Marmo tra arte e architettura

Carrara - 04/07/2014 : 04/07/2014

Achille Bonito Oliva e Marco Casamonti dialogheranno su Marmo tra arte e architettura.

Informazioni

Comunicato stampa

Marmo tra arte e architettura.
L’iniziativa fa parte di Carrara Marble Weeks 2014, manifestazione promossa da Comune di Carrara, Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, Assindustria Massa-Carrara e Camera di Commercio Massa-Carrara e organizzata da Carrara Fiere e IMM Carrara.

Carrara, 2 luglio 2014
C’è attesa per l’arrivo di Achille Bonito Oliva e Marco Casamonti che venerdì 4 luglio alle ore 18.00 dialogheranno su Marmo tra arte e architettura.
Una conferenza che si preannuncia densa di contenuti e che cercherà di fare un punto nei rapporti tra le arti, partendo dagli interrogativi dei relatori sulla natura dell’arte

Un evento che rappresenta lo spirito di Carrara Marble Weeks e della sua offerta culturale che comprende, oltre che esposizioni e installazioni per le strade e le piazze cittadine, una serie di momenti di approfondimento affidati ai più autorevoli nomi dell’arte, dell’architettura e del design.
L’incontro, aperto a tutta la cittadinanza, è il primo di una serie che si succederanno in città fino al 3 agosto.
Per l’occasione l’architetto Marco Casamonti, fondatore dello Studio Archea e docente universitario, accompagnerà il suo intervento dal titolo “L’arte, l’architettura e le pietre” con la descrizione di quattro progetti: la Biblioteca di Nembro, la Cantina Antinori, in Italia, l'Expo Grape di Yanqing e l'Art Ceramic Center di Li Ling, in Cina
I protagonisti: Achille Bonito Oliva nasce a Caggiano (Salerno) nel 1939.

Compie studi classici per poi laurearsi in giurisprudenza nel 1961. Successivamente si iscrive alla facoltà di lettere e matura la sua iniziale vocazione, la poesia. Partecipa alla riunione di Fano del Gruppo 63 con il suo primo libro di poesia Made in mater, del 1967.
Dal 1968 vive a Roma, dove ha iniziato la sua avventura di critico d'arte e insegna storia dell'arte contemporanea alla facoltà di architettura dell'Università "La Sapienza".

Il territorio magico, comportamenti alternativi dell'arte (1971), Le avanguardie diverse. Europa/America (1976), La transavanguardia italiana (1980), Superarte (1988), M.D. (1997) e numerosi saggi sull'arte contemporanea.

Ha curato mostre in Italia e all'estero, tra le quali "Vitalità del negativo nell'arte italiana" (1970), partecipazione italiana alla "VII Biennale di Parigi" (1971), "La delicata scacchiera, Marcel Duchamp 1902-1968" (1973), "Contemporanea - arte(1973), "Aperto '80" (1980), "Avanguardia transavanguardia 68-77" (1982), "XIII Biennale di Parigi" (1985), "Biennale di Dakar" (1998 E’stato inoltre curatore generale della 45esima edizione della Biennale di Venezia (1993): "Punti cardinali dell'Arte".
Autore dei video: Totòmodo, l'arte spiegata anche ai bambini RAI 3 (1995), Autoritratto dell'arte contemporanea, RAI 3 (1992-96) e della trasmissione A B. O Collaudi d'arte, RAI 1 (2000).
Ad Achille Bonito Oliva sono stati assegnati il premio della critica "Flash Art International" (1982), il premio di giornalismo internazionale "Certosa di Padola" (1985), il primo premio internazionale "Tevere" (1986), il premio "Bussotti Opera Ballet" (1988), il premio internazionale per la critica "Valentino d'oro" (1991), il cavalierato per l'ordine delle arti e lettere della Repubblica francese (1992), il premio "Europa Festival" di Locarno (1995), il premio "Oasi d'oro" del festival multimediale di Pantelleria (1995), il premio "Festival di Giffoni Vallepiana" (1996), il premio "Pino Pascali" per la critica d'arte di Polignano a Mare (1997) il premio "Fregene" per la saggistica e la critica d'arte (2000).

