esperienza concreta del virtuale che ci circonda ma del quale non siamo ancora abbastanza consapevoli.
La percezione dell’ambiente espositivo è modificata grazie al posizionamento di grandi stampe digitali su due lati speculari della galleria, nelle quali è riprodotto lo stesso spazio allestito con le opere pittoriche dei due artisti. In realtà la galleria è vuota, ma le due stampe a parete offrono l’illusione di un ulteriore spazio nel quale sono allestiti i dipinti.
La virtualità viene quindi oggettivata per essere osservata dall'esterno, contemplata e nello stesso tempo indagata nei suoi aspetti più problematici.
In un’altra sala espositiva trovano posto gli stessi dipinti, ora fisicamente presenti, come a rimarcare la necessità di ritrovare un’origine concreta pur nella più radicale virtualità.
L’ambiente della galleria diviene luogo d’incontro tra oggetti fisici e rappresentazioni, esperienza diretta e memoria, in una sovrapposizione di stimoli che ritrae la complessità del mondo contemporaneo.