Louise Manzon – Aion

Firenze - 08/07/2019 : 08/09/2019

Una mostra tutta al femminile che coniuga l’incessante scorrere del tempo con il ripetersi costante del fenomeno migratorio.

Informazioni

Comunicato stampa

Dall’8 luglio all’8 settembre una mostra tutta al femminile che coniuga l’incessante scorrere del tempo con il ripetersi costante del fenomeno migratorio. Ingresso gratuito


Sculture di figure femminili ricoperte di materiali poveri, fili di ferro, frammenti di reti metalliche, cocci di ceramica ma incoronate come vere regine, archetipi femminili portatrici di vita, di lotte affrontate nella storia, nelle culture, nelle religioni, nelle geografie per custodire sogni e speranze, interpreti della forza e della dignità umana messa alla prova dal ripetersi costante del fenomeno migratorio


Sono loro le protagoniste di “AION”, un progetto firmato dall’artista franco-brasiliana Louise Manzon in mostra al Museo Marino Marini di Firenze da lunedì 8 luglio fino all’8 settembre. L’ingresso è gratuito.
L’animo cosmopolita di Louise Manzon, figlia di Jean Manzon, regista e fotoreporter per Paris Soir e Paris Match, si riflette nella sua arte che esalta l’immaginario della donna quale “custode del principio creatore e madre di un tempo trascendente e assoluto”, secondo una definizione data dalla classicità e incarnata nella parola che dà il titolo alla mostra, Aion.


IL PROGETTO
Aion rappresenta l’eternità, come un tempo che ricomincia incessantemente, senza un vero inizio e una vera fine.
Il concetto di Aion, viene assimilato al perenne processo migratorio, che esiste da sempre e ci sarà per sempre, in quanto insito nella natura umana. Le sculture di Louise Manzon si associano anche alla figura femminile, portatrice di vita,
 custode di sogni e speranze, interpreti della forza e della dignità umana.



Anime in attesa
Ceramica, rete metallica, h 90 cm
L’anima in trappola forzatamente in attesa. L’attesa è la condanna del clandestino, s’impadronisce
della sua anima. L’attesa è la pazienza di vivere senza arrendersi. Il metallo del vestito che si arrugginisce e si dissolve allude alla vittoria della resistenza dell’anima, alla realizzazione di un sogno e al controllo sulla propria vita. Tredici sculture perché questo numero rappresenta la morte (la fine di un ciclo), la trasformazione
(il cambiamento, la rottura) e la rinascita
(la resurrezione, il passaggio a un livello più alto di esistenza). Il 13 come un nuovo inizio, dove
i vecchi sistemi devono estinguersi per lasciare spazio alle inevitabili trasformazioni.

Dualismo illusorio
Ceramica, rete metallica, chiodi di ferro, filo di rame, h 120 cm
La percezione della realtà, secondo lo sguardo, ravvicinato o lontano, mette in scena la dualità tra illusione e realtà.
Da lontano la donna appare in un abito prezioso (L’illusione). Da vicino l’abito risulta invece irto di chiodi (La realtà). I migranti che scendono dalle “carrette del mare” non vogliono imporre le loro miserie e sofferenze.
Pochi al mondo sanno piangere senza lacrime. Pochi al mondo sanno essere così nobili.

La Trappola
Ceramica smaltata, rete metallica, lastre di metallo h 132 cm
La traversata in mare... solo un capitolo dell’insidioso processo migratorio.
 I migranti, uomini, donne e bambini trattati
alla stregua di merci. L’acqua, le correnti, le alghe Poseidone avvolgono e intrappolano i corpi.
Le onde di un mare profondo, portatrici
di coraggio, non smettono di restituire i corpi, spesso senza nome.

L’ESSENZA DELL’ARTE DI MANZON
L’arte di Louise Manzon è sempre attenta al tema della condizione femminile, della generatività, della vitalità, degli ambienti naturali, delle insidie che li minacciano e della speranza della loro salvezza, riportandoli a una più corretta ed equilibrata condizione.
E si sviluppa con la spontaneità della forma, dell’espressione e colore abbracciando una storia e una mitologia che sempre portatrice di un mondo migliore. Le figure si rifanno molto gli archetipi della mitologia greco-romana, culla della civiltà visiva occidentale e della moderna tradizione scultorea, il tempo e il suo impercettibile fluire, le figure femminili e il loro ruolo di vigili custodi dei segreti della vita, le creature divine e marine legate al culto della natura, capaci di riversare la gioia contagiosa della Natura.
L’evoluzione alle tematica della vita, dell’ ambiente, del mare e della condizione umana porta l’artista a dare una lettura personale e dolente del dramma delle migrazioni e del traffico di esseri umani, attraverso figure femminili vestite, anzi, ricoperte alla meglio con materiali poveri: fili di ferro spinato, frammenti di reti metalliche, schegge di ceramica, brandelli di stracci, che riporta a raffigurare le tematiche che toccano le anime e la vita sociale con diverse sfaccettature e soluzioni senza occuparsi della persona, uomo, donna, bambini e ambiente.
La sua Arte ed espressività si congiunge agli ideali di un mondo e di un ambiente abusato ma come gli animi di molti cerca il riscatto e il miglioramento nell’ auspicio di una vita e esistenza migliore come nei sogni che si vorrebbe realtà.
Nel flusso continuo della materia le curve sono la manifestazione plastica dell’essenza, ed il loro rapporto armonico rimanda alle tematiche che affronta Manzon. Attraverso la spontaneità, l’organicità e la fluidità, il movimento delle forme si arma di un carattere capace di parlare di dignità umana, protezione ambientale ed immigrazione. Da questo flusso continuo prendono vita le sue opere, che ritiene concluse solo quando riconosce in esse un’anima: un’anima che illumina. Le creazioni appartengono alla terra ed in esse rivive la metamorfosi dei quattro elementi alla base della vita: aria, acqua, terra e fuoco. Essi si fondono in un connubio di materiali che si manifesta inaspettato nella terracotta e la policromia spontanea e casuale che si ottiene su di essa diventa pura magia: sfruttando le trasparenze e duttilità degli altri materiali cerco di trasmettere le sfumature che scandiscono il nostro percorso di vita, tessendo nelle forme il tempo che scorre.
Ultima manifestazione di questo connubio si rispecchia nei lavori più recenti, associati alla donna come sintesi dell’umanità: portatrice di vita, custode della famiglia e dei sogni, regina di forza e di speranza. Essa è metafora della nostra esistenza che continua e si rigenera.

BIOGRAFIA
Louise Manzon è nata a San Paolo del Brasile ed è cresciuta in una famiglia cosmopolita, formandosi tra il Sud America, l’Europa e gli Stati Uniti. Si è laureata in Disegno Industriale presso la Fondazione “Armando Alvares Penteado” di San Paolo. Ha collaborato con uno studio di architettura internazionale ed ha proseguito gli studi conseguendo un master in Disegno industriale presso il Pratt Institute di New York, dove si è misurata con diversi linguaggi espressivi e stili artistici. Ha lavorato come designer presso l’agenzia Young & Rubicam di New York City. Le sue sculture sono state esposte in negli Stati Uniti e in Italia. Hanno scritto di lei e del suo lavoro, fra gli altri, Philippe Daverio, Achille Bonito Oliva, Alain Elkann, Paul Laster e Luca Beatrice.