Luca Baioni / Jonny Briggs – Dalle soglie del sonno alle prime luci diurne

Torino - 19/06/2019 : 28/07/2019

“Dalle soglie del sonno alle prime luci diurne” è una doppia personale degli autori Luca Baioni e Jonny Briggs presentata nello spazio di Mucho Mas! in collaborazione con la galleria Ncontemporary di Milano.

Informazioni

  • Luogo: MUCHO MAS
  • Indirizzo: Corso Brescia 89 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 19/06/2019 - al 28/07/2019
  • Vernissage: 19/06/2019 ore 18,30
  • Autori: Jonny Briggs, Luca Baioni
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: 19 giugno - 28 luglio Orari: lun.ven.15-18:30 Sabato e domenica su appuntamento

Comunicato stampa

MUCHO MAS!
artist-run space

DALLE SOGLIE DEL SONNO ALLE PRIME LUCI DIURNE
Luca Baioni & Jonny Briggs

Mercoledì 19 giugno alle ore 18:30 inaugurerà la mostra “Dalle soglie del sonno alle prime luci diurne” presso Mucho Mas! artist-run space in Corso Brescia 89, Torino



“Dalle soglie del sonno alle prime luci diurne” è una doppia personale degli autori Luca Baioni e Jonny Briggs presentata nello spazio di Mucho Mas! in collaborazione con la galleria Ncontemporary di Milano

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DALLE SOGLIE DEL SONNO ALLE PRIME LUCI DIURNE

Cosa c’è dietro ad una fotografia? Quali sono gli istinti dell’uomo che lo spingono ad esprimersi, direttamente o indirettamente, tramite la produzione di un’immagine?
Spesso siamo guidati da esperienze personali o da qualcosa di profondo presente all’interno del nostro inconscio. La fotografia nel contemporaneo ha valicato la rappresentazione e viene utilizzata come strumento che ci permette di navigare negli abissi degli ambiti espressivi. Vergogna, traumi e paure vengono riformulati per essere visualizzati, per diventare immagini.
Jonny Briggs e Luca Baioni possiedono la capacità comune di utilizzare il mezzo fotografico come strumento per raccontarci qualcosa di sé, di profondo e indefinito, intrinseco in ciascuno di noi. Qualcosa che neghiamo perché perturbante, disallineato, caotico.
Mani che bucano immagini e deformazioni di volti ci guardano, traghettandoci come Caronte in un inferno di sensazioni a cui spesso non diamo sfogo ma che ora siamo chiamati a guardare in faccia.
La fotografia così diventa una terapia, capace di valicare le inquietudini attraverso un viaggio performativo ed onirico.
Baioni e Briggs, con metodologie diverse ma ugualmente simili nella necessità di affrontare i propri demoni, ci propongono un viaggio nel subconscio che diventa collettivo. L’uno attraverso l’appropriazione di immagini distorte, deformate e poi riassemblate, all’inseguimento di una visione profonda che cerca di materializzarsi a tutti i costi e con ogni mezzo, l’altro tramite la mise en place del proprio inconscio svelato, ricreato meticolosamente nella realtà e poi riportato nuovamente alla bidimensionali dell’immagine.
Il dialogo proposto in questa mostra tra la serie Polyptych (Lysergik funeral procession) di Baioni ed il corpus di lavori di Briggs è sia un percorso personale che una riflessione collettiva sulle immagini, così pervasive nella nostra vita da costituire ormai la parte fondante della nostra identità. Gli autori smantellano le vecchie modalità visive della fotografia, trasmutando i suoi valori ideali da quelli di rappresentazione di realtà a quelli post-fotografici di costruzione del sé.

