Luca Zanier / Jay Wolke

Cava de' Tirreni - 21/02/2015 : 30/03/2015

Mostra doppia personale: “Corridors of Power” di Luca Zanier e "Architecture of resignation" di Jay Wolke.

Informazioni

Comunicato stampa

L MARTE e LA GALLERIA PRIMO PIANO
PRESENTANO

Luca Zanier CORRIDORS OF POWER
Jay Wolke ARCHITECTURE OF RESIGNATION

a cura di Antonio Maiorino Marrazzo

"La grandeur e l’ostentazione delle architetture iconiche dei poteri globali a confronto
con le architetture della rassegnazione di un paese, l’Italia, che ha smarrito la sua
centralità e il suo ideale di bellezza."


“Corridors of Power” di Luca Zanier
Immagini che ritraggono i Luoghi del Potere, enormi sontuose sale dove assemblee di uomini
decidono delle sorti del mondo e delle vite di altri uomini e donne, calati nella pomposità che le
architetture stesse, opportunamente, conclamano. Queste opere hanno una potenza visiva
necessaria, sorprendente, che di quei poteri ci fanno sentire la greve responsabilità. Come già
in Raum und Energie, Luca Zanier ci accompagna in luoghi non accessibili, solo visitati dal
fugace sguardo della cronaca che questi spazi vede con l’occhio del pubblico in ascolto del
relatore di turno o della stella che la Storia vuol vedere brillare. Zanier fotografa questi spazi
nella loro assenza acustica, in gelido silenzio, dal punto di vista del relatore.

La sala del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, quella pronta ad accogliere nel tempo di due ore i delegati delle nazioni in caso di crisi, ci appare come un modello della Lego, ha una leggerezza ludica che si scontra in maniera ciclopica con quanto accade in quello spazio. Le architetture di Oscar Niemeyer, al gratuito servizio del partito comunista e del sindacato francese (FOTO A LATO PFC French Communist Party I, Paris 2010), la sala del comitato
esecutivo della FIFA, illuminata da un grande lampadario a forma di arena sebbene il presidente Blatter dica che la luce “debba venire dalle persone che sono nella sala”. Quello che Zanier ci propone è un viaggio necessario nell’estetica del potere.

14 opere fotografiche a colori di medio e grande formato.

Dopo la formazione di fotografo Luca Zanier ha lavorato come assistente per diversi fotografi in Svizzera e all’estero. Apre uno studio a Zurigo e dal 1993 lavora come fotografo indipendente. Dal 2000 le fotografie di Zanier sono presenti in diverse esposizioni personali e collettive in Europa. Tra l’altro ha preso parte alle collettive Descubrimientos PHE 09 a Madrid, al Festival di fotografia di Arles VoiesOff come pure al Festival Mois européen de la photographie a Lussemburgo. Personali invece a Napoli, Galleria PrimoPiano, “Le magasin des Jouets” a Arles e “Kunstnetzwerk” in Austria. Ha esposto i suoi lavori in Lituania, a New York, Russia, Riga e Amburgo. Zanier ha ricevuto premi in Francia, Svizzera e in Lituania e una “Honorable Mention” dalla Review Santa Fe a New Mexico (USA). Nel 2011 ha inoltre ricevuto il “Silver Award” del Prix de la Photographie di Parigi nella categoria “Fine Arts”. Suoi lavori sono stati pubblicati in giornali e riviste: recentemente su “Le Monde”, “Newsweek” come pure “Wired” (Germania e Inghilterra). Il suo secondo libro dal titolo “Power Book” è stato pubblicato nel 2012 presso la casa editrice svizzera Benteli Verlag.



Architecture of resignation di Jay Wolke
Il progetto fotografico di Jay Wolke necessiterebbe di un saggio per la cui stesura sarebbe utile sapere ben districarsi nelle scienze antropologiche, in quelle politiche, storiche, sociologiche. La lettura delle immagini che l’autore statunitense, docente di arte e design del Columbia College di Chicago, ha prodotto in vari viaggi nel Mezzogiorno d’Italia nel corso di sette anni, ci appartiene e ci ferisce, senza alcuna speranza da suggerire, Architettura di rassegnazione:
fotografie dal Mezzogiorno. Un itinerario amaro dal Lazio alla Sicilia, tra degrado e incompiute come la "Unfinished Church" di Gibellina Nuova in Sicilia (FOTO) e "Unfinished Tunnel" di Villa San Giovanni in Calabria.

Il professor Montanari scrive:
“Wolke ha scattato le fotografie tra il 2000 ed il 2007 in un lungo e amaro Grand Tour in cui l’amore per il Bel Paese non si è impantanato nell’eterna oleografia dietro cui cerchiamo, da secoli, di nascondere la nostra inarrestabile decadenza (…) Per un’adeguata ecfrasis di queste fotografie, di sorprendente nitore formale, ci vorrebbe la penna di un marchese De Sade, o di uno Sciascia. Ma solo Fellini potrebbe mettere in scena il mausoleo romano dell’Appia pieno di spazzatura, tra cui troneggia un inconcepibile materasso azzurro”. E Roberta Valtorta, nel testo critico del catalogo della mostra, amaramente scrive: ”Vedere l’Italia e morire” Il significato di questa frase sembra ora cambiare completamente. Oggi, è il dolore che prende il
posto dello stupore. Un tempo si pensava che dopo aver visto l’Italia ci si poteva sentire soddisfatto della tua vita e poi morire. Ora sembra che se si vede l’Italia ci si sente di morire”. L’autore americano, le cui opere sono parte delle collezioni permanenti del Whitney Museum of American Art, del MOMA di New York e di San Francisco tra gli altri, giunge al MARTE nella sua seconda esposizione italiana.
16 opere fotografiche a colori 76 x 101 cm.

Jay Wolke è artista ed educatore che vive a Chicago Illinois (usa). Autore di tre monografie fotografiche: All Around the House: Photographs of American – Jewish Communal Life (Istituto d’Arte Chicago, 1998); Along the Divide: Photographs of the Dan Ryan Espressway (Center of American Places, 2004); Architecture of Resignation: Photographs from the Mezzogiorno (Center for American Places– Columbia College Press, 2011). Le sue opere fotografiche sono state esposte in mostre internazionali e fanno parte delle collezioni permanenti del Whitney Museum of American Art, del MOMA di New York, dell’Art Institute di Chicago, del MOMA di San Francisco e in altre istituzioni museali. Wolke ha frequentato la Washington University, la Saint Luis (BFA) e L’Insitute of Design, IIT (MS). Attualmente è Professore di Cattedra dell’ Art and design Department, Columbia College Chicago. Inizia la sua
collaborazione con la Galleria PrimoPiano nel 2014.

INFO UTILI L'opening della doppia mostra, che inaugura la sezione MARTE CLOSE UP, è
fissato per sabato 21 febbraio alle ore 18.30; la mostra resterà aperta sino al 30 marzo e
sarà visitabile dal lunedì alla domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 18 alle ore 21. Ingresso gratuito.

www.primopianonapoli.com