Mario Cresci – Lo sguardo l’oggetto il gesto

Palazzolo sull'Oglio - 24/03/2012 : 24/04/2012

Con Cresci si viaggia. Nel meridione in un mondo che fu. Si vedono: una mano che preme sull'argilla, una processione a Matera per la Madonna della Bruna, un bambino vestito da fratino. Nulla di ingenuo però. Perché per Mario Cresci il Sud non è ricordo o rimpianto nostalgico.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA IL MINOTAURO
  • Indirizzo: Via Torre Del Popolo 11/13 - Palazzolo sull'Oglio - Lombardia
  • Quando: dal 24/03/2012 - al 24/04/2012
  • Vernissage: 24/03/2012 ore 18
  • Autori: Mario Cresci
  • Curatori: Salvatore Falbo
  • Generi: fotografia, personale

Comunicato stampa

“Lo sguardo, l'oggetto, il gesto”

Ritrovamenti identitari. Mario Cresci: un classico della fotografia, a cura di Salvatore Falbo.

Mostra fotografica di Mario Cresci alla Galleria Minotauro di Palazzolo sull'Oglio (Bs)

dal 24 marzo al 24 aprile 2012

di Stefano Falbo

Un pomeriggio a Roma, a dicembre del 2011, in una via del centro storico, tra gli anfratti di Campo

dei Fiori, in un negozio di antiquariato, da un cassetto di un comò di rovere antico sbucano delle

foto in bianco e nero. Sono sorprendenti. Tutte firmate da Mario Cresci, situate e datate



Si spalmano su trent'anni della nostra storia, gli anni, '70,'80 e '90 del novecento. Quelli in cui

l'artista, uno degli autori classici della fotografia contemporanea, tra i più apprezzati dal pubblico e

dagli esperti, docente a Brera e in altri prestigiosi Atenei, realizza le tappe più significative del

percorso complesso. Le foto sono state tutte pubblicate per i cataloghi di mostre ormai storiche.

Costituiscono il nucleo centrale di un'esposizione che potrebbe, a giusta ragione, identificarsi in una

serie di ritrovamenti identitari. La galleria Minotauro di Palazzolo sull'Oglio (Bs), la ospiterà dal

24 marzo al 24 aprile 2012 e si intitola “Lo sguardo, l'oggetto, il gesto”.

Con Cresci si viaggia. Nel meridione in un mondo che fu. Si vedono: una mano che preme

sull'argilla, una processione a Matera per la Madonna della Bruna, un bambino vestito da fratino.

Nulla di ingenuo però. Perché per Mario Cresci il Sud non è ricordo o rimpianto nostalgico. Ma è

vita vera, esperienza professionale e umana innanzitutto. Matera e Tricarico sono stati i luoghi

privilegiati della sua ricerca. Nel 1966 l'autore entra nel gruppo di architettura e design Il

Politecnico, lavora tra Venezia e Matera e svolge una intensa ricerca sui linguaggi visuali. Ne

compie una etno -geografica, soprattutto nel periodo tra il 1970 ed il 1972. Dal 1974 fino alla fine

degli anni '80 si stabilisce a Matera. Proprio in Basilicata, la sua fotografia diventa il mezzo per

ricercare l'identità, l'architettura, il paesaggio. È un Sud vitale, che, proprio per le sue

caratteristiche ed i suoi problemi, l'operatore visuale tratta col medium fotografico. L'occhio torna

sullo stesso luogo svariate volte e, ad ogni scatto, vede qualcosa che prima, un minuto, un giorno,

un attimo prima gli era sfuggito. Il visitatore si immergerà nella memoria che per il fotografo Cresci

riguarda il passato, il presente e il futuro degli esseri viventi e delle cose. Scoprirà un materiale

iconico apparentemente distante dal vissuto degli uomini di oggi. Vedrà una forchetta di legno

d'ulivo prodotta da un artigiano per semplice eliminazione del materiale superfluo. L'artigiano della

civiltà contadina del meridione non spreca nulla: inconsciamente fa la stessa operazione di un

moderno designer. Crea, alla maniera scultorea, oggetti semplici e utili. E sa riconoscere la vera

bellezza. La stessa che si sprigiona ancora oggi nelle foto ritrovate di Cresci. Uomini e donne ripresi

dagli scatti nelle loro azioni diventano belli. Chi opera, chi affronta anche un terremoto con energia,

chi aiuta il prossimo con orgoglio, non si abbandona alla tristezza e alla rassegnazione e comunica

un mondo di bellezza. È quello il mondo di cui abbiamo bisogno.