Marco Andrea Magni – La tentazione di esistere

Monza - 13/12/2014 : 27/01/2015

La tentazione di esistere è una narrazione basata su affinità e corrispondenze. Le opere, che costituiscono gli elementi del racconto, sono fenomeni “esistenziali”, indissolubilmente legati al vissuto dell’artista e alla relazione con l’altro - altro che diventa interlocutore e misura dell’opera stessa.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA CART
  • Indirizzo: Via Giuseppe Sirtori 7 - Monza - Lombardia
  • Quando: dal 13/12/2014 - al 27/01/2015
  • Vernissage: 13/12/2014 ore 18
  • Autori: Marco Andrea Magni
  • Curatori: Rossella Moratto
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedi-sabato : 15,30-19,30

Comunicato stampa

La galleria Cart arte contemporanea è lieta di presentare la mostra personale di Marco Andrea Magni.

La tentazione di esistere è una narrazione basata su affinità e corrispondenze. Le opere, che costituiscono gli elementi del racconto, sono fenomeni “esistenziali”, indissolubilmente legati al vissuto dell’artista e alla relazione con l’altro - altro che diventa interlocutore e misura dell’opera stessa. Parte fondamentale della pratica artistica di Magni è, infatti, l’opportunità imprevedibile della relazione: tutto nasce e si sviluppa dal desiderio e dai modi di incontrare l'altro, di riconoscerlo o misconoscerlo


Il discorso si incarna in sculture declinate in superfici toccabili, in perimetri magnetizzati, in vibrati, in patine pulviscolari, in un corredo di elementi impalpabili e sfuggenti pieni di charme e di malinconia, humour ed ironia. Velluti su tavola ed incenso, grandi magneti e piccoli disegni, parole: poiché i titoli sono parti importanti dell’opera, definiti dall’artista stesso “piccole biografie di un incontro”. È un lavoro che ci seduce sensibilmente ed esige un rapporto diretto, ci invita ad avvicinarci, a guardare e sfiorare. Dato che la relazione è fondamentale nella poetica e nella pratica dell’artista e che le opere sono sempre pensate “in rapporto a”, in una dinamica di curiosità e di attrazione/inclusione, illuminante risulta la presenza, nella mostra, di due ospiti: il gallerista e la curatrice, che inseriscono degli oggetti d’affezione nella trama espositiva, rispettivamente due "Frattali" di Michelangelo Pistoletto e le fotografie di due tatuaggi che alludono formalmente al simbolo matematico dell’infinito. L’opera è terreno del dialogo, con l’altro ma anche con la storia: Magni è un artista raffinato che colloquia costantemente con il passato recente, in un gioco di rimandi consapevoli, più o meno evidenti. Possiamo trovare echi trasfigurati dell’Arte Povera, del Minimalismo, dell' Estetica Relazionale e Radicante, così come riconoscere citazioni o omaggi nelle parole che compongono i titoli – quasi degli Haiku – che rimandano a riferimenti letterati e filosofici che ispirano la genesi del lavoro, e che sono uno dei molteplici livelli di lettura del testo visivo.Il percorso espositivo si organizza sul concetto della ripetizione differente, proponendo una mostra e il suo doppio. Le opere sono disposte nelle due sale della galleria, speculari l’una all’altra, collocate simmetricamente, ma con alcune discrepanze. L’artista ci invita a varcare la soglia ed entrare nella “Casa degli Specchi” per sperimentare un’altra dimensione dentro la quale si ripercorre un percorso già conosciuto, moltiplicato nel suo doppio, ma non del tutto corrispondente. È un’altra visione della realtà dell’opera e una nuova lettura del reale: la metafora della divergente razionalità della dimensione artistica alla quale siamo invitati a prendere parte. La scultura diventa movente, forma, produzione di modi e lo spettatore più vigile e attento. Come stare dentro l'equivocità ineliminabile del reale?

Marco Andrea Magni nasce a Sorengo, in Svizzera, da madre tedesca e padre italiano. Si trasferisce subito a Milano, dove, dopo gli studi superiori, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera, perseguendo poi un master in Tecniche di Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive. In seguito frequenta il corso post lauream in Arti Visive presso la Fondazione Antonio Ratti a Como, con Richard Nonas. Allo IUAV di Venezia partecipa a seminari filosofici-teoretici con Giorgio Agamben e d’arte visiva con Remo Salvadori. Una selezione di mostre recenti: "Made in filandia 2014", Filanda di Pieve a Presciano, Arezzo (2014). "Extradelicato 2", Milano (2014) " ", Galleria FuoriCampo, Bruxelles (2014), "The Art of Living", Triennale, Milano (2014).
"8+1" Lato e BBS, Prato (2013), "RUN/Spazio per artisti di passaggio" #2, Lerici (2013). “Un luogo aperto”, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada, San Gimignano (2013), “So/stare”, MAC, Lissone (2013), “Poppositions”, Bruxelles (2013), Visiting artist presso Fondazione Dynamo Art Factory, Pistoia (2013).
“Più giovani di così non si poteva”, Galleria FuoriCampo, Siena (2012). “Extradelicato”, Milano (2012), “Cantiere”, Assab One, Milano (2012).