Luca Del Pia – Il giudizio della bellezza

Forlì - 12/09/2014 : 14/09/2014

C'è in ognuno di questi scatti, un inseguimento feroce e indefesso della Bellezza captata o solo sfiorata in forme che si ripetono, in squarci del reale che aprono a un mondo -di luce o di tenebre- ulteriore, in corpi che ti sfidano come un lancio di pietre mentre si presentano o auto-rappresentano.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO ALBERTINI
  • Indirizzo: Piazza Aurelio Saffi 50 - Forlì - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 12/09/2014 - al 14/09/2014
  • Vernissage: 12/09/2014 ore 18
  • Autori: Luca Del Pia
  • Curatori: Adele Cacciagrano
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: h 18 > 20.30

Comunicato stampa

Luca Del Pia
Il giudizio della bellezza
Sguardo di corpi in auto-rappresentazione

una mostra dagli scatti di Luca Del Pia
a cura di Adele Cacciagrano

C'è un giudizio di chi in maniera onnivora osserva il mondo per decidere se ciò che si sottopone alla vista possa essere meritevole di memoria, biasimo, nota o disattenzione.
E c'è un giudizio, più elusivo ma di gran lunga più incisorio, che precede ogni tentativo di raziocinio e mira diritto al centro nervoso dell'osservatore rapendone, volente o meno, l'attenzione


È il giudizio della bellezza: sguardi di oggetti, corpi, colori e forme in grado di inchiodarti in un istante-tempo che è immobile ed eterno pur mantenendosi, essi stessi, continuamente in azione.
Non c'è via per conoscere queste incarnazioni della Bellezza in anticipo.
Pre-giudizi e atti di raziocinio sulle sue presunte quintessenze sono chimere inutili e fuorvianti. Si riconosce la bellezza dal modo in cui ingravida il mondo e immantinente lo ingrazia per il magnetismo della sua presenza.
È il mistero di quella che, Bataille chiamava Esperienza interiore definendola come “la messa in questione nella febbre e nell'angoscia, di ciò che un uomo sa del fatto di essere. Qualsiasi cosa apprenda in tale febbre, non può dire «ho visto questo, ciò che ho visto è così è così», non può dire: «ho visto Dio, l'assoluto o il fondo dei mondi» può soltanto dire « ciò che ho visto sfugge all'intelletto».

E in effetti la conoscenza autentica della Bellezza può solo essere esperienza: un atto dell'esistenza che trasforma i termini dell'incontro e marchia a fuoco le coscienze coinvolte inducendole a fiutare dappertutto per riconoscere, di volta in volta, i segni molteplici o contrastanti della sua presenza.
Negli scatti scelti per Crisalide, tra le centinaia di immagini realizzate da Luca Del Pia in contatto trentennale con il mondo delle arti performative, abbiamo voluto raccogliere quelle che a nostro avviso portassero rossa ed evidente la stigma di questo rincorrere la Bellezza ovunque essa sia.
C'è in ognuno di questi scatti, un inseguimento feroce e indefesso della Bellezza captata o solo sfiorata in forme che si ripetono, in squarci del reale che aprono a un mondo -di luce o di tenebre- ulteriore, in corpi che ti sfidano come un lancio di pietre mentre si presentano o auto-rappresentano. Al limite di una luce, di una verità o del definitivo oscuramento. E se la ricerca si concentra nel mondo delle arti performative non c'è ragione precisa se non quella dettata dal puro innamoramento. Una forza primigenia che volge il fotografo ai corpi della scena, che glieli fa amare e desiderare al punto da catturarli e rapirli via dalla scena per il bisogno, egoistico quanto vitale, di vederli agire, per un più o meno esteso lasso di tempo, solo per i propri occhi e per quello, cieco, della fotocamera.


Luca Del Pia Fotografo. Collabora dal 1996 con la Socìetas Raffaello Sanzio. Nel 2001 ha allestito una mostra sul lavoro della compagnia per il Palazzo delle Esposizioni di Roma, successivamente ospitata al Moca di Chicago nel 2008 e al Festival Uovo di Milano nel 2012. Nel 2008 esce per Actés Sud il volume Itinera che contiene le immagini realizzate durante il ciclo Tragedia Endogonidia. Nel 2011 prodotto da Ert e Uovo esce Overground per l’editore Boiler, un libro che attraverso immagini e testi propone uno sguardo sul teatro di ricerca italiano.

Adele Cacciagrano Dottore di ricerca in Studi Teatrali e Cinematografici presso Università degli Studi di Bologna. Membro del gruppo di studio legato al magistero del Prof. Marco De Marinis, suoi interventi sono apparsi su riviste specializzate e antologie di saggi teatrali e performativi.
Con Piersandra Di Matteo ha curato per il biennio 2010-2011 la redazione di Visioni_ piattaforma critica online legata al Festival Natura Dèi Teatri.
Nel 2009 con il sostegno di Alieno-Nuove Creatività/ETI ha pubblicato uno studio teorico sul mitologema di Lilith. Nel 2011 è co-autrice con Lucia Amara, Piersandra Di Matteo, Tihana Maravic e il fotografo Luca Del Pia di Overground (edizioni Boiler Books).
Dopo aver ideato e co-curato la prima edizione del festival di genere Funzione Guerriera (Reggio Emilia, 28 febbraio-2 marzo 2014) attualmente è impegnata in un nuovo progetto editoriale con la danzatrice e coreografa Francesca Proia e la poetessa Anastasia Mostacci.