Margherita Ragno

Bari - 13/01/2018 : 11/02/2018

Mostra personale

Informazioni

  • Luogo: 206 GALLERIA
  • Indirizzo: via dei Mille, 206 - Bari - Puglia
  • Quando: dal 13/01/2018 - al 11/02/2018
  • Vernissage: 13/01/2018
  • Autori: Margherita Ragno
  • Generi: inaugurazione

Comunicato stampa

Il lavoro di Margherita colpisce innanzitutto per la propria qualità formale. Quasi rivoluzionario, in
uno scenario delle arti visive che, salvo qualche sacca appunto ribelle – penso in particolar modo
alla street art – sembra guardare con sospetto alla capacità tecnica

È vero: l’ormai estenuante
cognizione della riproducibilità meccanica e fedele, della realtà come dell’opera, ha reso secondario
il saper fare e ha fatto passare appena in secondo piano l’abilità mimetica dell’artista; quindi
è vero che si può fare arte visiva in maniera diversa e ulteriore, oggi che da tempo la verità dello
sguardo può essere riprodotta fedelmente davanti a noi, senza l’intervento della felice mano di
un disegnatore. Resta un fatto, paradossale: appaiono più sospetti, oggi, gli artisti capaci di padroneggiare
al meglio una tecnica di riproduzione del reale, e meno sospetti quegli artisti che
fanno del gesto singolo, dell’intuizione momentanea, dell’idea, il fulcro unico della propria opera.
Sono i primi oggi a doversi giustificare, e non i secondi. Arte è di certo, anche, la sintesi fra piani
apparentemente lontani; qualcosa che rassomiglia, nel processo e nell’effetto, a un verso ben riuscito,
se è riuscita la sintesi – un singolo verso: già l’intera poesia sfugge al campo d’azione delle
odierne arti visive. L’arte contemporanea ha forse troppo temuto il giudizio dell’uomo della strada,
messo davanti al pisciatoio di Duchamp – E che stronzata è questa? O forse, ma preferiamo
non crederlo, ha avuto bisogno di tutelare una propria proficua ed esclusiva fetta di produzione
e vendita del perfetto Niente. Tanto che si è giunti a un assurdo: l’artista evidentemente brava,
capace di esprimersi al meglio attraverso una tecnica classica come quella del disegno, avrebbe
bisogno di giustificare se stessa ricorrendo a quella che artisti del singolo gesto e della singola
intuizione – artisti che io definisco del verso unico – chiamano in loro tutela, sotto il nome di ricerca.
Invito ora e per sempre il pubblico: scappate, o almeno diffidate, ogni volta che sentite un
artista parlare della propria Ricerca – di solito useranno la lettera maiuscola. Ricerca è concetto
peregrino, se non interessato o balordo, utile ad allontanare l’attenzione da qualcosa che troppo
spesso non è che un’insussistente sciocchezza, o poco altro.
Detto questo: nei lavori di Margherita c’è anche, oltre alla qualità tecnica, un’efficace densità di
pensiero, di visione poetica, ma essa viene dopo o subito accanto alla felice mano della vera artista.
Non serve certo che mi metta io, qui, a spiegare cosa dicono i suoi lavori: sono riusciti a sufficienza
per dirlo da soli.
Senza che nessuno si metta a ricercare niente.
Bari, 12/1/2018
E. Vendemiale