Luigi Presicce – L’invenzione del busto

Milano - 17/09/2013 : 17/09/2013

Dalla performance nascerà un progetto espositivo che segna il ritorno a Milano, per la prima volta dopo 7 anni in una galleria, di una personale di Luigi Presicce.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA BIANCONI
  • Indirizzo: Via Lecco 20 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 17/09/2013 - al 17/09/2013
  • Vernissage: 17/09/2013 ore 19
  • Autori: Luigi Presicce
  • Generi: performance – happening

Comunicato stampa

La Galleria Bianconi presenta L’invenzione del busto, nuova performance di Luigi Presicce che si svolgerà martedì 17 settembre, dalle ore 19 alle ore 21, per uno spettatore alla volta, presso la sede della Galleria, in via Lecco 20 a Milano.

Dalla performance nascerà un progetto espositivo che segna il ritorno a Milano, per la prima volta dopo 7 anni in una galleria, di una personale di Luigi Presicce


Il video realizzato dalla performance, destinata a un numero limitato di spettatori, sarà infatti esposto, nello stesso spazio del seminterrato della Galleria Bianconi, nell'ambito di Privata Vanitas, mostra dedicata all'universo, all'attività e al metodo degli ultimi anni del lavoro di Presicce che inaugurerà mercoledì 9 ottobre (opening ore 18, fino al 23 dicembre 2013).
Il percorso espositivo della mostra sarà accompagnato da una pubblicazione edita da A+M edizioni con testi critici di Andrew Berardini e Caroline Corbetta.


L'invenzione del busto prosegue il ciclo de Le storie della Vera Croce, una serie di performance che compongono un'unica monumentale opera ispirata alle vicende del Sacro Legno: dalla nascita dell'albero della vita cresciuto nella bocca di Adamo, al legno ricavato per costruire prima il tempio di Salomone e poi la croce di Cristo (la reliquia più significativa della cristianità). L'opera, nella sua totalità, si affianca a due tra i più importanti cicli pittorici dell'arte italiana del '300 e del '400, quello di Agnolo Gaddi (1350-1396) in Santa Croce a Firenze e quello di Piero della Francesca (1416-1492) in San Francesco ad Arezzo. Entrambi i Maestri traggono spunto per i loro racconti pittorici da La Legenda Aurea di Jacopo Da Varagine (1228-1298) e dalla Sacra Bibbia.
L'invenzione del busto parte da L'invenzione del Sacro Legno, episodio presente in entrambi i cicli pittorici di Agnolo Gaddi e di Piero della Francesca. In questa scena Sant'Elena, madre dell'Imperatore cristiano Costantino, ritrova in Terra Santa le tre croci del Golgota. Per verificare quale di queste sia quella del martirio di Cristo, Sant'Elena si serve di un espediente che si rivela miracoloso: un uomo, morto da poco, viene resuscitato attraverso il solo contatto con la Vera Croce.
L'invenzione del Sacro Legno tratta quindi del rinvenimento, della scoperta e della verifica di autentica della croce del martirio di Cristo. Il termine 'invenzione' veniva, infatti, usato proprio per indicare una scoperta, un ritrovamento.

