Mario Schifano | Marco Tirelli
Due mostre: Il progetto dedicato a Mario Schifano (Holms, Libia 1934-Roma 1998) e quello dedicato a Marco Tirelli (Roma,1956), tra i principali protagonisti del rinnovamento della pittura avviato in Italia e all’estero alla fine degli anni Settanta
Comunicato stampa
Il progetto dedicato a Mario Schifano (Holms, Libia 1934-Roma 1998), una delle figure più significative e popolari della recente arte italiana, è il nuovo capitolo di quel programma avviato da Palazzo Esposizioni di studio e valorizzazione delle figure e dei movimenti che hanno segnato la cultura visiva del secondo Novecento, quella, in particolare, emersa nel fertile alveo della città di Roma.
“Il nòcciolo tenero e sensibilissimo del suo animo è la passione per la pittura”, così il critico e poeta Cesare Vivaldi descriveva nel 1963 il giovane Schifano. È a questa stima, essenziale, incontrovertibile e largamente condivisa, che, prima di ogni altro proposito, la mostra ambisce a dare risonanza con una raccolta di oltre cento opere, tra le più acclamate e rappresentative, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere.
Il percorso espositivo si snoderà nella rotonda e nelle sette grandi sale a piano nobile di Palazzo Esposizioni, dove, dopo la consueta introduzione biografica corredata da fotografie d’autore e documenti, le opere si articoleranno in ordine cronologico a partire dai lavori degli esordi sino a quelli degli anni Novanta. La mostra restituirà la biografia artistica di Schifano attraverso le sue principali invenzioni visive: dalle opere interessate alla sperimentazione con i materiali fino ai monocromi, dalle nuove iconografie mediate dal linguaggio fotografico e dai temi della storia dell’arte ai paesaggi TV e all’immagine in movimento, dai lavori frutto della commistione di fotografia e pittura ai quadri più recenti di esplicito impegno sociale.
È nota la predilezione di Mario Schifano a realizzare nello stesso lasso di tempo lavori affini, pertanto, saranno accostate in mostra opere appartenenti alla medesima serie e le incisive novità di cui è costellato il suo lavoro saranno documentate al loro primo apparire.
Lungo il percorso espositivo si assisterà a una esuberante e continua rigenerazione della pittura attraverso l’impiego di tecniche, materiali e processi assai diversi tra loro, tra i quali una parte di rilievo avrà il cinema. Al cinema di Schifano, per permettere ai visitatori e alle visitatrici della mostra un ingresso gratuito e reiterato, sarà dedicato un programma di proiezioni nella Sala Cinema di Palazzo Esposizioni durante tutta la durata della mostra.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Electa, nel quale, oltre al testo della curatrice, saranno raccolti i contributi di storici e storiche dell’arte – molti appartenenti alle nuove generazioni – che di recente hanno dedicato all’artista studi innovativi: Manuel Barrese, Fabio Belloni, Stefano Chiodi, Andrea Cortellessa, Giorgio Di Domenico, Flavio Fergonzi, Giorgia Gastaldon, Francesco Guzzetti, Chiara Perin.
La mostra sarà accompagnata, inoltre, da un ricco public program e da un articolato programma di proposte educative riservate a diverse tipologie di fruitori e fruitrici.
Marco Tirelli
Anni luce
Marco Tirelli (Roma,1956), tra i principali protagonisti del rinnovamento della pittura avviato in Italia e all'estero alla fine degli anni Settanta, presenta un'inedita mostra-installazione di grande impatto visivo, in grado di testimoniare lo stato più avanzato della sua ricerca.
L'iniziativa rinnova l'invito a un importante artista italiano a realizzare un progetto inedito per le sale 9, 10, 11 e 12 di Palazzo Esposizioni.
Tirelli per questa occasione ha ideato un nucleo di opere che si configura come un'unica grande installazione, un ciclo pittorico e mentale in cui ogni lavoro, pur nella propria autonomia, si inserisce in una trama organica e continua, come un nastro ideale che percorre lo spazio espositivo. Le sale diventano così un "teatro della memoria", dove l'artista costruisce una rappresentazione cosmogonica del proprio lavoro, un atlante visivo che abbraccia e ricompone l'intero suo universo poetico. In questa raccolta si intrecciano memorie visive, frammenti di cinema, letteratura, storia dell'arte e ombre di visioni interiori, dando vita a un archivio che è al tempo stesso personale e universale.
La mostra si compone di un insieme organico di quarantadue dipinti, realizzati con un metodo originale, ideato dall'artista, che comporta un lungo processo di esecuzione e l'impiego di tecniche diverse.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo, edito da Electa, progettato come un vero e proprio libro di artista con le grandi tavole di tutte le opere esposte, le immagini del loro insieme nelle sale di Palazzo Esposizioni e i testi del curatore, dello scrittore Marco Lodoli e dello storico dell'arte Victor I. Stoichita.