Luigi Fiorillo – L’avventuroso fotografo di Alessandria d’Egitto

Genova - 23/10/2014 : 11/01/2015

Il destino di molti fotografi dell’800 è quello di essere conosciuti e ricordati per il loro lavoro ma non per la loro vita personale: Luigi Fiorillo, italiano ma dal 1880 "fotografo di Sua Altezza il Principe Mohammed Toussoun Pasha", non sfugge a questa regola.

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Comunicato stampa

Il destino di molti fotografi dell’800 è quello di essere conosciuti e ricordati per il loro lavoro ma non per la loro vita personale: Luigi Fiorillo, italiano ma dal 1880 "fotografo di Sua Altezza il Principe Mohammed Toussoun Pasha", non sfugge a questa regola


Sappiamo poco della sua vita privata: data e luogo di nascita sono ancora sconosciuti; ma di certo sappiamo che operava come fotografo dal 1870 in Africa settentrionale e in Medio Oriente, e che riscuoteva un certo successo internazionale, come dimostra la menzione ottenuta all’Exposition Universelle de Paris nel 1878 e i premi ricevuti a Ottawa e a Boston nel 1884.
Il fatto che Fiorillo si stabilisca ad Alessandria non è casuale: la città è bella e vitale, le occasioni di lavoro sono molte. La città nel corso dell’Ottocento conosce uno sviluppo tumultuoso, crede nella modernizzazione e si rivolge all’occidente per avere la tecnologia e le competenze necessarie. Alessandria diviene un crocevia di esperienze, popoli e culture, uno straordinario mondo variegato di tolleranza e conoscenza. La popolazione aumenterà costantemente fino a raggiungere i 600.000 abitanti all’inizio del XX secolo. A fianco dei quartieri abitati dai fellahs Egiziani provenienti dalle campagne del delta o dalla Nubia si sviluppano comunità Italiane, Greche, Armene, Maltesi, Siriane, Britanniche, Russe … Ogni comunità ha la sua religione, la sua scuola, la sua festa nazionale, il suo cimitero; un testo dell’epoca così commenta:
"Alessandria è stata la prima città del mondo musulmano a permettere a coloro che non avevano una religione, ai liberi pensatori, di avere un loro cimitero".
Fiorillo, reporter ante litteram, segue una missione della Società Geografica Italiana nel 1877; rimane, tra i pochi occidentali, in Alessandria durante la rivolta dell’esercito egiziano nel 1881 e il drammatico bombardamento inglese dell’11 luglio del 1882.
Fotografa le fortificazioni, i morti, le vie e i monumenti distrutti dalle bombe e raccoglie poi le immagini in un album che titola, non senza cinismo, "Souvenir d’Alexandrie: Ruines, 1882". Compie poi viaggi in Africa Orientale al seguito delle spedizioni coloniali dell’esercito italiano: in particolare conosciamo le suo foto della spedizione del generale Alessandro Asinari, conte di San Marzano, compiuta tra il 1887 e il 1888 per riconquistare il terreno perso dopo la sconfitta di Dogali.
Luigi Fiorillo muore nel 1898; l’attività del suo studio continuerà, con il figlio, fino agli anni Venti del Novecento.
Le immagini esposte – tutti positivi originali all’albumina - fanno parte della raccolta privata di Adriano Silingardi, fotografo e collezionista di fotografie storiche.