Ludovica Anzaldi – MANIFESTƏ
AlbumArte presenta MANIFESTƏ, la prima mostra personale in Italia della fotografa e visual artist Ludovica Anzaldi (Roma, 1992), a cura di Maria Rosa Sossai.
Comunicato stampa
Dal 18 novembre 2026 al 29 gennaio 2027, AlbumArte presenta MANIFESTƏ, la prima mostra personale in Italia della fotografa e visual artist Ludovica Anzaldi (Roma, 1992), a cura di Maria Rosa Sossai. Nel giugno 2027, la mostra approderà a Parigi, negli spazi del centro culturale internazionale DOC.work, in occasione del Bicentenario della nascita della fotografia.
Il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2026, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, ed è realizzato in collaborazione con DOC.work (Parigi), Museo Civico di Castelbuono (Palermo), Officine Fotografiche (Roma), Casa delle donne Lucha y Siesta (Roma) e Libreria Leporello (Roma).
Il progetto
Con MANIFESTƏ, AlbumArte accompagna l’ingresso di Ludovica Anzaldi nella scena artistica italiana e francese, riconoscendo nella sua ricerca una particolare consonanza con la propria identità e con le linee di indagine che ne caratterizzano la programmazione. Nelle sue opere si individua inoltre una particolare maturità, tale da sostenere la sua prima mostra personale in Italia e, al tempo stesso, da aprire il progetto a una dimensione internazionale. La mostra propone un percorso immersivo che intreccia fotografia, video e suono attraverso opere inedite e installazioni concepite specificamente per lo spazio espositivo. Il percorso si articola in due installazioni, allestite nella saletta video e nella sala principale, e si sviluppa attraverso una riflessione sul corpo, sull’identità, sulla rappresentazione e sulle forme individuali e collettive di resistenza.
Le opere
Nel primo showreel, anch’esso intitolato MANIFESTƏ, decine di ritratti sembrano provenire da universi e culture visive differenti. Realizzate prevalentemente in ambienti domestici, le fotografie restituiscono immagini intime di donne sole o in coppia, impegnate in una riflessione sulla propria identità al di fuori della mediazione dello sguardo maschile.Il ritmo e le atmosfere sospese di questo primo lavoro si interrompono bruscamente nella seconda installazione, LOTTO MARZO, che alterna fotografie e video realizzati dall’artista durante le manifestazioni dell’8 marzo a Città del Messico e successivamente a Roma. Le immagini restituiscono la dimensione di una lotta frontale, capace di portare nello spazio pubblico corpi malati, imprigionati, ribelli, sessuati e sessualizzati, segnati da violenze e soprusi, e di obbligare la società a confrontarsi con le loro esperienze.
Il percorso prosegue con L’ORIGINE DU MONDE, fotografia che richiama l’omonimo dipinto di Gustave Courbet del 1866, attraverso il titolo e una grande cornice dorata. L’artista palestinese Dalia Jacob è ritratta nuda e senza volto, mentre copre il pube con una grande fetta di anguria. L’immagine sovrappone il simbolismo di una terra femminile, fertile e martoriata a quello della Palestina, attraverso il simbolo della resistenza del suo popolo, dando forma a una riflessione sul corpo, sull’appartenenza e sulla rappresentazione.Il collage tridimensionale autoportante KING KONG THEORY, composto da fotografie e illustrazioni urbane, si ispira all’omonimo libro di Virginie Despentes. Nel testo, la scrittrice francese ricorre alla figura cinematografica di King Kong per riappropriarsi, attraverso un’ironia pop e dissacrante, del racconto dello stupro subito e del corpo violato, mettendo in discussione i modelli di desiderabilità imposti dalla società. Completa la mostra la scritta EVERYTHING IS POLITICAL, serigrafata sullo specchio del bagno. Con questo intervento, Anzaldi solleva una questione cruciale sul ruolo dell’arte nell’attuale scenario geopolitico, mettendo in relazione attivismo e ricerca artistica e interrogando il confine tra dimensione privata e responsabilità pubblica.
Il paesaggio sonoro
L’artista e compositrice Livia Borzetti, attiva a Roma e Berlino, intreccia gli elementi visivi delle due installazioni in un paesaggio sonoro sospeso nel tempo, creando un ambiente immersivo in cui immagini, voci, luoghi ed esperienze entrano in relazione. In LOTTO MARZO, il suono assume la funzione di un vero e proprio documento sonoro, restituendo la dimensione collettiva della protesta. In MANIFESTƏ, invece, il paesaggio acustico mette in dialogo donne, luoghi e vite appartenenti a terre e culture differenti. Ne emerge uno spazio di connessione in cui tempi, esperienze e realtà apparentemente distanti si sovrappongono e accadono simultaneamente, aprendo nuove possibilità di relazione e percezione.
