Marc Camille Chaimowicz – Maybe Metafisica

Milano - 13/10/2016 : 08/01/2017

Per la sua prima personale in un’istituzione pubblica italiana, Marc Camille Chaimowicz ha concepito un progetto espositivo legato alla storia e all’architettura del Palazzo dell’Arte – sede della Triennale di Milano – attraverso opere che rivelano affinità formali ed emotive con la più onirica tra le avanguardie storiche – la Metafisica – e con le esperienze artistiche che ne hanno raccolto l’eredità.

Informazioni

Comunicato stampa

Per la sua prima personale in un’istituzione pubblica italiana, Marc Camille Chaimowicz ha concepito un progetto espositivo legato alla storia e all’architettura del Palazzo dell’Arte – sede della Triennale di Milano – attraverso opere che rivelano affinità formali ed emotive con la più onirica tra le avanguardie storiche – la Metafisica – e con le esperienze artistiche
che ne hanno raccolto l’eredità.
Chaimowicz è un precursore dell’approccio multidisciplinare; a partire dagli anni Settanta, la sua pratica installativa e performativa ha anticipato l’attitudine, oggi molto diffusa, di coniugare arti visive con coreografia, regia e curatela

Aperto a commistioni con design, letteratura e teatro, l’artista ha dedicato interi corpus di opere a personaggi fondamentali per la sua formazione come, tra gli altri, Jean Cocteau, Jean Genet e Gustave Flaubert, figure della malinconia e della ribellione.
Partendo da Il Figliuol prodigo (1973) di Giorgio de Chirico, in cui un padre e un figlio sono dipinti in un interno spoglio e intriso di un’inquietudine irreale, la mostra segue un percorso circolare, caratterizzato da un senso di sospensione in cui prendono forma alcuni tra i modi espressivi più caratteristici nella ricerca dell’artista: dalla decorazione alla pittura, dall’installazione alla costruzione di ambienti.
All’intimità domestica di scrivanie reclinate si affiancano opere d’ispirazione architettonica come gli Arches (1975-2016) e la Two-Speed Staircase (1999-2016) dando vita a luoghi pervasi da un’atmosfera da sogno, a volte fisicamente inaccessibili, come in We Chose Our Words With Care, That Neon-Moonlit Evening; It Was As If We Were, Party To A Wonderful Alchemy (1975-2008), un'opera che si può intravedere solo attraverso fori in un sipario, o il misterioso Project For A Rural House (2003-2016), che immerge lo spettatore nelle atmosfere più meditative di un tempo immobile.
La Triennale di Milano e la Serpentine Galleries sono liete di dedicare due mostre a Marc Camille Chaimowicz. Dal 29 settembre al 20 novembre 2016, la Serpentine Galleries presenta Autumn Lexicon, un’opera installazione che ricrea un universo nebuloso e semidomestico ricollegabile all’architettura e alla storia della Galleria.
La Triennale di Milano è inoltre orgogliosa di annunciare la prima mostra personale del duo belga Jos de Gruyter & Harald Thys all’interno di una istituzione italiana. La mostra, che dialogherà serratamente con l’architettura del Museo, sarà curata da Francesco Garutti con la direzione artistica di Edoardo Bonaspetti. L’inaugurazione è prevista in gennaio 2017.

Marc Camille Chaimowicz (nato a Parigi nel dopoguerra, vive e lavora a Londra e in Borgogna) ha tenuto mostre personali in numerose istituzioni per l’arte contemporanea come Indipendenza, Roma (2016), Nottingham Contemporary, Nottingham (2011), Secession, Vienna (2009), De Appel, Amsterdam (2008) e Migros Museum für Gegenwartskunst, Zurigo (2006). Il suo lavoro è stato esposto in molti musei e in esposizioni collettive internazionali, tra cui: “Question the Wall Itself”, Walker Art Centre, Minneapolis (2016); “Manifesta 10”, State Hermitage Museum, S. Pietroburgo (2014); “Portraits d'Intérieurs”, Nouveau Musée National de Monaco (2014); “Decorum”, Musee d'Art Moderne de la Ville de Paris - MAM/ARC, Parigi (2013) e “A Bigger Splash: Painting After Performance”, Tate Modern, Londra (2012).