Luca Maria Patella – Fotografia & extra media utile ti sia!

Modena - 18/06/2021 : 22/08/2021

Fondazione Modena Arti Visive presenta Fotografia & extra media - utile ti sia!, personale di un grande protagonista della scena dell’arte italiana Luca Maria Patella (Roma, 1934).

Informazioni

  • Luogo: FMAV - PALAZZINA DEI GIARDINI
  • Indirizzo: corso Cavour 2 - Modena - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 18/06/2021 - al 22/08/2021
  • Vernissage: 18/06/2021
  • Autori: Luca Maria Patella
  • Curatori: Massimo Bignardi
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: Da giovedì a domenica ore 16 - 21
  • Biglietti: biglietto intero 6 € / ridotto 4 € (Circuito Vivaticket)

Comunicato stampa

Fondazione Modena Arti Visive presenta Fotografia & extra media - utile ti sia!, personale di un grande protagonista della scena dell’arte italiana Luca Maria Patella (Roma, 1934) che si terrà nella sede espositiva della Palazzina dei Giardini dal 18 giugno al 22 agosto 2021


La mostra, il cui titolo è un omaggio a La Vita Nova di Dante Alighieri, è curata da Massimo Bignardi e offre una panoramica della lunga carriera di Patella attraverso opere fotografiche e film che evidenziano l’evoluzione continua e incessante dei linguaggi dell’artista a partire dalle esperienze realizzate a metà degli anni Sessanta, le acqueforti e le tele fotografiche passando per le opere degli anni Settanta e Ottanta, immagini realizzate in autofocus con obiettivo fish-eye, chiamate dall’artista “autofoto”. Il percorso prosegue con le sperimentazioni sulla percezione e riproduzione del colore fino alle grandi e rarissime Polaroid degli anni Novanta. Non mancherà una selezione di film resa possibile grazie alla collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e la Fondazione Cineteca di Bologna.

La mostra attraversa la ricerca di Luca Maria Patella, pioniere, sperimentatore ed innovatore della scena dell’arte italiana attivo fin dagli anni Sessanta, noto a livello internazionale per il suo modus operandi che spazia tra i media - dalla fotografia al linguaggio filmico, dalla scultura alla poesia visiva, fino alla performance. La sua modalità operativa è propria di un linguaggio in progressivo aggiornamento, influenzato dall’incessante rinnovamento tecnologico che è all’interno di quella interdisciplinarità, caratterizzante l’intera sua carriera artistica.

“Il percorso espositivo offre al visitatore un esaustivo spaccato di quanto Patella ha prodotto nell’ambito di una nuova fotografia, che non risponde, come equivalente, all’arbitrario trasporto della realtà percepita” afferma il curatore Massimo Bignardi. La mostra si sviluppa a partire dalle esperienze realizzate a metà degli anni Sessanta, documentate da opere provenienti dall’Archivio Luca Patella di Roma, come le acqueforti fotografiche a colori simultanei, esposte in occasione della sua prima mostra di fotografia, tenuta nel 1966, a Roma. Seguono poi opere quali Occhio nel paesaggio, immagine oggettiva-riflessa, del 1965, le foto su grandi tele emulsionate, tratte da diacolor, per esempio Pioggia, del 1966, o dal ciclo Terra animata, del 1967, anno nel quale Patella partecipa alla V Biennale di Parigi, ricevendo il premio speciale per la fotografia, provenienti dalla Fondazione Morra di Napoli e dalla Galleria Il Ponte di Firenze.
Con l’Ambiente proiettivo animato, presentato alla Galleria L’Attico di Roma nel 1968, l’artista inclina i suoi interessi verso l’ambito degli extra media, guardando alla molteplicità dei linguaggi creativi, andando al di là dei canoni della comunicazione visiva di connotazione estetica.

Nelle successive sezioni seguono le esperienze condotte nel corso degli anni Settanta e Ottanta, un arco di tempo documentato da lavori tratti dal ciclo Montefolle, le fotografie autofocus con obiettivo fish-eye, da quello a Trevi, realizzato tra il 1972 e il 1974, ma anche Autofoto viaggiante, del 1975 (presente alla Biennale veneziana del 1980), Madmoutain, del 1976, e il celebre autoritratto con la moglie Rosa Foschi, Gli Arnolfini-Mazzola at Madmountain del 1985. La mostra propone poi le esperienze sperimentali che Patella realizzò con la fotografia stenopeica e con l’uso del colore tricromico, a partire da negativo bianco e nero nella seconda metà degli anni Ottanta.
Saranno presenti nel percorso espositivo tre dei suoi numerosi film concessi in prestito dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma: Terra Animata (1965-1967), il ben noto SKMP2 (1968) e Vedo, Vado! (1969), premiato con l’“Osella d’Argento” a Venezia, esposto per concessione della Fondazione Cineteca di Bologna.
A salutare il visitatore all’uscita dalla Settecentesca Palazzina dei Giardini saranno le grandi Polaroid sperimentali dei primi anni Novanta.

L’esposizione si propone quindi, come una calibrata sintesi di ciò che la macchina fotografica è per Patella: “per me – dichiarava l’artista intervistato da Ida Pacelli nel 1978 – la macchina fotografica significava usare uno strumento che poteva rispondere, farlo agire come Linguaggio e come Prassi, riscattandolo non solo dalla superficialità pop, ma anche dalla iperproduzione e sperimentazione d’altra parte stereotipa della pubblicità”.

Accompagna la mostra, il catalogo a cura di Massimo Bignardi dal titolo Luca Maria Patella. Fotografia & extra media – utile ti sia! (Franco Cosimo Panini Editore, italiano, euro 25), con testi di Massimo Bignardi, Elio Grazioli e Luca Maria Patella.