Maria Rosa Sossai, curatrice della mostra, descrive così la ricerca di Ludovica Anzaldi:
«Nella sua opera i corpi sono luoghi di resistenza e trasformazione, di memoria e identità che sfidano l’estetica dominante, raccontando storie private che ridefiniscono le soggettività. Il suo metodo si inserisce nel solco delle pratiche fotografiche contemporanee che utilizzano l’immagine come strumento di costruzione di immaginari e di ridefinizione dello sguardo, restituendo una tensione visiva ed emotiva capace di attraversare lo spazio pubblico e quello intimo».
Il catalogo
Ad accompagnare la mostra sarà un catalogo bilingue italiano/inglese, pubblicato da Quodlibet e curato da Maria Rosa Sossai. Prima pubblicazione monografica dedicata al lavoro fotografico di Ludovica Anzaldi, il volume uscirà nel febbraio 2027 e approfondirà i temi e le immagini del progetto espositivo attraverso contributi critici e materiali legati alla ricerca dell’artista.
Il catalogo raccoglie testi di Maria Rosa Sossai, Ludovica Anzaldi, Anahi Mariotti, Daria Scolamacchia e Cristina Cobianchi.
PUBLIC PROGRAM
Tra il 2026 e il 2027, il public program di MANIFESTƏ amplia la riflessione avviata dalla mostra attraverso incontri, workshop e momenti di approfondimento, coinvolgendo istituzioni culturali, comunità artistiche e pubblici differenti.
17 novembre 2026 | Accademia di Belle Arti di Roma
La fotografia come espressione
Il workshop, condotto da Sara Basta e Maria Rosa Sossai insieme a Ludovica Anzaldi, è rivolto agli studenti del corso Arte e Terapia. L’incontro esplora le relazioni tra pratica fotografica, creatività e processi terapeutici.
Febbraio 2027 | Libreria Leporello, Roma
Presentazione del catalogo
Un momento di restituzione e approfondimento del progetto espositivo, ospitato in uno dei contesti italiani di riferimento per l’editoria fotografica.
Marzo 2027 | Museo Civico di Castelbuono, Palermo
Politiche dello Sguardo
Il talk con Ludovica Anzaldi e Maria Rosa Sossai approfondisce il rapporto tra pratica fotografica, istituzioni e pubblico, interrogando il ruolo delle immagini nella costruzione dello sguardo contemporaneo.
Marzo 2027 | Casa delle donne Lucha y Siesta, Roma
Immagine e relazione
Il workshop, sviluppato con Anahi Mariotti e Ludovica Anzaldi, propone una pratica relazionale che pone al centro il corpo e l’esperienza. Attraverso la fotografia, le partecipanti sono invitate a elaborare narrazioni individuali e collettive, in dialogo con la prospettiva femminista che attraversa il progetto.
Maggio 2027 | Officine Fotografiche, Roma
Presentazione del catalogo Il volume sarà presentato nuovamente presso Officine Fotografiche, coinvolgendo una comunità ampia di professionisti, studenti e appassionati e rafforzando la dimensione educativa e divulgativa del progetto.
BIOGRAFIA DELL’ARTISTA
Ludovica Anzaldi (Roma, 1992) è fotografa e visual artist. Dopo aver trascorso dieci anni a Parigi, dove si forma presso la Spéos International Photography School e l’École supérieure d’arts graphiques Penninghen, nel 2020 torna a Roma. Il suo lavoro è stato presentato in festival e istituzioni tra cui PhotoVogue Festival (Milano), Centro Internazionale di Fotografia di Palermo, BASE Milano, Biwako Biennial a Omihachiman (Giappone) e Countless Cities a Favara (Agrigento), oltre che in gallerie private di Milano, Parigi e Osaka. Insegna alla DAM Academy e a Officine Fotografiche di Roma e collabora con D – la Repubblica delle donne, Artribune e Vogue. Nel 2022 ha partecipato alla serie Le Fotografe di Sky Arte. MANIFESTƏ ad AlbumArte è la sua prima mostra personale in Italia.
LE SEDI DELLA MOSTRA
AlbumArte, Roma
AlbumArte è un centro di produzione artistica indipendente ETS con sede a Roma, attivo dal 2011 nella promozione della ricerca contemporanea e nel sostegno ad artiste e artisti emergenti.
Con una forte vocazione internazionale, promuove lo scambio tra la scena italiana e quella internazionale, collaborando con istituzioni culturali e sostenendo residenze e produzioni artistiche. Numerosi artisti presentati da AlbumArte hanno successivamente partecipato a manifestazioni internazionali come la Biennale di Venezia e documenta. L’attività del centro dedica da sempre particolare attenzione alla ricerca delle artiste e ai temi della violenza contro le donne, attraverso mostre, programmi artistici e occasioni di confronto.
DOC.work, Parigi
DOC.work è uno spazio indipendente dedicato alla produzione e alla diffusione artistica, situato nell’ex liceo Jean Quarré a Parigi. DOC accoglie una comunità multidisciplinare e mette a disposizione atelier, residenze e laboratori tecnici.La sua programmazione, articolata tra mostre, performance e attività formative, si sviluppa in un contesto collettivo e sperimentale, favorendo l’incontro tra pratiche artistiche e ambiti di ricerca differenti.