Curatore culturale degli Incontri internazionali d'arte e dell'Electronic Art Café. Curatore generale della XLV edizione della Biennale di Venezia (1993): Punti cardinali dell’arte. Consulente culturale per la regione Campania e della Metropolitana di Napoli. Direttore degli Annali delle Arti per la regione Campania, consulente per le arti della Fondazione Orestiadi di Gibellina.
Ha ideato e condotto, nei primi mesi di quest’anno, la trasmissione Fuori quadro, programma dedicato all’arte contemporanea in onda su Rai 3.
Marco Casamonti: si laurea nel 1990, e completa il suo dottorato di ricerca presso l’Università di Genova nel 1994. Nel 1988, fonda con Laura Andreini e Giovanni Polazzi lo studio Archea, avviando un’intensa attività professionale. Dal 2004 insegna presso la Facoltà di Architettura di Genova. E’ stato Direttore della Scuola di Dottorato e attualmente è membro del Collegio dei Docenti dello stesso Dottorato di Ricerca.
Nel 1993 inizia a collaborare con Area, una rivista internazionale di architettura e dal 1995 ne è il direttore. Nel corso degli anni ha scritto e curato numerosi volumi, trattati e articoli, oltre agli editoriali di Area dal n. 14 del 1993. è stato invitato a tenere numerose conferenze e lezioni presso istituti e università di tutto il mondo.

Attività professionale
Nel 1988 fonda lo Studio Archea insieme a Laura Andreini e Giovanni Polazzi; successivamente, con l’apertura di Archea Associati, si associa Silvia Fabi che collabora con lo studio già dal 1999. All’interno dello studio, dislocato a Firenze, Roma, Milano, oltre che fuori confine a Dubai, Pechino e San Paolo, operano diversi team di progettisti per un numero complessivo di architetti variabile da 70 a 100 persone.
Lo studio svolge attività progettuale e di ricerca in ambito architettonico, urbanistico, paesaggistico e dell’industrial design, settore in cui ricopre il ruolo di art director di alcune tra le principali aziende produttrici di componenti per l’architettura (Martini Illuminazione, Sannini Impruneta, Ceramica Cielo, GranitiFiandre, ecc.).
La complementarità degli ambiti di interesse e di ricerca nonché il passaggio di scala che muove dalla critica al cantiere, gli consentono di sviluppare la capacità di intervenire nelle diverse forme compositive del progetto, con una particolare esperienza nel progetto urbano che costituisce anche l’ambito di ricerca e riflessione scientifico-culturale del proprio settore disciplinare in ambito accademico.
Insieme a Studio Archea, ha partecipato a molti tra i più importanti concorsi e consultazioni nazionali e internazionali di architettura ottenendo numerosi riconoscimenti e premi: nel 1998 lo studio vince il concorso per il polo direzionale e commerciale di Calenzano a Firenze, nel 1999 il terzo premio per la nuova sede della Facoltà di Architettura di Venezia, nel 2000 il secondo premio per la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana di Roma. Nel 2001 e nel 2002 è finalista nei progetti per le stazioni dell’Alta Velocità di Torino e Firenze ed è chiamato dall’Immobiliare Novoli, sotto la direzione scientifica di Aimaro Isola e Francesco Dal Co, tra i nove gruppi italiani selezionati per la costruzione di un isolato nelle aree ex-Fiat di Firenze, nel 2003 vince il concorso per l’ampliamento del porto di Savona e quello per la progettazione, riqualificazione e adeguamento normativo del Campeggio Michelangelo a Firenze.
Nel 2004, con l’architetto Rafael Moneo, viene chiamato a partecipare al concorso per il nuovo Palazzo del Cinema di Venezia. Nel 2005 partecipa al concorso ad inviti per la realizzazione di una delle 10 torri all’interno del masterplan per il nuovo centro di Tirana, con un progetto, attualmente in corso di realizzazione, che risulta vincitore del concorso. A novembre 2005 vince il concorso internazionale ad inviti promosso da Pirelli Re e Morgan Stanley – ex-aequo con Michael Maltzan Architecture – per l’ex area Ansaldo di Milano nell’area Grande Bicocca. Nel 2007 si classifica al secondo posto nell’ambito del concorso per l’incarico di progettazione esecutiva ed esecuzione delle opere per il “Parco della musica e della cultura di Firenze”.
Dal 2006 partecipa a svariati concorsi in Cina tra i quali, nel 2011, l’importante progetto del Meixi Lake Cultural Center di Changsha, progettato sulla base del masterplan dello studio newyorkese KPF. Allo stesso anno risale la partecipazione al concorso ad inviti per un Hotel a Doha, nel Qatar, di cui lo studio risulta vincitore.
Tra i progetti realizzati vi sono la nuova Biblioteca Comunale di Nembro e il Campeggio Albatros di San Vincenzo, Livorno, del 2007. Nel 2008 viene inaugurata la Libreria Edison a Livorno, nel 2009 il nuovo Municipio di Merate, Lecco, e la Biblioteca e Auditorium Comunali di Curno, Bergamo. Nel 2010, nell’ambito dell’Esposizione Universale, Archea realizza il padiglione B3-2 nell’area Urban Best Practices di Shanghai. Nel 2011 viene ultimato l’ampliamento e la riqualificazione della sede aziendale della Perfetti Van Melle di Lainate, Milano; nel 2012 viene inaugurato il Green Energy Laboratory di Shanghai. Sono appena state portate a termine la nuova Cantina Antinori a San Casciano Val di Pesa e il Centro socio educativo di Seregno. Sono in corso i cantieri della Torre di Tirana, Albania, della “Meravigliosa Island” in “the World” a Dubai, UAE, della Changri-La Winery a Penglai, del Li Ling World Ceramic Art City, in Cina e della trasformazione dell’ex Magazzino Vini del porto di Trieste

