Mario Panzano Antiquario

Genova - 19/05/2015 : 19/05/2015

Verrà esitato un scelto nucleo di arredi, dipinti antichi, argenti, maioliche ed altri ricercati oggetti d’arte provenienti dalla Galleria dell’Antiquario Genovese Mario Panzano purtroppo scomparso lo scorso settembre.

Informazioni

Comunicato stampa

Importante appuntamento con l’Antiquariato di prim'ordine a maggio a Genova; infatti nel pomeriggio di Martedì 19 verrà esitato un scelto nucleo di arredi, dipinti antichi, argenti, maioliche ed altri ricercati oggetti d’arte provenienti dalla Galleria dell’Antiquario Genovese Mario Panzano purtroppo scomparso lo scorso settembre



La Famiglia insieme alla Cambi Casa d’Aste vuole così rendere omaggio a questo eminente antiquario che è stato un importante punto di riferimento per tutti quegli appassionati del Settecento e presente sul mercato sin dagli anni ’60, raccogliendo in un catalogo circa 170 lotti che maggiormente rappresentano le sue opere raccolte nel corso della sua lunga attività arricchendolo inoltre con alcuni pezzi che provengono dalla sua collezione privata.

Tra gli highlights di maggior rilievo e che rispecchiano il “gusto genovese” tipico della sua galleria, vogliamo segnalare tra gli argenti un’importante caffettiera Luigi XV con sbalzi a torchon e marchio Torretta databile ottavo decennio del XVIII secolo stimata tra gli 8 ai 10mila euro come una coppia di doppieri Luigi XV sempre in argento sbalzato con fusto e piede a torchon e rocailles, Torretta datato 1778; fra le maioliche bianche e blu di Savona spiccano una coppia di stagnoni da farmacia della fine del XVII secolo con decori a “tappezzeria” e al centro iscrizioni ACQUA CICOIA E ACQUA SCORSO proposta con una partenza di 8000 euro e un vaso ornamentale profumiere a corpo balaustro con anse modellate ad arpie e decori del 1680 circa e stimato tra i 6 e i 7mila euro.
Negli arredi spiccano una coppia di angoliere lastricate ed intarsiate in violetto con il motivo del quadrifoglio, esemplari tipici della scuola di ebanisteria genovese della metà del XVIII secolo proposte in catalogo con una stima tra i 30 e i 35mila euro e un comodino di forma Luigi XV anch’esso lastronato in violetto ed intarsiato con legni pregiati diversi che verrà esitato con una partenza di euro 15mila oltre a tavoli da centro, consolle dorate, diplomatiche, trumeau, cassettoni.
Molto ricca anche la sezione dei dipinti antichi fra i quali emerge una coppia di olii su tela raffiguranti il “Viaggio di Giacobbe” di Guidobono Bartolomeo eseguito probabilmente in una fase giovanile influenzata dallo stile del Castiglione e che viene proposta con una stima tra i 60 e i 70mila euro. Sempre in ambito ligure possiamo ricordare una Scena Pastorale di Antonio Travi detto il Sestri (stima 30-35mila euro), di Sinibaldo Scorza un altra tela raffigurante “Orfeo e gli animali” proposta dai 25 mila euro e del Magnasco una ”Meditazione di frati benedettini” (stima 15-18 mila euro) senza però trascurare opere importanti di autori quali il Diziani, Piola, Tavella, Cimaroli, Zais e alcune opere della scuola Napoletana e francese.

Proprio per dare maggior rilievo e ricordare l’atmosfera creata per così lungo tempo dall'Antiquario, la prima parte dell’esposizione (mercoledì 13 e giovedì 14 maggio) sarà tenuta presso la storica Galleria di Via XXV Aprile al n. 10 per poi proseguire durante il week end sino al lunedi successivo, presso i locali di Castello Mackenzie come di consueto.

Mario Panzano, alcune note
Mario Panzano figlio d’arte nato a Genova ma di origine toscana, è stato uno dei più noti e competenti antiquari italiani specializzati nel Settecento, ampiamente stimato ed apprezzato non solo in Italia ma anche all’estero. Egli rappresenta quella generazione di mercanti d’arte, nata a cavallo tra le due guerre, che ha contribuito a valorizzare l’arte italiana anche nelle sue forme cosiddette minori e nella propria particolarità territoriale. Sin da giovanissimo attivo sul mercato dell’antiquariato, si è formato grazie anche agli scambi professionali con la precedente generazione di antiquari: quella di Pietro Accorsi, dei Bartolozzi, dei Di Castro e dei Bellini.
Membro per molti anni della Commissione giudicatrice della Mostra Mercato di Montecarlo, ha preferito però rifuggire, per carattere, da altri incarichi, preferendo così rimanere nella sua Genova dove sin dagli anni ‘60 è stato il punto di riferimento degli appassionati soprattutto di quel periodo storico che ha visto Genova legata sia alla cultura e all’arte della vicina Francia ma anche capace di ritagliarsi delle caratteristiche assolutamente proprie.
Le sue gallerie hanno sempre avuto un fascino particolare, frutto non solo del grande gusto e dell’estrema raffinatezza dell’antiquario ma anche del suo carisma che veniva riflesso sui suoi oggetti e attraverso i quali esprimeva la sua passione nei confronti di questa professione.
“Chi entrava nella sua galleria, dichiara la famiglia, vedeva, in quelle stanze silenziose e dalla luce soffusa, l’antiquario muoversi con una disinvoltura ed una eleganza ancor più sottolineata dalle personali possenti caratteristiche fisiche: li concludeva affari o si addentrava in appassionate conversazioni sul mondo dell’antiquariato, colorandole di aneddoti e di humor sferzante: una vera fonte di conoscenza per gli appassionati”.
Facendo proprio il desiderio della famiglia di questo eminente antiquario scomparso e in virtu’ del fascino che continua ad esercitare la sua galleria nel centro cittadino aperta alla fine degli anni ’80, la Casa d’Aste Cambi ha ritenuto opportuno far rivivere per un’ultima volta ai visitatori per una preview di due giornate, la bellezza delle sue opere raccolte, conservandone gli oggetti nella loro collocazione e per di più arricchendo l’asta con una parte della sua collezione privata che solo in pochissimi hanno potuto ammirare prima della sua esposizione al pubblico dei collezionisti.
“Ammirando questi preziosi oggetti, scelti, conservati e disposti con cura e con amore nel corso del tempo sembrano dirci che Mario Panzano abbia appena chiuso il negozio, incamminandosi, come faceva a fine giornata tutte le sere, in Via XXV Aprile, per fare ritorno a casa”