Manifattura Chini

Lucca - 14/09/2020 : 11/10/2020

Opere inedite dalla Collezione Marianna Mordini.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI
  • Indirizzo: Piazza San Martino 7 - Lucca - Toscana
  • Quando: dal 14/09/2020 - al 11/10/2020
  • Vernissage: 14/09/2020 ore 11.30 su invito
  • Curatori: Vittorio Sgarbi
  • Generi: arte moderna
  • Orari: Aperta da Martedì a Domenica dalle 15:30 alle 19:30
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Apre a Lucca la mostra che celebra l’unicità
della produzione della Manifattura Chini
«Le spettacolari decorazioni di Chini propongono infinite combinazioni
di geometrie e di figure in continua metamorfosi». Vittorio Sgarbi
Dal 14 settembre apre al pubblico la mostra Manifattura Chini. Opere inedite dalla
Collezione Marianna Mordini presso il Palazzo delle Esposizioni a Lucca.
La mostra, a cura di Vittorio Sgarbi, è prodotta da Contemplazioni e promossa dalla
Fondazione Banca del Monte di Lucca e dalla Fondazione Lucca Sviluppo, e gode
inoltre del patrocinio della Città di Lucca


L’esposizione celebra la produzione artistica e la tradizione della Manifattura Chini
con particolare attenzione all’attività di Galileo Chini, tra gli artisti più poliedrici della
stagione Liberty, che ebbe la sensibilità e l’intuizione giuste per far sì che anche in
Italia si assistesse a quel rinnovamento nelle arti applicate che si impose nella Europa
di fine Ottocento.
Chini sviluppò la sua creatività anche nel settore della ceramica, fondando a Firenze L’Arte
della Ceramica, una piccola manifattura insieme a Vittorio Giunti, Giovanni Montelatici
e Giovanni Vannuzzi. Da qui la loro attività conobbe una rapida ascesa soprattutto
per l’originalità delle produzioni. Vicissitudini varie portarono in seguito Galileo a fondare
una nuova realtà a conduzione familiare presso Borgo San Lorenzo: le Fornaci San
Lorenzo. La produzione si ampliò con la lavorazione del vetro per la realizzazione di
importanti vetrate oltre che di lampadari e lampade da tavolo. Si aggiunsero poi la produzione
di copie di opere del passato e ancora gli innumerevoli ed elegantissimi progetti
architettonici. Una interminabile ricerca del bello che prosegue tutt’oggi nella sua attività.
«Nell’arte di Galileo Chini e della Manifattura – racconta Marianna Mordini – ho
respirato le arie di Giacomo Puccini, con cui collaborò per la realizzazione di straordinarie
scenografie, ho ammirato i verdi paesaggi della campagna a ridosso del mare,
ho viaggiato tra le atmosfere orientali e le vedute di Firenze con le vertiginose prospettive,
ho raccolto i disegni dei Papi e dei Santi, mi sono avventurata nelle architetture
e nei progetti per grandi alberghi e luoghi termali, dove il più piccolo dettaglio
è una fuga verso la grandezza».
Tra le opere in mostra immancabili sono le ceramiche, protagoniste indiscusse della produzione Chini, intese sia come opera d’arte divisa tra la copia del passato e lo stile modernissimo, sia come primissime forme di design (vasi, piatti, e altri oggetti di uso comune), o ancora come coloratissimi e trionfali elementi decorativi.
Soggetti frequenti sia per la produzione in ceramica che in vetro sono quelli religiosi. Per lo più decori destinati a vetrate ormai perdute delle quali restano oggi solo i disegni preparatori che testimoniano l’ampiezza di tale attività.
Tra gli studi preparatori sono presenti la serie degli scacchi, probabilmente pensata per una sala da gioco; e la serie delle cineserie, con figure disegnate nei loro costumi tipici all’interno di paesaggi orientali dai semplici tratti molto evocativi.
Rimanendo fedele alla passione per l’Oriente, la Manifattura decide anche per la produzione di un tipo di cache-pot denominato Cio Cio San destinato a contenere delle piante che fungessero da chioma per la sua larga testa.
Le allegorie delle stagioni e le scene di attività rurali come la raccolta delle olive, il taglio della legna o la battitura del grano sull’aia sono protagoniste di una serie di studi realizzati verso la fine degli anni Trenta probabilmente per alcune decorazione per le Terme di Castrocaro. Ricorrenti poi sono i paesaggi che diventano delle vere e proprie immagini scenografiche per accuratezza dei dettagli e la loro articolazione.
A testimonianza dell’eterogeneità della produzione della Manifattura Fornaci San Lorenzo, intervengono una molteplicità di progetti e studi architettonici che spazia dallo studio di vetrate fino ai bozzetti per la decorazione della stazione ferroviaria di Prato o, ancora, per l’ampio ciclo di affreschi per la Camera di commercio di Pisa.
Nel percorso espositivo, le opere della Collezione Mordini dialogano con due grandi dipinti a olio provenienti dalla Fondazione Cavallini Sgarbi – “La quiete” e “Natura morta con lepre, mele e carote, pentola e bottiglie” – e ancora con “Allegoria della pittura”, capolavoro appartenente alla Collezione Vieri Chini che, insieme ad altre ceramiche e disegni, concorrono in modo eccellente a mostrare la versatilità di Galileo Chini e a evidenziare la vastità della sua produzione.