Materia effimera

Roma - 02/10/2021 : 29/10/2021

“Materia Effimera” una collettiva che si focalizza sull’uso del fiore reciso come elemento costitutivo essenziale dell’opera d’arte.

Informazioni

  • Luogo: LABEL201
  • Indirizzo: via Portuense 201 - 00146 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 02/10/2021 - al 29/10/2021
  • Vernissage: 02/10/2021 ore 19.30 su invito
  • Generi: arte contemporanea, collettiva

Comunicato stampa

ATERIA EFFIMERA
Giulio Bensasson, Alessandro Piangiamore, Kendell Geers
Installazione di Floral design di Laura Vaccari
a cura di
Valentina Gioia Levy
02 – 29 Ottobre 2021
Label201
Via Portuense 201
Roma
Inaugurazione su invito
Sabato 2 Ottobre ore 19,30
“Parte interna e parte esterna: e se si guardassero gli uomini come si guardano,
per esempio, le rose, senza interno né esterno?
Perché dovrebbe sembrare inumano?
Se gli uomini riuscissero a muovere l’interno dell’anima e del corpo,
lievemente, come la rosa muove i petali, e rovesciandolo
riuscissero ad esporlo alla luce del sole e alla brezza di maggio”
Yukio Mishima
In occasione di Floralism - Floral Design Festival, Label201 è lieta di presentare
“Materia Effimera” una collettiva che si focalizza sull’uso del fiore reciso come elemento
costitutivo essenziale dell’opera d’arte.
I lavori presentati aprono un dialogo tra la materia floreale, che come quella umana è
soggetta a un deperimento rapido e progressivo, e quella inorganica con cui le opere
d’arte sono state realizzate fino all’inizio del Novecento, per sfidare il passaggio del
tempo, nell’utopica e vana ricerca d’immortalità.
Il processo biologico diventa quindi parte del processo artistico come già nella celebre
opera di Giovanni Anselmo, Struttura Che Mangia l‘Insalata (1968), la quale, com’è
noto, poneva una lattuga tra due blocchi di granito, creando un cortocircuito visivo e
ontologico, in cui l’organico tramutava l’essenza della materia inanimata in qualcosa di
vivo.
Per la mostra, Giulio Bensasson realizza l’installazione site-specific Vanagloria che
propone una riflessione sull’elemento fiore come funzionale alla celebrazione e
accessorio alla vanità dell’individuo. L’opera costituita da una scritta composta da
centinaia di fiori freschi è un lavoro che si svilupperà durante tutto il periodo della
mostra, cambiando aspetto giorno dopo giorno. Le diverse fasi di vita dell’installazione,
che andrà incontro all’appassimento graduale dei fiori che la compongono, sarà
documentato da una serie di immagini fotografiche che resteranno a memoria del
processo di decomposizione dell’opera.
L’elemento organico e quello inanimato convivono nelle opere di Alessandro
Piangiamore che incorpora fiori, petali e altre componenti vegetali all’interno di
lastre di cemento creando un’associazione improbabile, sorprendente e poetica, tra il
materiale grezzo da costruzione e gli elementi organici. Il cemento cattura il fiore senza
nasconderlo, ma al contrario ornandosi del suo colore e della sua essenza effimera,
dando vita ad un’opera in cui il materiale inanimato si nutre della bellezza della
caducità. L’opera è la risultante del processo graduale di disfacimento della materia
organica che pur scomparendo, in alcuni casi, lascia una traccia, quasi un’incisione,
sulla superficie di cemento.
La mostra presenta anche due vasi sculture di Kendell Geers della serie Usis in
Omnibus in cui il fiore reciso si associa al bronzo modulato dall’artista attraverso un
processo creativo volto a generare un risultato volutamente imperfetto. Dopo aver
realizzato un calco in gesso liquido la cui forma è plasmata attraverso la colatura non
premeditata e scarsamente controllata della materia straripante tra le dita dell’artista
nell’atto di manipolarla, Geers crea un vaso-scultura in bronzo che risulta quindi essere
il negativo imperfetto del suo gesto scultoreo. L’opera che ne risulta, marcata dalle
impronte dell’artista, è quindi la traccia dell’azione secondo un procedimento creativo
che è altamente performativo. Anche in questo caso la materia inorganica destinata a
durare nel tempo si solidifica intorno a quella organica che è invece destinata a perire
in pochi giorni e che rappresenta però l’anima, ovvero, la parte vivente dell’opera.
L’installazione Istante Sospeso della floral designer Laura Vaccari, crea la
contaminazione e la connessione con le installazione dei Floral designer selezionati
partecipanti al Festival posizionate nel cortile del borghetto Portuense201.
Visibile sia dall’interno che dall’esterno tramite una finestra sul cortile, l’installazione
composta da elementi di varie misure stratificati su più livelli, racconta di un paesaggio
ideale e immaginario.
www.label201.com
FLORALISM_CHE COSA È
1-2-3 Ottobre 2021
FLORALISM è un Festival di tre giorni, nel cuore di Roma, che nasce nel 2020 e si
propone come piattaforma di floral design, secondo una prospettiva contemporanea
della disciplina.
Una piattaforma come luogo simbolico e fisico di recupero di tradizioni, rinascita,
confronto, ascolto, racconto, scambio e sperimentazione. tramite il fiore.
FLORALISM nasce sulla base di una visione relazionale del senso di bellezza, dove è
il suo valore autentico e diretto ad attivare connessioni circolari fra la natura e la filiera
del floral design, fra essi e i “fruitori” e fra essi e la collettività. Per mettere a sistema la
capacità di rigenerazione culturale.
L’obiettivo di FLORALISM è quello di fare cultura del floral design, promuovere la
disciplina, sperimentarne il potenziale e scoprirne le declinazioni,
raccogliendo intorno a sé cittadini, territorio, floral designer e discipline
complementari, per spingere insieme il floral design a fare un salto di paradigma,
oltre la percezione comune legata alla mera forma ornamentale.
Floralism racconta e promuove la comunità culturale, produttiva e territoriale,
Il suo claim è, per questo: il fiore come risorsa, simbolo, materia.
www.floralism.it