Maria Lai. Ansia d’infinito

Roma - 12/04/2014 : 12/04/2014

Presentazione dell'opera monografica "Maria Lai. Ansia d'infinito". Un libro, due film di Clarita di Giovanni.

Informazioni

Comunicato stampa

Presentazione dell'opera monografica
"Maria Lai. Ansia d'infinito"

Un libro, due film di Clarita di Giovanni

ore 11 | Interventi di
Guido Strazza, Clarita Di Giovanni, Gemma Azuni,
Diego Viapiana, Giovanni Manca

Inediti di Maria Lai letti dall'attrice
Carla Cassoli

ore 12 | Proiezione di
"Maria Lai. L'ansia d'infinito"




La Sardegna non è solo uno scrigno di millenari influssi, tradizioni, culture mediterranee ma, attraverso alcuni suoi artisti, un luogo dove questi tesori della memoria e queste radici antichissime producono effetti originali e potenti dialogando con la modernità e il contemporaneo

Parlare di Maria Lai e ascoltarla dipanare il filo del suo discorso artistico ha anche il significato di aprire un canale di fruizione della produzione culturale sarda nel settore dell'arte contemporanea dove accanto a “giganti” come Maria e Costantino Nivola si possono scoprire ricchezze e stimoli impensabili ad un occhio distratto ma diffusi e coltivati in tutta la regione. Con questa prima iniziativa si intende gettare le basi per un circuito di fruizione della produzione culturale dell'arte contemporanea della Sardegna e promuovere presso il più ampio pubblico nazionale e internazionale possibili itinerari di sguardi e narrazioni in una Sardegna insolita e al di là dei soliti luoghi comuni. Quest’opera monografica, appena pubblicata, per la prima volta dalla sua uscita viene presentata al pubblico: è composta da due film e da un libro e può considerarsi a oggi la ricognizione più documentata dell’attività artistica e della figura di Maria Lai.
Maria Lai (Ulassai, 27 settembre 1919 - Cardedu 16 aprile 2013) si nutre di storie, leggende, folklore, usanze, e restituisce al mondo visioni antropologiche, cosmiche e magiche della sua terra. Segue i suoi fili interrotti, riscrive con l’arte le leggende delle janas, le fatine preistoriche della Sardegna, o quelle raccontate da Salvatore Cambosu e Giuseppe Dessì. Comunica con entità e divinità attraverso la poesia. Il legame di Maria con la Sardegna, la preistoria, le api e i rituali, la rendono un’artista atemporale, non strettamente contemporanea, con lo sguardo fisso nel buio del suo tempo. La sua mente spazia nella storia e nei futuri possibili, con un ottimismo raro e prezioso e una visionarietà che le fa coniugare la sacralità della vita con i gesti quotidiani, la preziosità dell’arte con gli scarti delle stoffe. I suoi racconti cuciti, le sue piazze e i suoi insegnamenti, raggiungono altissime vette poetiche. A dispetto della moltitudine contemporanea, l’arte di Maria Lai crea felicità.
Maria Lai. Ansia d'Infinito raccoglie i contributi critici e le testimonianze di chi, a vario titolo, ha condiviso il percorso della sua rivoluzionaria personalità: Achille Bonito Oliva, Cristiana Collu, Manuela Gandini, Maria Dolores Picciau, Guido Strazza e Maria Sofia Pisu. Arricchito dalle fotografie di Stefano Gramitto Ricci e da inedite immagini d’archivio, il volume è curato dalla regista Clarita Di Giovanni, che è anche autrice dei due film che completano questa preziosa edizione: il pluripremiato Ansia d’Infinito (52 min.) – «alchimia di materia e di silenzi» – presentato in anteprima con l’Artista nel 2009 al Festival del Cinema di Roma (Migliore biografia d’artista e Premio AIAF 2010) e l’inedito Post Scriptum (2013, 45 min.) che raccoglie la lungimirante visione del mondo di Maria Lai, le sue vette poetiche, il suo lirico testamento artistico e contiene la sua ultima intervista.

Clarita Di Giovanni, regista e sceneggiatrice, studia a Genova e poi a Bologna dove si laurea in Semiotica nella Facoltà diretta da Umberto Eco. Ha al suo attivo una consolidata esperienza di aiuto-regista, nel corso della quale ha lavorato sui set di autori come Carlo Lizzani, John Irvin, Arthur Miller, Dino Risi e Roger Corman. Ha debuttato giovanissima alla regia televisiva in una serie cult per ragazzi di Mediaset, per poi tornare al cinema. Nel 2007 torna a dedicarsi soprattutto al ruolo di regista e sceneggiatrice scrivendo e realizzando Sardegna andata e ritorno, una serie documentaristica antropologico-etnografica in 25 puntate di 10 ore. Dirige i cortometraggi di finzione Il bel marito (2010), il promo “Stalking” (2010) e lo sperimentale Shared memories. Nel 2010 vince il premio AIAF per il lungometraggio documentario Ansia d´Infinito presentato al Festival di Roma. Realizza poi i documentari d´arte Giorgio Morandi – I paesaggi li amavo di più (2010) e Carlo Carrà – Solo me stesso (2012).



DOCUMENTI ONLINE
comunicato
locandina
invito
L'ACCADEMIA NAZIONALE
DI SAN LUCA
"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.