Nella performance L'invenzione del busto il tema del rinvenimento di un oggetto significativo o con un pregresso leggendario lega l'episodio di Sant'Elena alle vicende di un uomo straordinario del nostro tempo, il torinese Gustavo Adolfo Rol (1903- 1994).
Negli anni trenta Gustavo Rol si trovava a Parigi. Camminando per le strade della capitale francese è spinto a entrare in un vecchio palazzo, a domandare al portiere se ci sono nell'edificio delle cantine non pavimentate e, nell'eventualità, di poterle visitare. Giunti nelle cantine Rol chiede al portiere di prendere una vanga e di iniziare a scavare in un punto specifico: dal terreno viene fuori un busto di marmo dell'imperatore Napoleone. Con la scoperta ("l'invenzione") del busto di Napoleone inizia il percorso da sensitivo di Rol.
Rol aveva, infatti, dei poteri straordinari che non furono mai esibiti pubblicamente (Rol non fu mai un fenomeno televisivo), o utilizzati con la finalità di un guadagno. Le sue straordinarie capacità erano impiegate e mostrate solo in due casi: o a fin di bene o per intrattenere i propri amici nelle serate che puntualmente organizzava a casa sua. Tra gli amici e i testimoni dei prodigi di Rol si possono annoverare, solo per citarne alcuni, Federico Fellini, Franco Zeffirelli e John Cage.
All'origine dei diversi poteri di Rol c'è la scoperta di quella che lui stesso definiva una “tremenda legge”, che legava il colore verde, la quinta musicale ed il calore. Attraverso questa legge Rol era in grado di plasmare e di cambiare lo stato della materia a suo piacimento, di spostare oggetti senza toccarli, di farli muovere da una stanza all'altra facendoli attraversare le pareti.
Quello che lega Rol alla figura storica di Napoleone non è stato mai chiarito a sufficienza. Oltre all'episodio di Parigi esistono diverse storie che arricchiscono di mistero e di fascino il rapporto del torinese con l'imperatore. Si racconta, ad esempio, che la prima parola pronunciata da Rol a oltre due anni di età, davanti a un camino sopra il quale era posizionata un'immagine dell'imperatore, sia stata proprio “Napoleone”. Altri testimoni riportano che da studente Rol sapeva descrivere le battaglie dell'imperatore nei minimi dettagli come se fosse stato presente sul campo. Molti sostengono che perfino la sua calligrafia fosse identica a quella di Napoleone. Rol fu anche uno dei maggiori collezionisti di cimeli napoleonici. Tra le tante cose in suo possesso anche la carrozza utilizzata da Napoleone nel viaggio in Italia in occasione della propria incoronazione e attualmente custodita nella Palazzina di Caccia di Stupinigi a Torino.

L'invenzione del busto prende in esame la figura di Rol attraverso l'evento del ritrovamento del busto di Napoleone e della rappresentazione della “tremenda legge” da lui scoperta. A questo episodio si sovrappone "l'invenzione" del Sacro Legno da parte di Sant'Elena. Le tre croci del Golgota diventano, in maniera allegorica, gli squadri che furono strumento di morte per l'Architetto Hiram Abif, ucciso da tre adepti che volevano impadronirsi della regola della costruzione del Tempio di Salomone a Gerusalemme. Tale uccisione viene ancora oggi rappresentata simbolicamente durante i riti di iniziazione massonica attraverso i quali il novizio viene introdotto alla retta via e agli ideali alti della più antica libera muratoria (le gilde di costruttori delle cattedrali anch'esse derivanti dai racconti biblici delle vicende di Hiram Abif).

Nella scena tre figure sono contestualizzate all'interno del piano interrato della Galleria Bianconi di Milano. La prima figura incarna il portiere che aiutò Rol a ritrovare il busto di Napoleone. Questa ha nelle proprie fattezze il rimando a uno dei personaggi del film Il portiere di notte (1974) di Liliana Cavani. La seconda figura simboleggia la "tremenda legge" di Rol. La sua posa ricorda il quadro di Francis Bacon Painting (1978), nel quale un uomo cerca di aprire una porta tramite una chiave tenuta da un piede. La terza figura riporta lo sguardo a quell'uomo resuscitato da Sant'Elena attraverso il miracoloso contatto con la croce di Cristo. In questo caso i riferimenti sono da una parte il San Paolo (Saulo prima della miracolosa conversione) dipinto da Caravaggio dall'altra, invece, la performance di Charles Ray Plank Piece I-II, (1973), nella quale il suo stesso corpo viene sospeso e puntellato al muro attraverso una trave.

Come altre precedenti performance anche L'invenzione del busto prevede l'ingresso di uno spettatore alla volta. Ogni visitatore, accolto e accompagnato davanti alla scena, diventa osservatore e testimone unico di questa epifania, costruendo e completando con la propria presenza e la propria visione l'opera stessa.