Marcia Xavier – Disillusione Ottica

Roma - 29/10/2015 : 27/11/2015

Con installazioni di vetro e acqua che giocano con la disillusione ottica per dissolvere le certezze della ragione.

Informazioni

Comunicato stampa


Marcia Xavier fotografa per trasformare le immagini in altra cosa, per creare un mondo proprio che non vuole riflettere quello esistente e invita l’osservatore a far parte dell’opera, che necessita della sua azione per essere rivelata: gli oggetti chiedono di essere toccati sia per il loro movimento nello spazio che per coglierne la varietà degli effetti luminosi.

Disillusione ottica è la sua mostra ospitata presso la Galleria Candido Portinari di Palazzo Pamphili dal 30 ottobre al 27 novembre

Il titolo svela l’interesse dell’artista per le superfici acquose, specchiate e vitree, utilizzate per creare artifici ottici con cui esplorare la transitorietà delle immagini. Le variazioni infinite offerte da questi materiali sembrano dissolvere le certezze della ragione.

L’artista ha uno sguardo caleidoscopico sul mondo, dove tutto è illusorio, incerto, mutevole, e invita lo spettatore a sperimentare un tempo dilatato. All’accelerazione del mondo reale, che rigurgita immagini irriflesse, l’artista propone la lentezza contemplativa, la fruizione delicata, giocosa, soggettiva, intrasferibile.

Subito all’entrata, uno spioncino posto sulla finestra offre all’osservatore una finzione spazio-temporale: l’occhio si trova all’interno del Pantheon, sotto la sua calotta, e vede un braccio e una mano gigante. E’ quella dell’artista, metafora della sua presenza che cerca di raggiungere l’oculus centrale come se andasse a toccare il cielo.

Sul pavimento si distribuiscono scatole luminose che suggeriscono un gioco immaginario di riflessi, simili a specchi d’acqua in grado di riflettere immagini situate in un altro spazio, nella fattispecie, gli affreschi di Pietro da Cortona del soffitto subito sopra la galleria, che ritraggono Venere e Giunone nel tentativo di aiutare e ostacolare la traversata di Enea che lascia Troia in fiamme.
Per ognuna di esse ci sono cilindri o palle di acrilico, che chiedono di essere toccati e spostati sulla superficie luminosa per moltiplicarne gli effetti, animando le figure e facendole fluttuare nello spazio.

Nella seconda sala, la luce frazionata nei suoi sette colori sembra fondersi con la musica e le sue sette note, intonata nel canto ambrosiano che invade l’ambiente e commuove. L’immagine multicolore e speculare delle mani di Sant’Agnese, ottenuta con l’artificio della retroproiezione, sollecita lo spettatore a decifrare la sua ambiguità.

Anche in questo caso l’immagine fotografica trasporta all’interno della galleria icone distintive di un altro spazio: gli elementi dello spazio visibile sembrano condurre allo spazio invisibile, sebbene presente.

Marcia Xavier è nata nel 1967 a Belo Horizonte. Vive e lavora a São Paulo in Brasile. Nel 1989 si laurea in Arte presso la Foundation Armando Alvares Penteado, SP. Principali mostre internazionali: 2015 Prismal Università degli studi di Milano, Italy. 2014 “On another scale” Galeria Continua, San Gimignano, Italy e Cruzamentos: Contemporary Art in Brazil, Wexner Center for the arts, Ohio, USA. 2012 Eloge du vertige, Maison Européenne de la Photographie,Paris.VI Biennial de Havana Cuba.III Bienal do Mercosul and IV Bienal Curitiba. In Brasile ha partecipato, tra le altre, alle seguenti mostre: São Paulo City Museum, Pampulha Museum, Belo Horizonte, Banco do Brasil Cultural Center at Rio de Janeiro. Nel 2013 ha ricevuto l’ I Artistic Residency Prize ICCo and SPArte in Rome, Italy. Nel 2012 il II Itamaraty Prize for Contemporary Art. Belong to collections: Société Generale d’art Contemporain, Paris, France; MAM and MAR Rio de Janeiro, MAM, SESC e Itaú Bank São Paulo.