Marco Saroldi – Facciamo che

Torino - 26/04/2014 : 24/05/2014

In questa mostra le coordinate del suo lavoro fotografico si capovolgono. Marco esce di scena e si concentra su altri personaggi, più o meno famosi, che incarnano in modo costruttivo la vita culturale e artistica del mondo torinese.

Informazioni

  • Luogo: BLITZPHOTOGALLERY
  • Indirizzo: via Bologna 220/25 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 26/04/2014 - al 24/05/2014
  • Vernissage: 26/04/2014 ore 18
  • Autori: Marco Saroldi
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: dal lunedì al venerdì ore 10/12 - 15/18, sabato ore 15/18
  • Sito web: http://www.marcosaroldi.it

Comunicato stampa

Puntualmente mi arriva a casa verso la fine dell’anno un ‘Saroldi’. Lo dico come se dicessi il nome di un artista riconosciuto perché lo stile delle cartoline ricevute è unico e inconfondibile. E naturalmente io le raccolgo in una preziosa cartellina che mi racconta nell’arco del tempo l’evoluzione e l’elegante ‘follia’ di Marco Saroldi

Finalmente un fotografo che si autorappresenta senza seriosità ed enfasi ma, al contrario, con intelligente ironia riuscendo anche a toccare temi attuali a riprova che la sua grande immaginazione non tralascia sottotraccia i problemi del nostro tempo: l’inquinamento, il consumismo, la nostra volgarità, il nostro essere spesso cialtroni e molto altro ancora.
In questa mostra le coordinate del suo lavoro fotografico si capovolgono. Marco esce di scena e si concentra su altri personaggi, più o meno famosi, che incarnano in modo costruttivo la vita culturale e artistica del mondo torinese. L’operazione poteva rivelarsi banale o ripetitiva (molti ritratti sono stati realizzati in questi anni spesso alle stesse persone) ma qui si rivela tutta la genialità di Saroldi che spiazza l’osservatore capovolgendo le regole sia della fotografia classica che la personalità dei soggetti rappresentati. Tutta l’operazione incominciata nel 2008 e aperta a successive continue evoluzioni ha un suo impianto concettuale molto preciso. L’autore ha chiesto al soggetto di turno in quale ruolo si sarebbe trovato più a suo agio o quale sarebbe stato il suo sogno, la sua fantasia, se non avesse fatto nella vita reale il pittore, lo stampatore, il regista, la casalinga, l’uomo di cultura e così via. Ne nasce una galleria di ritratti davvero insolita, dove l’originalità dell’idea iniziale si fonde con la sapiente cura anche dei più piccoli dettagli e si apprezza la bravura del fotografo nel comporre in un perfetto puzzle la persona ripresa e l’ambiente circostante reinventato per l’occasione. Non è un collage, piuttosto un lungo lavoro, prima di fotografia pura sorretta da un’idea precisa, poi di un uso intelligente di Photoshop (finalmente!).
Il risultato definitivo è surreale e veramente suggestivo. Ne cito qualcuna, ma tutte le opere in mostra sono da vedere con attenzione. Francesco Casorati, vestito da ammiraglio e orgoglioso al comando del suo galeone, intento a tracciare uno schizzo del Po. Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema di Torino e del Festival di Venezia, posa triplicato da operaio e progettista, sospeso sull’impalcatura che ricorda la famosissima foto della costruzione di un grattacielo di New York negli anni’30 (quest’ultima immagine a lungo attribuita a Lewis Hine, lo dico per dovere di cronaca, è di un meno conosciuto Charles Ebbets). Vola da astronauta nel buio con la Mole illuminata, un’entusiasta Ugo Nespolo, artista. Sogna Francesco Tabusso sorvolando il paesaggio delle Langhe, una sorta di ascensione laica che ci ricorda anche la sua recente scomparsa. Il Sovrintendente Walter Vergnano scala vestito da alpinista esperto il ‘suo’ Teatro Regio inserendo le piccozze tra un mattone e l’altro. Patrizia Sandretto Re Rebaudengo posa felice nella ‘garçonnière’ dell’estroso e indimenticato architetto Mollino. Lasciamo ai visitatori la sorpresa delle altre fotografie, dove immaginazione, abilità tecnica e leggerezza si sommano per dar luogo ad un progetto in divenire e in attesa di nuovi protagonisti (Farinetti, Gramellini, Oggero, Grom, Gambarotta, così, tanto per non fare nomi?). Mi piace infine ricordare lo spirito che è tipico di Marco Saroldi, cioè la sua innata autoironia, il suo atteggiamento diretto, ben lontano da ogni tentazione di giocare a fare la star e la creatività che mette a piene mani nei suoi lavori da sempre. Per averne un’idea guardate il suo sito che spazia da prestigiose commissioni fino alla ricerca assolutamente personale come “I versi satanici” o “minimo 17 miopi”.

Mauro Raffini 2014

Testo di Mauro Raffini

I 26 ritratti in mostra: Francesco e Pietro Acquaviva, Maria Alibrando, Alberto Barbera, Guido Barosio, Stefania Bertola, Marco Boglione, Alessandro Bulgini, Francesco Casorati, Evelina Christillin, Steve Della Casa, Gerardo Di Fonzo, Davide Ferrario, Giuseppe Gallarato, Giorgetto Giugiaro, Dominique Jacques, Ugo Nespolo, Ugo Perone, Mauro Raffini, Patrizia Sandretto, Marco Saroldi, Filippo Scaramuzzino, Francesco Tabusso, Cristina Tardito, Marcello Trentini, Lella Vangelista, Walter Vergnano.