Luigi Vollaro – Antologica 1982-2026
In mostra una selezione di ventiquattro opere, realizzate in terracotta, legno, piombo rame e cartapesta realizzate dall’artista campano dagli anni ottanta ad oggi.
Comunicato stampa
Martedì 24 febbraio, alle ore 18.00 sarà inaugurata la mostra “LUIGI VOLLARO Antologica 1982-2026”, patrocinata dalla Provincia di Salerno dal Museo-FRaC Baronissi e dal Museo ARCOS di Benevento. In mostra una selezione di ventiquattro opere, realizzate in terracotta, legno, piombo rame e cartapesta realizzate dall’artista campano dagli anni ottanta ad oggi.
La mostra sarà introdotta dal Presidente facente funzioni della Provincia di Salerno dott. Giovanni Guzzo e dagli interventi dell’ing. Gioita Caiazzo, Dirigente Settore Reti e Sistemi culturali e dal prof. Massimo Bignardi curatore della mostra.
“La mostra – rileva Bignardi –offre una sintesi del lavoro che ha segnato l’esperienza, nell’arco di oltre quarant’anni, dello scultore Luigi Vollaro. È un’esposizione singolare perché mira ad evidenziare la continua sperimentazione dell’artista in un ampio repertorio di materie: la terracotta che accompagna le forme plasmate nel corso degli anni ottanta, il legno, il piombo che connota le opere degli anni novanta e, poi, il rame, materia tutte sottoposte ad un rigoroso controllo del disegno. Quest’ultimo non va inteso come schizzo preliminare, progetto, quanto esercizio di una prefigurazione della forma, come processo autonomo, così come è stato, per lungo tempo l’esperienza dell’incisione.
C’è un’opera di Luigi Vollaro che, in particolare, penso abbia fatto da spartiacque nella sua cinquantennale attività di scultore. Si tratta di Ex voto realizzata nel 1996, una grande parete animata da trentaquattro elementi di varie dimensioni, in piombo, legno e cera che in quell’anno avevo visto montata nel suo studio, per poi rivederla, allestita con un accento scenografico, in occasione della mostra alla galleria Spazio temporaneo a Milano.
Essa segnava un momento di confronto che l’artista cercava di instaurare con lo spazio, lasciando la tridimensionalità statuaria, avviata con la serie dei guerrieri nei primissimi anni novanta, ma anche degli artigli, ciclo dal quale Ex voto prende spunto.
Da quella data la sua scultura si concentra nel modellare corpi plastici, ancora rigorosamente in piombo, pensati per uno spazio scenico: così sarà per Angeli ribelli, realizzata tra il 1996 e il 1997, o per La città sale, della fine di quel decennio ed esposta, più tardi, in occasione della rassegna “Scultura Internazionale ad Agliè” tenutasi nel 2004. Quello che mi colpì di Ex voto, era ed è ancora, la vicinanza al dettato di alcune opere realizzate, tra 1962 e il 1963 da Augusto Perez, suo maestro, sul finire del decennio, presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli: in mente ritornano le forme essenziali enunciate dalla serie “Trofei”, con la quale Perez rivede il suo “colloquio” con il mondo classico, segnato dalla sofferta ‘relazione’ con la materia che trattiene le impronte, l’incunearsi dei piani con minimi scarti della materia, assunti quali tracce di un profondo scavo nella propria esistenza. Luigi non preleva tali aspetti, anche se, del ricorso all’ impronta o ai segni incisi nel corpo della materia, aveva già dato prova nella citata serie di sculture in terracotta degli anni ottanta. Le sue attenzioni, ora, guardano alla struttura della forma, all’intrinseco lessico classico inteso non più come “modello immutabile”, bensì cifra di un’identità con il proprio presente.
Nelle opere recenti, dai troni alle ultimissime, del 2025, governate dalla geometria dei solidi, rese con la cartapesta racchiusa in strutture in ferro ma anche in rame, l’artista cerca di collegare esperienze lontane, riprese da registri memoriali, con soluzioni plastiche che, sul piano della fertilità immaginativa, spingono in avanti l’idea della costruzione per moduli.[…]
La mostra resterà aperta fino al 15marzo.
