Lusso ed eleganza

Informazioni Evento

Luogo
PALAZZO PITTI - GALLERIA DEL COSTUME
Piazza Pitti 1, Firenze, Italia
Date
Dal al

Da lunedì a domenica
Ore 8,15 – 16,30 nei mesi di novembre, dicembre, gennaio, febbraio
Ore 8,15 – 17,30 nel mese di marzo
Ore 8,15 – 18,30 nei mesi di aprile, maggio, settembre e ottobre
Ore 8,15 – 17,30 nel mese di Ottobre in coincidenza con il cambio da ora legale a ora solare
Ore 8,15 – 18,50 nei mesi di giugno, luglio, agosto

L'ultimo ingresso è sempre mezz'ora prima della chiusura.

Chiusura: primo e ultimo lunedì del mese, Capodanno, 1° Maggio e Natale.

Vernissage
18/03/2013

ore 12 per la stampa

Contatti
Email: argenti@sbas.firenze.it
Biglietti

Biglietto intero: € 7,00 Biglietto ridotto: € 3,50 Biglietto gratuito Biglietto cumulativo Il biglietto consente l'ingresso anche al Museo delle Porcellane, al Giardino di Boboli, al Museo del Costume e al Giardino Bardini. In occasione della mostra La Nuova Frontiera il prezzo del biglietto intero sarà di € 10,00 e € 5,00 il ridotto

Patrocini

Produzione e gestione della mostra
Opera Laboratori Fiorentini S.p.a
Civita Group

Editori
GIUNTI EDITORE
Curatori
Andreina d’Agliano
Uffici stampa
CIVITA, CAMILLA SPERANZA
Generi
arte antica
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La mostra Lusso ed eleganza. La porcellana francese a corte e la manifattura Ginori (1800 – 1830), è dedicata al primo trentennio di attività della manifattura Ginori di Doccia, un fenomeno di portata europea anche grazie all’intenso scambio che caratterizzò il primo trentennio del XIX secolo con le manifatture francesi, in particolare con Sèvres.

Comunicato stampa

LUSSO ED ELEGANZA
LA PORCELLANA FRANCESE A CORTE E LA MANIFATTURA GINORI
(1800-1830)

Museo degli Argenti

19 marzo - 23 giugno 2013

In occasione dei quarant’anni dalla apertura del Museo delle Porcellane di Palazzo Pitti, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e l’Associazione Amici di Doccia hanno voluto ricordare questo felice anniversario con una mostra che metta in evidenza al contempo l’importante collezione museale di Palazzo Pitti e la produzione della manifattura di Doccia del periodo fra la dominazione napoleonica e la Restaurazione lorenese (1800-1830).
Il cambiamento che l’avvento dell’impero napoleonico portò nel governo della Toscana ebbe i suoi riflessi nelle discipline artistiche fin dal regno di Etruria (1801-1807) con Luisa di Borbone Parma, ma soprattutto negli anni della presenza di Elisa Baciocchi. La sorella di Napoleone, dapprima principessa di Lucca e Piombino (1805-1809) e poi granduchessa di Toscana (1809-1814), promosse un rinnovato interesse per le arti di cui da tempo si sentiva la mancanza. Il suo mecenatismo non soltanto richiamò
a Firenze scultori, pittori e musicisti, ma sostenne anche le industrie artigiane toscane, incentivando la lavorazione della seta, della mobilia e della porcellana.
In questo nuovo fervore artistico, la manifattura di Doccia ebbe un posto di rilievo, accogliendo importanti influssi francesi sia nella ricerca delle forme che nei moduli decorativi.
In particolare, la manifattura, sotto l’illuminata direzione di Carlo Leopoldo Ginori Lisci (1792-1838) fu partecipe di importanti innovazioni tecniche e stilistiche provenienti dalla Francia, creando una tipologia decorativa che rimase in voga fino a tutto il terzo decennio del XIX secolo.
L’influenza dello stile impero francese continuò infatti con il ritorno a Firenze di Ferdinando III di Asburgo Lorena che, rientrato dal suo esilio a Würzburg, ebbe modo di integrare le raccolte granducali con le porcellane di Sèvres donategli da Napoleone Bonaparte.
L’arrivo di questi importanti donativi di porcellana ebbe un forte impatto sullo sviluppo artistico della manifattura Ginori, che negli anni della prima Restaurazione lorenese non solo copiò alcuni di questi modelli, ma perfezionò la sua produzione grazie all’intenso scambio con le manifatture francesi, in particolare con Sèvres di cui era direttore Alexandre Brongniart.
L’apporto di artisti stranieri, fra cui Jean David, Joseph de Germain e Abraham Constantin, abilissimi nella riproduzione su porcellana delle opere delle antiche Gallerie Fiorentine e chiamati a formare giovani pittori della manifattura come Giuseppe Baldassini e Giovanni Fanciullacci, portò ad un ulteriore innalzamento della qualità della manifattura.
Attraverso lo spoglio di documenti provenienti dagli archivi della Corte Lorenese, dal Museo di Doccia e dall’archivio Ginori Lisci, verrà esaminato quanto eseguito e venduto dalla manifattura Ginori nel primo trentennio dell’Ottocento, gettando così nuova luce sia sui committenti che sui diversi artisti attivi nella manifattura.
In particolare, in collaborazione con il Museo di Sèvres, verrà indagata l’opera del pittore ginevrino Abraham Constantin, attivo a Sèvres e inviato a Firenze per copiare su porcellana i più noti quadri delle Gallerie Fiorentine; un nucleo importante di opere di Abraham Constantin fu acquistato da Carlo Alberto di Savoia Carignano ed è oggi alla Galleria Sabauda di Torino.
La mostra sarà composta da circa centoventi opere per la maggior parte provenienti dalle raccolte di Palazzo Pitti e dal Museo Richard-Ginori della manifattura di Doccia, dai principali musei italiani e francesi che raccolgono questo genere di manufatti e da collezioni private.