Testo di Luca Vianello e Silvia Mangosio

TESTI

Jonny Briggs
Testo di Federica Barletta

Le opere di Jonny non lasciano indifferenti invece provocano attenzione, stupore e sgomento. Contengono qualcosa di inconsueto ed estraneo al nostro immaginario, che non lascia adito all’imparzialità emotiva dell’osservatore il quale si trova necessariamente messo di fronte, in modo più o meno consapevole, ad una scelta di campo che attraversa l’estetica e arriva ad una sfera più intima.
Se osserviamo bene le sue fotografie notiamo questa continua ironia che mette in discussione, non solo formalmente, il confine tra la realtà e la finzione, tra il bambino e l’adulto, tra il sè e l’altro creando una situazione in cui si uniscono caratteristiche di estraneità e familiarità in una sorta di dualismo affettivo.
Proprio attraverso questo dualismo l’artista tenta di rompere e uscire fuori dalla bolla familiare in cui è cresciuto traducendo lo Unheimliches freudiano in immagini fotografiche dalle quali riaffiora tutto ciò che è stato tenuto nascosto, tenuto in casa. Non più celato.
Ciò che rende perturbanti le sue fotografie è l’utilizzo della figura del nonno, del papà da bambino, delle mani della mamma o della sorellina; elementi attraverso cui l’artista tenta di indagare la relazione con l’inganno, e ri-costruire la natura dell’infanzia attraverso occhi adulti. Tutto ciò ci mostra qualcosa di estremamente intimo, e confortevole ma nello stesso tempo ciò che ci appare di fronte agli occhi è qualcosa di inconsueto, di sconosciuto, sistemi di credenze represse e rimosse provenienti dall'infanzia, forse, di ognuno di noi. Qualcosa di ancestrale che abita o che ha abitato nelle mura domestiche.
E’ proprio nella casa (heimlich) dei propri genitori che accade e prende corpo la produzione di Jonny.
La casa, è infatti, anche il tema centrale della teoria freudiana, luogo principale della minaccia. L'aggettivo sostantivato che lo psicologo usa per definire queste sensazioni è das Unheimliche, letteralmente il «non-di-casa». Ma è veramente fuori dalla casa? No, in realtà sta ancora lì, giace dentro la casa, sepolto sotto la pesante architettura di abitudini e credenze.

Polyptych (Lysergik funeral procession)
di Luca Baioni

La vita è il coacervo buio, inestricabile, misterioso, caotico e incomprensibile di sensazioni sovrapposte e mischiate. I demoni appaiono nelle cose, invitano a procedere oltre esse, nel loro lato “eccedente”, per scoprirne la natura. Sono i volti del terrore panico, contenuto sensoriale implicito nell’esperienza del mondo. Sono espressione del trauma, del lampo che scuote e sventra la realtà, mostrando la sua vera dimensione, infinita, irrisolvibile, incomprensibile.
Il grottesco e il violento, come caratteri raffigurativi di questi demoni, sono legati ad una forma espressiva propria delle sensazioni di terrore derivanti dall’essere partecipi di un’esperienza che ci sommerge, ci butta in un caos irrevocabile e incontrollabile, ci fa sentire parte di qualcosa di incredibilmente più grande, complesso, profondo e vivo di quanto la nostra singola coscienza possa elaborare, capire, chiarire.

Testo di Andrea Ritondale







BIO

Luca Baioni (1984) è nato e cresciuto a Milano. Ha studiato presso l’Istituto d’Arte di Monza e l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Mentre frequentava l’accademia ha lavorato come assistente nello studio di Alex Majoli. Nel 2008 ha lanciato ed è diventato un membro del gruppo Cesura. Nel 2010 ha lasciato Cesura e ha iniziato la ricerca su nuovi metodi di fotografia. I suoi lavori sono stati pubblicati ed esposti in Italia e Regno Unito.

Nato nel 1985, Jonny Briggs è nato e cresciuto a Londra dove frequenta il Royal College of Art. Tra i più influenti fotografi emergenti londinesi i suoi lavori hanno preso parte a mostre all'interno di importanti istituzioni come Saatchi Gallery London, Moscow Young Artist Biennale, Moscow – Mark Rothko Art Center, Latvia – Fondazione Fotografia Modena, Modena – Photoforum Pasquart, Biel – Zabludowicz Collection, London – Open Eye Gallery, Liverpool – FOAM Talents, Unseen Amsterdam – Camden Arts Centre, London – Pole Image Haute-Normandie, Rouen.


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Nata nel 2014 a Londra, Ncontemporary gestisce il suo programma espositivo nella sua galleria milanese e in una serie di project spaces a Londra. Fortemente concentrata nel dare supporto ad artisti emergenti internazionali, Ncontemporary collabora con gallerie, collezionisti, curatori ed enti pubblici per progetti dedicati.

Mucho Mas! e’ un artist-run space che nasce a Torino, fondato da Luca Vianello e Silvia Mangosio. Mucho Mas! rappresenta artisti emergenti italiani ed internazionali, che stanno seguendo un percorso di ricerca nella fotografia contemporanea.