Marco Lodola – Lodolamania

Cortina D'Ampezzo - 23/12/2011 : 23/01/2012

Una selezione di sculture luminose incentrate sul tema della musica e del ballo: una rivisitazione ispirata da grandi musicisti rock, i Beatles e alcune opere tratte dalla collezione 'Ballerini'.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA HAUSAMMANN
  • Indirizzo: Galleria Nuovo Centro, 4 - Cortina D'Ampezzo - Veneto
  • Quando: dal 23/12/2011 - al 23/01/2012
  • Vernissage: 23/12/2011
  • Autori: Marco Lodola
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Da fondatore del Nuovo Futurismo passando per la Repubblica Popolare Cinese, fino alla Biennale dʼArte di Venezia, Marco Lodola approda nella perla delle Dolomiti. Ad accoglierlo è la storica Galleria dʼArte Hausammann, che nel cuore di Cortina dʼAmpezzo ospiterà le opere dellʼartista a partire dal 23 Dicembre 2011.

Lʼesposizione, di grande prestigio e vanto, avviene proprio in concomitanza del raggiungimento di un importante traguardo per la famiglia Hausammann: i 50 anni di attività, di lavoro, di ricerca e scoperta nel mondo dellʼarte contemporanea



Lodolamania, titolo dellʼesposizione dellʼartista lombardo, presenta una selezione di sculture luminose incentrate sul tema della musica e del ballo. Una rivisitazione ispirata da grandi musicisti rock, i Beatles, e alcune opere tratte dalla collezione “Ballerini” animeranno le sale interne della galleria mentre allʼesterno, ad accogliere gli ospiti, due strutture luminose provenienti direttamente dalla Biennale di Venezia.

Marco Lodola nasce come uno dei fondatori del Nuovo Futurismo, corrente artistica che si propone di fondere le istanze artistiche con la nuova modernità della tecnologia e della globalizzazione. Le sue opere che strizzano lʼocchio alla pubblicità, alla pop- art di Warhol e Lichtestain e nascono da una fusione di numerose discipline come letteratura, musica e design. Dalla moda al teatro, dai film alle trasmissioni televisive, Lodola interviene con le sue opere in maniera poliedrica.

Lʼartista pavese ama definirsi come un “ artista elettricista”: una “ visione proletaria” dellʼarte lo spinge a manipolare ed allacciare materiali industriali poveri come plexiglass, neon e smalti per accendere magicamente esperienze visive innovative.