Mario Lattes – Incisioni

Torino - 08/10/2013 : 09/11/2013

Con una ventina di fogli in esposizione, la mostra – spiega il curatore Vincenzo Gatti – presenta una piccola antologia della vastissima produzione incisoria di Mario Lattes che comprende più di 400 fogli realizzati tra gli anni Cinquanta e gli anni Novanta.

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Comunicato stampa

Con una ventina di fogli in esposizione, la mostra – spiega il curatore Vincenzo Gatti – presenta una piccola antologia della vastissima produzione incisoria di Mario Lattes che comprende più di 400 fogli realizzati tra gli anni Cinquanta e gli anni Novanta.
Per l'artista l'incisione ha rappresentato una forma artistica compiuta, paritaria e strettamente connessa alla sua pittura: anzi, di questa quasi un completamento e un affinamento, suscitatore di nuove e inusitate emozioni. Lattes, in particolare, subisce la fascinazione dell'ambiguità e del mistero della tecnica che esalta la fecondità del dubbio

Scrive: “...Mezzo figurale come la pittura, l'acquaforte è - per così dire - il suo contrario, la sua ombra...”.
In maniera unica l'incisione può fermare, attraverso le fasi di lavoro documentate dagli “stati”, il flusso della memoria , facendo di questi altrettante pagine di un diario visivo.
Ancora Lattes: “...l'acquaforte cresce di nascosto essendo di natura notturna: la sua esecuzione conduce per lunghe oscurità le immagini che l'artista ha scelto alla luce del giorno e son destinate, in quel buio, ad esser tradite o illuminate...”
Le opere del periodo iniziale sono caratterizzate dall'uso “espressionistico” della puntasecca, mentre dagli anni Sessanta le tecniche si fanno più sofisticate e complesse (acquaforte, acquatinta, vernice molle, ossidazioni...), usate insieme per raggiungere quel grado d'intensità voluto dall'artista. Si ricordano, ad esempio, incisioni come “ La scansia”, dove torna l'immaginario pittorico di Lattes (oggetti, bambole, inquiete presenze nello studio...) esaltato dalla fascinazione del bianco e nero.
Tuttavia, quando l'ispirazione lo richiede, l'artista, fecondissimo e infaticabile disegnatore, si abbandona all'agile scorrevolezza del puro segno, diretto ed energico, ma capace di fulminei squarci di autentico lirismo.