Martine Syms – Neural Swamp

Torino - 14/09/2021 : 30/01/2022

In mostra una nuova installazione di Martine Syms, assegnataria della seconda edizione della Future Fields Commission in Time-Based Media, conferita all’artista congiuntamente dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e dal Philadelphia Museum of Art.

Informazioni

Comunicato stampa

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, dal 14 settembre al 30 gennaio, presenta una nuova installazione di Martine Syms, assegnataria della seconda edizione della Future Fields Commission in Time-Based Media, conferita all’artista congiuntamente dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e dal Philadelphia Museum of Art. Intitolata Neural Swamp, l’opera di Syms sarà in mostra alla Fondazione dal 14 settembre 2021 al 30 gennaio 2022, e successivamente sarà presentata al Philadelphia Museum of Art, dove aprirà a primavera 2022



Martine Syms lavora con film, performance, installazione e produzioni editoriali; le sue opere esplorano le rappresentazioni del corpo nero femminile nello spazio digitale e il senso di frammentazione e performatività che caratterizzano la cultura al tempo di internet e dei social media. Attraverso l’oscillazione continua tra immagine fissa e in movimento, cinematico e quotidiano, monologo e ensemble, i suoi lavori svelano i modi in cui l’identità è oggi costruita, esibita, confezionata e consumata. La nuova opera in mostra si fonda sull’interesse di Syms verso la proliferazione, circolazione e fruizione delle immagini, così come sulla sua costante ricerca intorno ai sistemi tecnologici che cancellano o rendono invisibili i corpi, le voci e le narrazioni nere.

Neural Swamp è una installazione immersiva che vede protagoniste tre entità: Athena, Dee e la narratrice. Ciascuna appare su un monitor o su uno schermo, le loro immagini si proiettano sulla superficie espositiva, invadono lo spazio insieme alle loro voci, impegnate nella lettura di un copione che è generato in tempo reale da un software AI di scrittura. Anche le voci delle protagoniste sono prodotte da una intelligenza artificiale, che l’artista ha sviluppato e addestrato sulla base della propria voce e di quelle di due attrici famose. Il modello di generazione di testo produce le parole e la sceneggiatura in progress che le attrici interpretano attraverso queste voci artificiali. I personaggi interagiscono, ma le loro voci definiscono più una distanza che una relazione.

Lo spazio espositivo è concepito come una esperienza immersiva in cui si rispecchiano elementi della narrazione video, con particolare riferimento al mondo dello sport, cui appartiene il personaggio di Athena, ex campionessa di golf. Attrezzature per allenamenti ginnici fanno da supporto ai dispositivi video, mentre l’ambientazione ricorda un campo da golf o una tenso-struttura sportiva. Il pubblico esplora così uno spazio ambiguo tra interno ed esterno, artificiale e reale, umano e non umano.


Martine Syms

Martine Syms (USA, 1988). Ha studiato al Bard College (MFA 2017) e alla School of the Art Institute of Chicago (BFA 2007). Ha avuto mostre personali presso numerose istituzioni tra cui Fridericianum, Kassel (2021); Saint Louis Art Museum (2020); Secession, Vienna (2019); Institute of Contemporary Art at Virginia Commonwealth University, Richmond (2019); Graham Foundation Chicago (2018); Serralves Foundation, Porto (2018); MoMA, New York (2017); ICA Institute of Contemporary Art, London (2016). Il suo lavoro è stato incluso in importanti mostre e rassegne collettive internazionali tra cui Glasgow International, Tramway, Glasgow (2021), Liverpool Biennial (2021); Uncanny Valley: Being Human in the Age of AI, Fine Arts Museums of San Francisco (2020); Whitney Biennial 2019 (2019);The Body Electric, Walker Art Centre, Minneapolis (2019); The 12th Gwangju Biennale: Imagined Borders, Gwangju (2018).

Syms è stata anche co-direttrice dello spazio progetto Golden Age di Chicago, ed è fondatrice della casa editrice indipendente Dominica. Vive a Los Angeles, dove insegna alla Facoltà di arte del California Institute of the Arts.

La mostra è curata da Irene Calderoni (Capo curatrice, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo) e Amanda Sroka (Assistant Curator of Contemporary Art, Philadelphia Museum of Art).


La Future Fields Commission viene concessa ogni due anni ad un artista selezionato da una rosa di nominati scelti da un gruppo formato da curatori, scrittori e critici di tutto il mondo e successivamente sottoposta all'esame dei team curatoriali del Museo di Philadelphia e della Fondazione. La selezione di Martine Syms nasce dalle proposte di un gruppo internazionale di curatori e studiosi fra cui: Victoria Brooks (curatrice per il time-based visual art presso l'EMPAC / The Curtis R. Priem Experimental Media and Performing Arts Center del Rensselaer Polytechnic Institute, e presidente del Contemporary Curatorial Workshop presso il Williams Graduate Program in the History of Art), Zasha Colah (curatrice indipendente e co-fondatrice della Clark House Initiative di Bombay), Inti Guerrero (Curatore aggiunto dell'Estrellita B. Brodsky per l’arte latino-americana alla Tate di Londra), Polly Staple (direttore della Chisenhale Gallery di Londra) e Kaelen Wilson-Goldie (scrittrice e critica con sede a Beirut). La prima assegnataria è stata Rachel Rose, il prossimo sarà Lawrence Abu Hamdan.