Massimo Mastrorillo – Aliqual

Venezia - 28/05/2016 : 26/06/2016

Aliqual è un progetto che Massimo Mastrorillo ha iniziato a sviluppare dopo essere tornato a L’Aquila per circa 6 anni, passando dalla documentazione del post-terremoto, avvenuto nel 2009, a una ricerca visiva che si sofferma su una zona d’ombra, dove un mondo ora inabitabile sembra riprendere vita.

Informazioni

  • Luogo: ISOLAB
  • Indirizzo: Castello 3865 (30122) - Venezia - Veneto
  • Quando: dal 28/05/2016 - al 26/06/2016
  • Vernissage: 28/05/2016 ore 18,30
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: tutti i giorni dalle 15:00 alle 19:00. Giorni di chiusura lunedì e martedì

Comunicato stampa

ISOLAB, in collaborazione con DOOR, è lieta di presentarvi ALIQUAL, un progetto di Massimo Mastrorillo.

Sabato 28 maggio 2016 alle ore 18:30 ISOLAB ospiterà il vernissage della mostra fotografica alla presenza dell'autore e alle 19:00 la presentazione del libro.
www.iso-lab.org/portfolio-items/mostra-aliqual/

La mostra sarà aperta dal 29.05.2016 al 26.06.2016 tutti i giorni dalle 15:00 alle 19:00. Giorni di chiusura lunedì e martedì.
/www.iso-lab.org/portfolio-items/mostra-aliqual/

Nelle giornate di sabato 28 e domenica 29 maggio Massimo Mastrorillo condurrà inoltre il workshop DIVERGENT VISIONS

Per info e iscrizioni: www.iso-lab.org/portfolio-items/workshop-divergent-visions-massimo-mastrorillo/

"Aliqual è un progetto che Massimo Mastrorillo ha iniziato a sviluppare dopo essere tornato a L’Aquila per circa 6 anni, passando dalla documentazione del post-terremoto, avvenuto nel 2009, a una ricerca visiva che si sofferma su una zona d’ombra, dove un mondo ora inabitabile sembra riprendere vita.

Laquilalaquilalaquilaaliqualaliqualaliqual: c’è un gioco molto semplice che consiste nel ripetere una parola in continuazione fino a che il suo senso si sfalda e diventa un qualcosa di misterioso, qualcosa che ci fa perdere l’orientamento e ci dà la possibilità di immaginarci in un mondo che improvvisamente è diventato altro lasciandosi alle spalle l’arcipelago delle nuove periferie costruite dopo il sisma.

Massimo Mastrorillo ritorna nel centro della città, ma questo avvicinarsi lo porta all’interno di una dinamica centrifuga: frammenti e rovine sembrano prendere vita, come in un improbabile futuro distopico che si fa metafora di una crisi di più ampia portata, oltre gli effetti di un evento – il terremoto – ancora lontano dall’essere superato. Tutto è soggetto a continue metamorfosi, l’organico si confonde con il disorganico. Non si fa in tempo a immergersi in questi ambienti che ci si trova altrove, come in un gioco di specchi dove la percezione delle cose va alla deriva."

ISOLAB and DOOR are glad to present ALIQUAL, a project by Massimo Mastrorillo.

Special exhibition opening on Saturday, 28th May 2016 at 18:30; book presentation by the author at 19:00.

Exhibition from 29.05.2016 until 26.06.2016 from 15:00 to 19:00. Closed on Mondays and Tuesdays.

Workshop "DIVERGENT VISIONS" taught by Massimo Mastrorillo on 28th and 29th May 2016. For more information, please write to [email protected] or visit: http://www.iso-lab.org/en/portfolio-items/workshop-divergent-visions-massimo-mastrorillo/.

"Aliqual is a project that Massimo Mastrorillo started to develop after having returned to L’Aquila for about six years, making the transition from the documentation of the aftermath of the 2009 earthquake to a visual exploration focusing on a shadowy area, where a currently uninhabitable world seems to be coming back to life.

Laquilalaquilalaquilaaliqualaliqualaliqual: a very simple game that consists of repeating a word again and again until its meaning breaks down and becomes something mysterious which disorientates us and gives us the opportunity to imagine a world that has suddenly become something else.

Leaving behind the archipelago of the new suburbs built following the earthquake, Massimo Mastrorillo returns to the city centre, but this closing-in draws him into a centrifugal dynamic: fragments and ruins seem to come to life in an improbable dystopian future that becomes the metaphor of a much further reaching crisis, beyond the effects of an event – the earthquake – that is still far from being overcome.

Everything is subject to continuous metamorphoses, and the organic mingles with the fragmentary. No sooner do you immerse yourself in these settings than you find yourself elsewhere, like in a play of mirrors where the perception of things goes adrift."