LUIGI VOLLARO (Scafati, 1949). Diplomatosi in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, allievo di Umberto Mastroianni e di Augusto Perez. Negli anni della formazione sperimenta materie quali il gesso e il legno. Del 1972 è la partecipazione alla VIIa Rassegna d’arte del Mezzogiorno, tenutasi al Museo di Villa Pignatelli di Napoli, mentre un anno dopo tiene la prima personale, ospitata dal Centro Arte Incontri di Nola, occasione nella quale espone alcune opere in cartapesta. Del 1979 è l’esordio all’estero, con la presenza a “Exibition Images”, organizzata a Great Yarmouth in Gran Bretagna.
All’inizio degli anni ottanta sarà fra gli artisti selezionati per la Ia Biennale Internazionale di Grafica, allestita al Museo Civico di Riva del Garda. Qualche anno più tardi è a Helsinki nella rassegna “Weapons of Art”, organizzata dalla Vanaham Gallery, nonché a Salerno, nel 1983, ove espone le incisioni tratte dal ciclo “Macchineacchiappanuvole”. Sempre nello stesso anno è presente alla mostra “Materia di Scultura”, promossa dalla Galleria A come Arte di Napoli. Nel 1985 è dapprima alla Expo Arte di Bari, seguono le personali tenute, la prima a Torino allo Studio Caruso, la seconda al Centro di Sarro di Roma, alla Pinacoteca comunale di Macerata; più tardi sarà invitato a “Nebeneben”, rassegna organizzata a Monaco di Baviera. Nel 1986 è invitato alla XI Quadriennale d’Arte di Roma; nel settembre del 1987 è a Torino ove espone nella rassegna “UCRONIA”. Nel 1989 tiene una personale a Palazzo di San Galgano, promossa dall’Università degli Studi di Siena. Nel 1990 è all’Istituto Grenoble di Napoli, mentre l’anno seguente è allo Spazio Temporaneo di Milano. Del 1997 è la personale allo Spazio Temporaneo a Milano, ove espone i piombi, mentre è del 1998 l’antologica promossa ed organizzata dalla Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Scafati. Nel 1998, a seguito della mostra “Nuove Contaminazioni. Scultura. Spazio. Città”, tenutasi a Udine, una sua scultura viene acquisita alla collezione della Galleria d’Arte Moderna. Nel 1999 gli viene assegnato il Premio internazionale di scultura Costantino Nivola. Nel 2004 è invitato dapprima ad Agliè alla rassegna “Scultura Internazionale”, nonché al Museo-FRaC Baronissi a “Corpi & Materie. Aspetti della scultura in Campania negli ultimi vent’anni“. Dai primi anni del Duemila entra in scena, tra le materie usate dall’artista, il rame: nel 2006 una sua grande scultura è acquisita nella collezione del Museo Arte Ambientale di Giffoni Sei Casali; del 2007 è l’invito dell’Università Cattolica di Milano ad esporre nella rassegna “Arte spiritualità”, allestita nel chiostro e, l’opera esposta, sarà poi inserita nella collezione dell’Università. Sempre nel 2007 una sua scultura monumentale viene collocata nella piazza del Centro Commerciale “La Plaza” di Scafati. Del 2010 è la personale al Museo-FRaC Baronissi; nel 2011 viene invitato al Padiglione Italia della 54a Biennale di Venezia. È del 2014 la presenza a “REWIND arte a Napoli 1980-1990”, a Castel Sant’Elmo a Napoli.
Nel 2016 tiene una sua mostra personale negli spazi archeologici del Monastero della SS. Trinità in Ravello (Sa); nel 2017 la mostra dittico con Angelo Casciello presso il Centro Luigi Di Sarro a Roma, mentre nel 2019 è invitato a “Un segno per Leonardo nel quinto centenario della sua morte” tenutasi nel complesso basilicale Paleocristiano di Cimitile. Dell’estate dello stesso anno è la mostra antologica allestita al Palazzo Ducale di Paduli (BN), promossa dal Comune di Paduli, dall’Associazione Culturale “ArtFrementi” con il patrocinio del Museo ARCOS di Benevento. Del 2022 è la personale allestita nella Passeggiata delle Clarisse a Montesarchio e alla rassegna “Sculture in piazza”, tenutasi a Piazzola sul Breta. Dell’estate del 2025 è l’antologica allestita alla Pinacoteca comunale “A. Sapone” di Gaeta ed è invitato alla mostra “L’età del bronzo. Sculture contemporanee dalla Fondazione Caporrella”, curata da Massimo Bignardi tenutasi, dapprima al Museo-FRaC Baronissi, successivamente al Museo Civico di Narni e, di recente a Villa Vertua a Nova Milanese. Vive a Scafati.