Luca Pantina – Nostos. Le forme del viaggio
l’Ottagono Santa Caterina ospita la nuova mostra personale dell’artista siciliano, tra pittura, scultura e grafica.
Comunicato stampa
Dal 17 al 30 luglio 2026 l'Ottagono Santa Caterina ospita la nuova mostra personale
dell'artista siciliano, tra pittura, scultura e grafica.
Dopo le mostre personali del 2004 (Iconae vitae – Iconae Christi) e del 2018 (Pause In-time), Luca
Pantina torna a esporre a Cefalù con NOSTOS. Le forme del viaggio, un progetto espositivo che
raccoglie alcune delle ricerche sviluppate negli ultimi anni tra la Sicilia e la Spagna.
Promossa con il patrocinio del Comune di Cefalù e la collaborazione della Fondazione Museo
Mandralisca, la mostra riunisce dipinti, sculture lignee e opere grafiche in un percorso dedicato al
Mediterraneo, alla memoria e al viaggio inteso come esperienza di trasformazione.
Il termine greco Nóstos indica il ritorno a casa dopo un lungo viaggio. Da questa parola deriva
anche "nostalgia", il desiderio di un luogo perduto o di una parte di sé. La mostra prende spunto da
questo antico significato per riflettere sul viaggio non come semplice spostamento geografico, ma
come esperienza capace di trasformare profondamente chi la vive.
Attraverso opere realizzate tra il 2022 e il 2026, Pantina costruisce un itinerario nel quale la Sicilia,
il mare e il Mediterraneo diventano immagini aperte, capaci di evocare temi universali come
l'identità, l'attraversamento, la memoria e il ritorno.
Tra le opere esposte figurano i trittici Nuove rotte mediterranee e Trinanimali, il grande lavoro
pittorico Il mare non è acqua, dedicato al tema delle migrazioni contemporanee, la scultura
Issima Sicilia e un nuovo ciclo di dipinti e sculture concepiti appositamente per questa
esposizione.
Per Pantina il ritorno a Cefalù assume anche un significato personale. Dopo oltre vent'anni dalla
sua prima mostra nella città normanna, NOSTOS rappresenta una nuova tappa di una ricerca che
continua a interrogarsi sul rapporto tra uomo, paesaggio e Mediterraneo, privilegiando un
linguaggio essenziale, simbolico e aperto all'interpretazione.