Martin Soto Climent – La Alcoba Doble’

Roma - 21/01/2012 : 07/03/2012

T293 presenta una doppia personale di Martin Soto Climent negli spazi di Napoli (19 gennaio, ore 19) e Roma (21 gennaio, ore 11 – 19). Un unico progetto per due mostre che l’artista messicano sviluppa a partire da oggetti funzionali impiegati per individuare varie modalità di relazione con la realtà.

Informazioni

  • Luogo: T293
  • Indirizzo: via Ripense 6 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 21/01/2012 - al 07/03/2012
  • Vernissage: 21/01/2012 h 11 – 19
  • Autori: Martin Soto Climent
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Martin Soto Climent
‘La Alcoba Doble’


English text below

Napoli: 19 gennaio – 25 marzo, 2012
Inaugurazione, giovedì 19 gennaio, h 19
Via Tribunali 293, Napoli, T: +39 081295882

Roma: 21 gennaio – 7 marzo, 2012
Inaugurazione, sabato 21 gennaio, h 11 – 19
Via dei Leutari 32, Roma, T: +39 0683763242

T293 presenta una doppia personale di Martin Soto Climent negli spazi di Napoli (19 gennaio, ore 19) e Roma (21 gennaio, ore 11 – 19)

Un unico progetto per due mostre che l’artista messicano sviluppa a partire da oggetti funzionali impiegati per individuare varie modalità di relazione con la realtà.

La prima parte della mostra che occupa gli spazi della sede napoletana, comprende una serie di lavori realizzati modificando e customizzando foto di pin-up riprese da settimanali degli anni cinquanta. Disposte a puzzle su diverse tipologie di superfici, le foto diventano metafora della costruzione e distruzione di queste identità femminili in quanto oggetti di volontà e pulsioni. Un processo di avvicinamento e interpretazione dell'altro sesso che non ha termine e confine perché si alimenta e si modifica nel contatto con ciò che ci viene incontro o che resiste al desiderio. Gli oggetti, come sempre accade nel lavoro di Soto Climent, interpretano la dialettica incessante fra sé e l'altro e le tensioni mai risolte tra i generi.

La grande installazione pensata per lo spazio della galleria di Roma combina la consistenza legata alla materialità degli oggetti all’effetto virtuale dei vincoli che alcuni di essi rappresentano. Le cornici che “ritagliano” porzioni di realtà, costituiscono i limiti entro cui sprofonda e si definisce ogni singola esperienza. La mostra ruota attorno questa duplice valenza di un oggetto comune, metaforicamente associato allo schermo delle tecnologie più recenti, che insieme estrae e rinchiude, esclude e immortala tutto quanto appartiene alla realtà. Come per i lavori esposti nella sede napoletana, con quest’installazione l’artista propone un confronto di generi maschile/femminile, unendo all’enfasi e alla forza mitizzante delle cornici l’inaspettata resistenza dei collant.

Naples: January 19 - March 25, 2012
Opening, Thursday January 19, h 19
Via Tribunali 293, Naples, T: +39 081295882

Rome: January 21 - March 7, 2012
Opening, Saturday January 21, h 11 - 19
Via dei Leutari 32, Rome, T: +39 0683763242

T293 presents Martin Soto Climent’s double exhibition at the gallery’s two venues in Naples (January 19, h 19) and Rome (January 21, h 11 – 19). One project for two shows that the Mexican artist develops from functional objects used to identify multiple relations with the reality.

The exhibition's first part in Naples features a series of works that have been realized by modifying and customizing Pin-ups photos taken from 1950's magazines. Arranged as puzzle pieces on different surfaces, the photos become the metaphors of the construction and deconstruction of those female identities as objects of attraction and desire: a process of approach and interpretation towards the opposite sex which has no end or boundaries, as long as it turns to be modified and nourished by the contact with what meets or resists the desire. The objects, as often in Soto Climent’s work, are interpreting an unstoppable dialectical discourse between the self and the other, and the tensions between genders that have yet to be resolved.

The large-scale installation especially conceived for the Rome gallery combines the consistency of objects’ materiality along with their virtual effect expressed by the constrains they represent. By 'cutting’ the reality into parts, the frames constitute the limits within any single experience can be immersed and defined. The exhibition revolves around the duplicity of a common object, metaphorically associated with the latest screens technologies which extract and confine, capture and immortalize everything that is part of reality. As in the exhibited works at the neapolitan space, the artist suggests with this installation a male/female gender duality by combining the frame's emphasis and its mythologizing strength along with the unexpected resistance of tights.