Marco Colombaioni – I quadri di Annibale

Milano - 06/12/2012 : 13/01/2013

La mostra, organizzata da Cherimus, di cui Marco Colombaioni era tra i fondatori, è un percorso che s’inserisce naturalmente nelle stanze del museo, dialogando con i diorama che la circondano e la accompagnano.

Informazioni

Comunicato stampa

La forza brutale dell’animale, opposta alle costruzioni sofisticate di Roma, il contrasto tra il mastodonte, re delle savane africane e indiane e le sommità innevate delle Alpi, l’irruzione del selvaggio nel cuore della civilizzazione. Con queste costanti opposizioni, Colombaioni ci obbliga ad osservare con un occhio purificato da idee preconcette e false verità, l’evidenza delle cose che non si vedono.
Simon Njami
Cultura, Moda, Design
Il lavoro è ispirato alla folle impresa di Annibale, che nel 218 a.C. attraversava prima i Pirenei e poi le Alpi con l’obiettivo di invadere l’Italia

Marco Colombaioni reinventa, con i suoi quadri, questa “colonizzazione al contrario”, come lui amava definirla, fissata nell’immaginario collettivo con l’arrivo degli elefanti. Ci racconta del rapporto con il diverso, con l’inconsueto in tutte le sue forme e da tutto il mondo, ci parla di un incontro inatteso: l’impatto con l’Africa, con la sua cultura, la sua presenza così vicina eppure ancora tenuta a distanza, folkloristica, senza peso. Il lavoro invita a guardare il presente e i suoi conflitti, senza paura e con attenzione.
La minaccia di un’invasione dall’Africa è per l’Occidente come una malattia. Dice infatti l’artista: «Annibale è una malattia occidentale, è il mito che incarna il sogno e l’incubo: la ciclica storia di una cattiva sorpresa».
L’idea del museo di Storia Naturale di Milano come sede ideale per l’esposizione di questo lavoro era già di Marco Colombaioni, i tsratta infatti del luogo che rappresenta la prima possibilità di contatto con l’immagine dell’Africa sahariana a Milano, nonché del luogo che l’artista ha frequentato quotidianamente per dipingere uno degli elefanti, bloccato nel gesto di alzare la proboscide e barrire. Il museo ospita inoltre il centro studi archeologia africana, un importante centro di ricerca e di studio legato all’Africa e alla sua storia.
Per tutta la durata della mostra, grazie alla collaborazione di una staffetta di artisti, si terrà una serie di workshop aperti a famiglie, bambini e giovani artisti, ogni sabato e ogni domenica dalle 15.00 alle 17.30, presso il museo di Storia Naturale in collaborazione con ADM. Sarà possibile prenotare a partire dal 3 dicembre chiamando il numero 02/88463337 (lun – ven ore 9.00/16.30 e sab – dom ore 9.30/17.00).
Elenco dei workshop di Dicembre con gli artisti che li conducono:
Gesti ed emozioni: la comunicazione nel mondo animale
Domenica 9 dicembre: Derek Maria Francesco Di Fabio
Vita in alta quota: adattamenti di flora e fauna all’ambiente di montagna
Sabato 15 dicembre: Michele Gabriele
Domenica 16 dicembre: Beatrice Bailet
Travestiamoci! – Il mimetismo è l’arte di nascondersi o di apparire
Sabato 22 dicembre: Alessandro di Giampietro
Domenica 23 dicembre: Matteo Rubbi
L’esposizione entra in stretta relazione con “Fuoriclasse. 20 anni di arte italiana nei corsi di Alberto Garutti”, la collettiva a cura di Luca Cerizza allestita fino al 9 dicembre 2012 alla GAM di Milano, e con la retrospettiva di Alberto Garutti allestita al Pac, a cura di Paola Nicolin e di Hans Ulrich Obrist. Marco Colomabioni ha infatti frequentato il corso di Alberto Garutti dal 2002 al 2007, anno in cui si è diplomato in Pittura all’Accademia di Brera.
Marco Colombaioni nasce a Milano il 25 febbraio 1983. Frequenta l’accademia di Brera a Milano nel corso di Alberto Garutti. Visita più volte l’Africa, in particolar modo il Kenia, dove comincia progetti ambiziosi, come Darajart (che significa “ponte” in lingua kiswahili), un progetto di residenza nel mezzo della baraccopoli di Nairobi aperta ad artisti e curatori internazionali.
Nel 2007 fonda con Emilana Sabiu e Matteo Rubbi l’associazione Cherimus in Sardegna, che tenta di creare un rapporto nuovo fra arte, cultura e piccole realtà locali.
Nel 2011 lavora alla creazione di Chadal un progetto di cooperazione interazionale tra la cultura musicale sarda e senegalese che darà origine ad una vera e propria band musicale e a una tournée tra Dakar, la Sardegna e Milano.
Sempre del 2011 è Let’s Circus dove un gruppo di artisti lavora a stretto contatto con la piccola scuola di circo di Milano, dando origine ad un evento inedito.
L’artista Marco Colombaioni è morto il 2 luglio a Marina di Ravenna dopo aver tentato di salvare dall’annegamento dei ragazzini kenyani, che accompagnava come volontario in occasione del Ravenna Festival. Questi giovanissimi attori, percussionisti, giocolieri, acrobati erano ospitati dal festival romagnolo nell’ambito di un progetto della ONG Amani. Quattro ragazzi sono stati tratti in salvo, un quindicenne, George Munyua Gathuru, ha perso la vita insieme con Marco.
A Marco Colombaioni è stato tributato, da parte del comune di Milano, l’Ambrogino d’oro nel 2011. L’Amministrazione comunale di Piacenza ha intitolato a Marco Colombaioni e a George Munyua Gathuru due borse di studio annuali, per permettere ad altrettanti ragazzi delle comunità di accoglienza di Nairobi di completare il ciclo quadriennale degli studi superiori.