Martina Brugnara – Fred

Monza - 09/06/2016 : 29/07/2016

L’installazione in legno ed attrezzi da lavoro, fa parte di una serie di lavori pensati dall’artista in relazione al coltellino svizzero Victorinox e alla famiglia che lo ha ideato alla fine dell’Ottocento.

Informazioni

  • Luogo: MAURIZIO CALDIROLA
  • Indirizzo: Via Volta 26 - Monza - Lombardia
  • Quando: dal 09/06/2016 - al 29/07/2016
  • Vernissage: 09/06/2016 ore 19
  • Autori: Martina Brugnara
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: su appuntamento

Comunicato stampa

Maurizio Caldirola Arte Contemporanea presenta “Fred”, di Martina Brugnara.
L’installazione in legno ed attrezzi da lavoro, fa parte di una serie di lavori pensati dall’artista in relazione al coltellino svizzero Victorinox e alla famiglia che lo ha ideato alla fine dell’Ottocento.
Fred è l’ultimo arrivato della grande famiglia che l’artista ha iniziato a costituire artificialmente dal 2014; Infatti Karl Elsener, il capostipite della famiglia che gestiva il virtuoso esempio dell’azienda Victorinox, è stato trasfigurato in una scultura di 208 cm di altezza (Karl, 2014), dotato di arti ed elementi interni snodabili, estraibili, esattamente come il coltellino da lui ideato

A seguire sono nati Karl I, Karl II e Karl III, che altro non sono se non la rappresentazione dei suoi figli; cosi come Victoria, la madre.
L’intera famiglia è stata quindi trasmutata dalla visione dell’artista nell’impersonificazione estetica di ciò che ha caratterizzato fin dall’inizio la loro attività imprenditoriale. Infatti l’azienda di Karl Elsener, è una delle maggiori al mondo per la produzione di questo particolare e multifunzionale oggetto.
“Fred”, capostipite di un nuovo nucleo familiare imparentato con il precedente che Martina Brugnara va a costruire secondo la sua particolare ricerca, mostra come il coltellino svizzero rappresenti anche il concetto più puro di utilità, di funzionalità, di efficienza e razionalità, tutte caratteristiche legate ad oggetti immateriali, lontane dall’irrazionalità dell’essere umano; di fatto ci troviamo di fronte a personificazioni paradossali, irreali, mediate.
Conseguentemente le installazioni non vanno esperite secondo l’utilità che ci aspetteremmo da un coltellino svizzero, che rimane, va sottolineato, mero oggetto di partenza per una riflessione estetica e filosofica molto più profonda. Martina Brugnara infatti si accosta al nichilismo attivo di matrice nietzschiana, riuscendo proprio ad annichilire le sue sculture, a renderle inutili, prive di qualsiasi funzione e proprio per questo, oggetti estetici per eccellenza. Tutti i valori di partenza vengono negati in favore della creazione di una nuova entità articolata e modulabile attraverso martelli, seghe, forconi, cacciaviti, asce e pinze, eppure formalmente delicata e raffinata nonostante l’aggresività e la pericolosità degli oggetti da lavoro.