Lucia Balzano – Erme lunari

Berchidda - 10/08/2013 : 20/08/2013

Erme lunari è il titolo della mostra personale che Lucia Balzano allestiste nello spazio di un ex Caffè, che si affaccia su una piccola piazza nel cuore storico di Berchidda.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO EX CAFFE'
  • Indirizzo: Piazza Fontana Nuova - Berchidda - Sardegna
  • Quando: dal 10/08/2013 - al 20/08/2013
  • Vernissage: 10/08/2013 ore 20
  • Autori: Lucia Balzano
  • Curatori: Maria Elvira Ciusa
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: ore 20.00-24.00
  • Biglietti: ingresso libero
  • Patrocini: Provincia Olbia Tempio, Cantina Giogantinu Berchidda, Rau La Dolce Arte, Lucrezio R Rare Spirits of Sardinia

Comunicato stampa

Erme lunari è il titolo della mostra personale che Lucia Balzano allestiste nello spazio di un ex Caffè, che si affaccia su una piccola piazza nel cuore storico di Berchidda.
L’artista è già nota al pubblico, sue opere recenti sono in esposizione a Venezia a Palazzo Priuli-Bon ,in una mostra collettiva che la vede al centro di un discorso sulle donne, sulla loro creatività, sulle sofferenze che patiscono nel cammino verso l’emancipazione , più che mai esposte alla violenza di un mondo maschile che si rifiuta di riconoscere le loro specificità


La madre di origine napoletana , bellissima e determinata e il padre, originario di Ponza, amante della musica - suonava il violino - hanno trasmesso a Lucia l’amore per l’arte e la sensibilità verso coloro che soffrono i soprusi dell’uomo senza “pietas”.
In un ambiente familiare così ricco di fermenti creativi, l’artista ha dato corpo ai suoi “fantasmi plastici” in opere giovanili realizzate in terracotta che esaltavano, allora come ora, il ruolo della donna nella società.
Le creature che nascono dalle sue mani sono sempre quelle, ma realizzate ora con un linguaggio più ricco di simbologie e di esperienza acquisita nell’esercizio della modellazione.
Il suo mondo femminile , di una drammaticità altamente espressiva, è popolato da donne che cambiano pelle, o si presentano con il volto celato dal burka , o deturpato dall’acido, oppure con la bocca chiusa da cerniere, perché non possano urlare il loro dolore, ingabbiate e recluse da una società che le rifiuta perché possono diventare simboli di emancipazione e di libertà, di una libertà che può essere eversiva.
Queste creature che portano impressi, nei volti o nel corpo, i segni della violenza subita prendono vita dalle mani operose di Lucia Balzano.
L’artista mette volutamente in evidenza il volto e lo sguardo colto in una fissità senza tempo, in forme che sembrano emergere da un lontano passato . Tutte uguali nei tratti somatici attestano un presente fatto di dolore e di barbarie.
Disposte in circolo con il viso rivolto verso l’esterno, collocate su piedistalli, queste enigmatiche erme, sembrano personaggi di arcaiche tragedie, che manifestano nei volti le tracce di una violenza corrosiva, di un drammatico destino da cui l’artista vorrebbe proteggerle. Le accarezza con dolcezza, diventate per lei materia vivente di una società che le oltraggia.
Nell’antica Grecia le Erme erano colonne che sostenevano sulla sommità le teste di Ermes, la divinità il cui compito era di guidare le anime, come psicopompo, verso l’aldilà. Hermes era anche il dio che, oltre a favorire gli scambi commerciali , si adoperava a comporre le parti del nostro essere nella ricerca del profondo, di ciò che in superficie non si manifesta.
Nelle sculture della Balzano, la donna si attesta come coscienza che deve essere unita all’uomo che è l’inconscio: è l’Eros legato al Logos.
L’uomo contemporaneo pare aver dimenticato questo equilibrio fondamentale tra le due parti. La coscienza patriarcale dello spirito maschile, quando non è più equilibrata dal mondo matriarcale della psiche, naviga nella confusione. E’ necessaria quindi l’armonia e la tenera attenzione per il mondo femminile che, se isolato, è unilaterale, così come quello maschile. Quando ciò non avviene esplode il caos, che si abbatte sui corpi più fragili della società, le donne e i bambini. Bisogna perciò ricomporre l’unità per dar vita a una società sana.
La donna , generatrice e nutrice, nell’antichità era anche collegata al ciclo vitale delle fasi lunari e la luna esprimeva l’essenza della femminilità .
E alla luna, in questa mostra così ricca di citazioni, Lucia Balzano dedica una stanza sacrale e per celarne il volto misterioso dagli sguardi diretti, pone davanti alla faccia lunare veli leggeri fluttuanti al vento, il vento del destino che l’artista si augura migliore per l’universo femminile e per una società armonica, non più dominata dal caos.
Non meno importante , nell’intrecciarsi di oniriche e significanti simbologie, è il ruolo della musica di sottofondo , fil rouge unificante le parti di tutta l’operazione creativa.
Il gesto liberatorio dal male è affidato alle donne di Berchidda a cui Lucia Balzano si è rivolta perché frantumino, come negli antichi rituali, ciascuna il proprio piatto sulla soglia dell’ex - caffè, diventato spazio espositivo, contenitore singolare di forme plastiche che anelano a testimoniare la loro presenza, unite in cerchio o spezzate in più parti, in terracotta o in frammenti di specchio, su cui ciascuno può riflettersi e riflettere.
Maria Elvira Ciusa