Mario Scudeletti – Vi presento Samuele Cramer

Milano - 29/04/2014 : 17/05/2014

Il progetto si concentra sui contrasti della realtà psicologica dell’uomo contemporaneo, in particolare la convivenza di un mondo magico-mitologico, ridotto a reminiscenza romantica ereditata dal passato, e l’ambizione ad un’oggettività scevra da illusioni e irrealistiche proiezioni.

Informazioni

  • Luogo: DIMORA ARTICA
  • Indirizzo: Via Dolomiti 11 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 29/04/2014 - al 17/05/2014
  • Vernissage: 29/04/2014 ore 18,30
  • Autori: Mario Scudeletti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: su appuntamento

Comunicato stampa

Dimora Artica prosegue la propria programmazione, finalizzata all’approfondimento del rapporto tra arte contemporanea e cultura tradizionale, con la mostra personale di Mario Scudeletti.
Il progetto si concentra sui contrasti della realtà psicologica dell’uomo contemporaneo, in particolare la convivenza di un mondo magico-mitologico, ridotto a reminiscenza romantica ereditata dal passato, e l’ambizione ad un’oggettività scevra da illusioni e irrealistiche proiezioni.
Samuele Cramer, alter ego dell’artista interpretato da un buffo fauno dalle gambe caprine, compare in un video nel quale regge una bandiera in tessuto dorato, simbolo di una mitica età dell’oro senza differenze tra istinto e razionalità

La stessa bandiera compare fisicamente in mostra, in parte bruciata ad indicare la volontà di emanciparsi da una realtà mitologica, simboleggiata dall’oro, vista come una presenza tirannica. Il rapporto contraddittorio dell’artista con il suo alter ego mitologico viene evidenziato da trascrizioni di dialoghi che esprimono conflitti interiori che rimandano al passaggio dalle illusioni infantili all’età adulta. Gli stessi contrasti caratterizzano la storia dell’evoluzione dell’umanità, ottenuta attraverso continui e dolorosi sforzi, raccontata da Mario Scudeletti attraverso le contorsioni di figure ibride tra l’umano e l’animale, disegnate su carta millimetrata. Una pedana da domatore caratterizza lo spazio espositivo come luogo di tortura, rappresentazione di una realtà nella quale le proiezioni mentali, anche se apparentemente ludiche, rivelano la propria tirannide sulla mente dell’uomo, smascherando così le sotterranee prassi del potere nella società di ogni epoca.