Abstract dell’intervento del Prof. Marco Casamonti Il marmo tra arte e architettura
L'arte, l'architettura e le pietre.

“ Che l'architettura sia una forma d'arte appare indubitabile nonostante, secondo Kant, non appartenesse di diritto alle arti elette proprio perché la sua finalità sarebbe "macchiata" dall'essere legata, come sentenziato da Vitruvio, dall'utilitas. Si tratterebbe cioè di un'arte non totalmente libera e quindi di un'arte in qualche modo minore, perché la sua richiesta coincide con l'esigenza di servire ad uno scopo che è quello di abitare. Prima di Kant l'architettura scontava comunque una sorta di peccato originale in quanto la sua capacità di imitazione della natura sarebbe stata considerata dai cultori di Estetica del tutto artificiosa e a niente sono valse, nell'immaginario generale, gli stratagemmi ipotizzati dal Lauger al riguardo del modello archetipico e naturale rinvenuto nella capanna primitiva.
Insomma l'architettura ha sempre scontato una sorta di complesso di inferiorità nei confronti delle arti plastiche e figurative. Oggi sappiamo che non è così, nonostante sia evidente che esiste uno scarto tra l'edilizia e l'architettura che riporta quest'ultima alla diminutio kantiana prima ricordata. Va detto però che tale ambiguità riguarda anche le arti figurative e le arti plastiche; divise al loro interno tra decorazione e immaginazione, tra oggetto e scultura. Ma allora che cosa segna lo sconfinamento in un campo o nell'altro? Certamente non l'utilità, come chiarito dalle ricerche delle avanguardie operanti nei primi anni del secolo scorso. Quindi cosa segna la distanza tra l'essere e l'apparire? Tra la casa e il monumento? Solo ed esclusivamente l'intenzionalità e la consapevolezza, la capacità di ogni espressione umana di essere concepita in termini di narrazione personale rivolta alle esigenze pratiche e riflessive della collettività. E cosa ha questo a che vedere con le pietre e con i marmi? Parimenti possono essere considerati meri materiali da costruzione, l'essenza di qualsiasi componente edilizio, oppure lo strumento di costruzione fisica delle idee; in un caso sono pura materia, nell'altro media al servizio dell'immaginazione. Tuttavia, poiché per l'architetto un disegno vale cento parole e un'architettura mille disegni, mi servo sempre di quest'ultima e delle sue immagini costruite per descrivere la relazione che esiste tra i termini messi in gioco in questa discussione, appunto marmo, arte, architettura. Inoltre se nella saggezza popolare è in uso, per una persona di valore, la metafora per cui le parole sono pietre, per l'architetto vale l'inverso, cioè le pietre, in questo caso sinonimo di costruzione, sono parole, racconto, narrazione, e svelano in modo semplice e diretto quell'intenzionalità che trasforma l'edificio in architettura e quindi, l'architettura in arte.

La presentazione sarà accompagnata dalla descrizione di quattro progetti, la Biblioteca di Nembro, la Cantina Antinori, in Italia, l'Expo Grape di Yanqing e l'Art Ceramic Center di Li Ling, in Cina."