Marcello Mascara – Lemme Lemme Viaggio nel Salento in bianco e nero

Fasano - 28/03/2015 : 10/05/2015

Le 26 fotografie in mostra sono frutto di una personale ricerca dell'autore, documentata in un volume dal titolo che da' anche il nome alla mostra.

Informazioni

Comunicato stampa

In mostra: 26 opere fotografiche di Marcello Moscara – stampe originali personalmente curate dall’autore, firmate e numerate in tirature da 1 a 3. Le fotografie in mostra sono frutto di una personale ricerca dell’autore, documentata in un volume dal titolo che oggi dà anche il nome alla mostra: Lèmme Lèmme . Viaggio nel Salento in bianco e nero”

Nel volume un testo di Natalia Aspesi, riprodotto anche nella mostra, analizza la particolarità della fotografia di Marcello Moscara e della sfida del bianoc e nero: "sfida di sensibilità e di stile, di cultura estetica e di eleganza della visione, con cui Marcello Moscara prende le distanze dalla fotografia di reportage cui pure il tema scelto poteva concurlo, per attingere in pieno la dimensione dell’arte".

Così citiamo da Natalia Aspesi e le sue parole ci aiutano ad entrare nel mondo di questo Salento di Marcello Moscara, “un nuovo mondo… un Salento inimmaginato e immaginifico…” E ancora citando dal testo di Natalia Aspesi; “Per riraccontare un Salento dai colori incantevoli, questa volta Marcello Moscara ha scelto la solennità, la precisione, la grande luce, il buio intenso, l’arcano del bianco e nero: una sfida d’arte, di sentimento, di visione… Lemme lemme, alla scoperta dell’attimo, del momento sorprendente e irripetibile, della vera istantanea, delle storie che ognuno può inventarsi, guardando le immagini che il fotografo senza meta ha fissato per sempre, trasformando il tempo della natura, della bellezza, della quotidianità umana, in opere d’arte contemporanea”. La mostra in corso alla Masseria Torre Maizza è un invito a lasciarsi catturare dalle emozioni del bianoc e nero per ammirare così il paesaggio salentino finalmente libero dalla retorica degli stereotipi per turisti e godere del suo farsi “paesaggio d’arte “.